Dopo tre mesi di stato d’agitazione senza risposte, oggi lo sciopero indetto dalle segreterie provinciali Fai Cisl e Flai Cgil per contestare (con relativo sit-in in corso del Mezzogiorno) la gestione del Pastificio Tamma in tema di sicurezza sul lavoro e qualificazione del personale. I lavoratori hanno incrociato le braccia per due ore in ciascuno dei tre turni operativi.
Fai Cisl e Flai Cgil avevano annunciato così la proclamazione dello sciopero: “Le scriventi, unitamente alla rsu aziendale, comunicano che pur avendo, da mesi, le maestranze concretamente contribuito alle esigenze di un aumento produttivo con numerose ore di straordinario, e di aver svolto attività nel periodo estivo con alte temperature all’interno del sito e senza un adeguato abbattimento delle stesse, nonostante i ripetuti solleciti al miglioramento delle condizioni di lavoro ad oggi non si riscontra prevenzione in tema di sicurezza attraverso una soluzione adeguata a tale disagio, avendo da parte aziendale ricevuto solo buoni intenti. Così come – proseguiva la nota - nei diversi incontri è stato chiesto un confronto su organizzazione del lavoro e formazione specifica del personale, sopperita con un utilizzo eccessivo e non professionale di lavoratori somministrati (interinali, ndr). Pertanto, vista anche la comunicazione generica dell’azienda in data 15 febbraio, mancante, di fatto, di un confronto sul merito delle problematiche, si conferma la proclamazione dello sciopero già inviata lo scorso 2 febbraio”.
E così, oggi, insieme ai lavoratori in sciopero c’erano, tra bandiere sindacali e fumogeni, anche il segretario provinciale della Flai Cgil nonché l’omologo della Fit Cisl, rispettivamente Giovanni Tarantella e Donato Di Lella (nel video le interviste). Il Pastificio Tamma fu venduto nel 2021 dai Sannella all’attuale proprietà italo-australiana, ovvero ai fratelli Maurice Aldo e David Crotti, la cui Clemens Products controlla al 100% Aldino srl con cui fu firmata la cessione. L’accordo fu chiuso ad aprile di quell’anno a Verona, per 15 milioni 250mila euro, 8,4 dei quali andarono ai cedenti Franco e Fedele Sannella mentre il resto fu destinato a ripianare l’allora situazione debitoria di Tamma.
E se i sindacati - come ricordano i rappresentanti al fianco dei lavoratori in sciopero - si mostrarono vicini alla nuova proprietà quando, agli inizi dell’avventura ormai lunga 3 anni, si attraversò un periodo di difficoltà con diversi casi di cassa integrazione, ora che i fatturati parrebbero più che confortanti le organizzazioni scese in campo nella protesta chiedono dunque ai vertici aziendali di riservare ai dipendenti del pastificio lo stesso trattamento di cura, sostegno e crescita che la proprietà ricevette all’epoca da maestranze e sindacati.
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