Scuole contro la mafia a Vieste, la storia di Michele Fazio. Papà Pinuccio: "Non lasciate indietro nessuno"

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Un incontro che, più del classico convegno istituzionale, ha assunto il sapore di una chiamata all’azione quello che si è svolto nell’Auditorium dell’istituto d’istruzione superiore Mattei-Fazzini-Giuliani di Vieste nella mattinata di lunedì 23 marzo e che ha visto la partecipazione trasversale di diverse classi, dalla scuola media agli indirizzi della secondaria di secondo grado. L’appuntamento arriva a distanza di pochi giorni dalla Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e dall’agguato mafioso compiuto proprio a Vieste ai danni di Danilo Notarangelo.  Protagonista dell’iniziativa è stato Giuseppe Fazio - “Pinuccio”, come preferisce essere chiamato -, venuto in città per testimoniare il suo impegno contro la criminalità organizzata.  Pinuccio è, infatti, il papà di Michele, rimasto vittima incolpevole di un proiettile vagante nel 2001, a soli 15 anni. Da allora il suo impegno è divenuto una missione: recarsi nelle scuole a parlare con i più giovani, coloro che, come dice ai microfoni dell’Attacco, “sono il futuro, la speranza, ma anche quelli più facilmente soggetti al richiamo della malavita”. “Per questo motivo - sottolinea - non bisogna lasciare indietro nessuno, intercettando le situazioni di devianza e di microcriminalità apparentemente banali: è dal bullismo, dal piccolo spaccio, che bisogna partire”. Il suo racconto, che ha ripercorso la tragica vicenda che lo ha travolto, ha avuto come punto di approdo il perdono e il ripristino della legalità.  “Prima a Bari vecchia, dove io vivo, avevamo tutti i balconi chiusi per paura. - racconta - Dopo la morte di Michele, mia moglie ha deciso di spalancare gli infissi. Adesso tutti i residenti hanno riaperto le finestre e hanno permesso alle piante di rifiorire, mentre gli appartenenti ai clan vivono tappati in casa. Siamo riusciti a invertire la narrazione dominante”.

Un momento di riflessione, dunque, ma anche di presa di coscienza, attraverso un intervento diretto quanto doloroso. All’iniziativa, promossa dal Comune di Vieste in collaborazione con la rete di Presidio di Libera, erano presenti anche i consiglieri comunali Sandro Siena, docente con delega alla Pubblica Istruzione; Alessandro Del Zompo, delegato alla Cultura e facente le veci del sindaco Nobiletti (impossibilitato a presenziare per sopraggiunti impegni istituzionali) e Angela Gallo, con deleghe alla Diversabilità e Inclusione; oltre alle docenti Eleonora Mafrolla e Anna Maria Russo e al dirigente scolastico Damiano Francesco Iocolo. Proprio il dirigente, nelle sue dichiarazioni a l’Attacco, ha richiamato il ruolo della scuola come luogo in cui seminare: “la missione educativa della scuola, come di tutti gli adulti, deve essere quella di risvegliare le coscienze, atto che richiede coraggio, ma anche la presenza di una rete sociale forte attorno a ciascuno di noi”.

Il dirigente ha evidenziato come il tema della mafia riguardi tutti da vicino, esortando i suoi studenti ad essere protagonisti del cambiamento, anziché spettatori passivi. Sulla stessa linea anche la professoressa Russo, che a l’Attacco, ci ha tenuto a rimarcare il senso di momenti come questo: “organizziamo incontri come questo per rimarcare quanto sia dolorosa l’omertà, nessun giovane deve più accettare o vivere situazioni come quella che ha dovuto patire Pinuccio Fazio. In questo la formazione deve intercettare i giovani perché la criminalità organizzata vuole fare lo stesso per altri scopi. Noi lo facciamo per garantire la loro crescita e libertà”.

Oltre al fulgido e prezioso contributo di Fazio, tra i momenti più emozionanti del seminario c’è stato l’omaggio del minisindaco, Pietro Capodieci, e dei giovani studenti, che hanno voluto ricordare Michele e le altre vittime innocenti di mafia indossando delle magliette con i loro nomi.

“Voi siete tutti miei figli, siete tutti Michele. Nei vostri volti, io rivedo il suo” - ha affermato commosso Fazio.

A lanciare un ultimo appello ai giovani, al telefono, è stata anche Lella, moglie di Pinuccio e madre di Michele, che ha rimarcato il ruolo fondamentale della scuola e della cultura nella crescita personale come studenti e come individui. “Vi invito a studiare, a crearvi una preparazione - ha esordito - e rispettare i vostri docenti, perché è grazie al loro impegno che potrete ambire a diventare cittadini consapevoli”.

Ecco allora che la scelta di portare a scuola la storia di genitori che hanno combattuto la mafia significa offrire agli studenti uno sguardo diretto sul fenomeno e sulle sue conseguenze, al di là dei titoli e delle ricostruzioni giudiziarie. In un tempo in cui il rischio è quello di trovare una distanza sempre maggiore tra le nuove generazioni e temi di questo tipo, progetti come questo provano a colmare quel vuoto, riportando al centro storie vere e vissute. Non come semplice memoria, ma come strumento per leggere il presente.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet