Non è quello che l’onorevole Antonio Tasso (MAIE) poteva augurarsi, né una risposta che farà piacere alla comunità manfredoniana che ha le idee chiare in merito. Il ministro per la Transizione Ecologica,
Roberto Cingolani, interrogato dal deputato sipontino durante il question time odierno, non ha confermato lo scetticismo sul gpl che in separata sede (confidenziale) aveva detto a Tasso e di cui abbiamo raccontato sulle pagine odierne de l’Attacco.
Cingolani non esclude affatto l’insediamento Energas a Manfredonia, al di là del parere contrario vincolante espresso dalla Regione Puglia e dell’orientamento chiaro che la popolazione aveva indicato nel corso del referendum cittadino.
“Con i miei tecnici – ha detto il ministro – sto facendo un’analisi sulle attuali tecnologie e su questa proposta, per portarla prima possibile in Consiglio dei ministri”. Ha poi aggiunto che “il progetto è ancora strategico”. Per Cingolani, “Non è strettamente vero che il progetto non rientri nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel settore trasporti – ha motivato – il gpl è ancora tra i carburanti alternativi per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del comparto. E’ anche vero, però, che nel frattempo si è guardato verso tecnologie più recenti”.
“Il deposito di Manfredonia – ha specificato infine -, per il quale si prevede uno stoccaggio di circa 60mila metri cubi, porterebbe un aumento del 50% della quantità stoccabile nella zona. E questo ridurrebbe la percorrenza delle autobotti. Di conseguenza avrebbe un impatto ambientale positivo”.
Un’autentica doccia gelata per chi confidava nella sensibilità del ministro per arrestare una proposta di insediamento che è in piedi da più di vent’anni. E che ritorna a incombere sempre più minacciosa.
“Cingolani è il ministro della finzione ecologica! Noi di Europa Verde con i nostri 5 parlamentari siamo all’opposizione di questo governo - il primo commento giunto alle redazioni -, proprio per le scelte in campo ambientale. Continueremo a fare ricorsi al TAR Lazio e andare a Bruxelles - promettono - sia per chiedere una procedura di infrazione per mancato rispetto dei vincoli ambientali sia per mancato rispetto della convenzione di Ahrhus. Una scelta illogica e ancorata ad un passato fossile che non si vuole abbandonare. Oggi l’IPCC dell’ONU ha dichiarato che con queste scelte energetiche non si riuscirà mai a contenere l’innalzamento della temperatura ad 1,5 °C. Il governo, invece, continua a scegliere il fossile (in questo caso il Gas di Petrolio Liquefatto di Energas a Manfredonia)”.
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