A soli 20 anni, Domenico Rignanese ha presentato ieri nella natìa Monte Sant’Angelo il proprio documentario L’Eterna Domanda, prodotto da Rhymers’ Club. La proiezione è avvenuta nell’auditorium Peppino Principe in occasione della Settimana dell’Educazione, seguita da un dibattito sulle tematiche affrontate all’interno dell’opera, col sostegno dell’associazione Un Monte di Idee. Un messaggio non semplice quello su cui ha lavorato il ventenne: la vita è un’eterna domanda che accompagna l’essere umano quotidianamente. Da sempre l’uomo prova a dare un significato alla sua esistenza e un senso alla presenza delle sofferenze mentali e fisiche, cercando la risposta nella filosofia, nella letteratura, nella psicologia o nelle religioni. In questa faticosa, interminabile, ma necessaria ricerca, fatta talvolta di contraddizioni, emerge un elemento che accomuna l’uomo in quanto tale: la ricerca della felicità. Il documentario, ambientato tra Monte Sant’Angelo, Pulsano e Manfredonia, si pone l’obiettivo di interrogarsi sul senso della vita, indagando la sofferenza mentale e fisica come elemento ontologicamente costitutivo dell’essere umano. Il racconto si sviluppa attraverso testimonianze profonde e uniche, tra le quali: il testo sul senso della vita scritto in primo superiore da Mariarosa Lauriola, morta suicida all’età di sedici anni e mezzo e divenuto nel tempo una sorta di testamentum, e la testimonianza di Marilia la Torre, donna affetta dalla sindrome trico-epato-enterica, straordinario esempio di resilienza, anni fa intervistata da l’Attacco come ricordato nel documentario. Si tratta di una malattia genetica rarissima che colpisce una persona su un milione. “Ho 20 anni, a giugno 21”, racconta Rignanese a l’Attacco. “La mia prima esperienza da regista è stata durante la residenza culturale cinema di Monte Sant’Angelo con il documentario Curandum Est, prodotto da MAD Archivio. Questo cortometraggio, nonostante fosse il mio primo lavoro, ha riscontrato un buon successo, vincendo il premio speciale al festival Mònde e partecipando al concorso Puglia Show del Festival Europeo di Lecce. Grazie a questa esperienza ho capito di avere un forte interesse per il mondo cinematografico. Desidero continuare a realizzare film, non solo documentari, da regista”. Non solo cinema, però. “Attualmente sono uno studente di Filosofia all’Università di Bari. Il mio interesse per la filosofia non è recente: da piccolo cercavo di trovare un senso al tutto, alla vita e alla morte che mi sembrava una contraddizione. Il mio pensiero nel tempo ha assunto diverse forme, e forse oggi ho trovato delle risposte, che non considero definitive”, continua Rignanese.
“Nel mio secondo progetto audiovisivo, ossia L’Eterna Domanda, ho cercato di unire il mio interesse filosofico con il cinema. Infatti il documentario tratta tematiche esistenziali attraverso la filosofia con il prof Flavio Leonardo Belvedere, la psicologia con la psicoterapeuta Antonella Carmela Totaro, la letteratura con il poeta Raffaele Niro e la professoressa Lucia Pia Caputo, e infine la religione con il professor Felice Piemontese. Ognuno propone il proprio modo di vivere la vita, la propria visione della realtà. Un documentario ricco di punti di vista contraddittori, l’esempio più evidente è quello di Marilia la Torre e Mariarosa Lauriola. Marilia la Torre è un puro esempio di resilienza. Lei è una donna affetta da una sindrome rarissima, ma nonostante questo lotta per vivere. Mariarosa Lauriola invece si tolse la vita il 27 marzo 2015. Il ricordo, presente nel mediometraggio, di Lucia Pia Caputo e Felice Piemontese, suoi ex compagni di classe delle superiori, ricostruisce l’essenza di Mariarosa. Nel documentario è presente un suo tema, scritto in primo superiore, sul senso dell’esistenza, da cui si evince il suo amore per la vita. L’associazione Un Girasole per la Vita, fondata dalla madre di Mariarosa Caterina Frattaruolo in onore di sua figlia, ha sostenuto il progetto. Porterò nel mio cuore il tenersi per mano e lo scambio di sguardi al tramonto fra Flavio e sua figlia Aura che incarnano il vero amore, immortalato in una scena che è diventata il simbolo del progetto, tanto da essere l’immagine della copertina. Ricorderò per sempre la forza di Marilia nell’affrontare l’esistenza, e credo che lei sia da esempio per molti. In questo documentario, come si evince dal titolo, non si trova una risposta universale ma ognuno propone la propria visione, e quindi lo spettatore è il vero protagonista, è lui infatti a scegliere a chi legarsi”.
Rignanese sottolinea che il documentario ha il patrocinio del Comune di Monte Sant’Angelo ed è stato prodotto dal Rhymers’ Club di Raffaele Niro. “Per me Raffaele è stato prezioso per la realizzazione di questo progetto, come lo sono stati la mia amica Anna Maria Cristina Notarangelo che ha ideato insieme a me il soggetto, e Pasquale Salcuni, classe 2006, direttore della fotografia e del montaggio. Aggiungo che quelli di Rhymers’Club sono stati indicati come produttori perché ci hanno fornito due strumenti fondamentali: la videocamera ed i microfoni. Ci stanno aiutando anche per la distribuzione. Il progetto non ha ricevuto supporto economico, quindi è un’opera indipendente”, spiega il montanaro.
“Mi auguro che L’Eterna Domanda venga proiettato oltre il Gargano, perché contiene dei messaggi importanti e tratta tematiche su cui è necessario sensibilizzare come la salute psicofisica ed il suicidio. Quindi cercherò, insieme a Raffaele Niro, di diffonderlo. È stata una esperienza lunga, tortuosa, satura di difficoltà, in particolare tecniche, ma arricchente. Ho in mente tanti progetti, e mi piacerebbe realizzare qualcosa di diverso da un documentario”.
Forte il legame tra Rignanese e la città Unesco. “Monte Sant’Angelo è la fonte della mia arte. Amo, oltre il cinema, disegnare, scrivere poesie e senza il mio paese forse non riuscirei ad esprimermi artisticamente, ma ho bisogno di andare via, di conoscere altri posti, di maturare. Non è un abbandono perché vorrei ritornarci con il fine di ricostruirlo, ed è necessario viaggiare per conoscerne il modo”.
Il giovanissimo regista non ha dubbi quando gli si domanda a chi si ispiri: “Mi piacciono i film complessi e spesso filosofici di Christopher Nolan come Interstellar e Inception, le opere di James Cameron come Avatar e Terminator. E amo lo stile di Tim Burton. Ma la figura che ha influenzato la mia vita è Michael Jackson. La sua musica ha un ruolo importante nella mia vita, lo definisco il mio padre artistico. Ma, al di là dell’aspetto musicale, ritengo che i suoi videoclip siano delle vere e proprie perle. I miei preferiti sono ovviamente Thriller e Ghosts, che forse è meno conosciuto”, conclude.
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