A Maia Rigenera certificazione green su emissioni di gas serra. “Vogliamo essere sempre più vicini all'ambiente”

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Dimostrare l'impegno per l'ambiente e la sostenibilità aziendale, rafforzando la fiducia dei clienti, degli investitori e degli altri stakeholders; migliorare la reputazione aziendale, distinguendosi come leader nel settore della sostenibilità; identificare opportunità per migliorare l'efficienza operativa e ridurre i costi legati alle emissioni di GHG (Gas serra); adempiere agli obblighi normativi in materia di comunicazione delle informazioni ambientali e sociali.

Questi alcuni degli obiettivi che Maia Rigenera, l’azienda titolare dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici di Lucera, ha voluto raggiungere, o meglio ribadire conseguendo la certificazione Uni En Iso 14064-1:2019, validata ufficialmente ieri mattina dalla Certiquality, organismo di certificazione dei sistemi di qualità ed ambientali, e dal responsabile di area Massimo Porreca, proprio presso l’impianto in località Ripatetta.

Sono solo 4 al momento le aziende in Puglia che hanno ottenuto questa importante certificazione. “E’ un passaggio che attesta che il nostro bilancio ambientale è ottimale – ha evidenziato a l’Attacco Antonio Salandra, titolare dell’impianto -. È un passaggio culturale fondamentale che porterà l'azienda nel breve a ristrutturarsi completamente".

"Maia Rigenera è dalla parte dei cittadini e dell’ambiente. Consapevoli di questa nostra mission abbiamo riproposto il progetto di poter trasformare ulteriormente il nostro impianto e renderlo a gestione anaerobica, con produzione di biometano. Vogliamo fare in modo che questa ottimizzazione del sistema di lavorazione dei rifiuti non solo dia un beneficio all'ambiente ma possa dare anche concretamente un contributo all'abbattimento della tariffa a carico dei cittadini".  
"Il nostro obiettivo è sempre quello di metterci al servizio dell’ambiente e della comunità locale”. Maia Rigenera ha intrapreso il percorso per la redazione del report GHG a settembre 2023 ed è proseguito con una verifica in presenza e due audit a distanza per garantire la massima precisione e affidabilità dei dati.

Le attività oggetto di rendicontazione sono state riferite alla sede operativa (che dista circa 10 km dall'abitato), nella quale si trova l'impianto di compostaggio. “L'obiettivo principale di questo sforzo – hanno messo in evidenza i manager dell’impianto - è stato quello di rendere note a tutti gli stakeholders le emissioni aziendali e di contribuire a una maggiore consapevolezza sull'impronta ambientale".

"L'ottenimento della certificazione rappresenta, tuttavia, solo il primo passo di un percorso più ampio verso la sostenibilità aziendale e si integra perfettamente nell'imminente progetto di pubblicazione del primo Report ESG (Ambientale, Sociale e di Governance), che rappresenterà un ulteriore impegno per la trasparenza”.

“E’ un giorno importante per noi – ha aggiunto Salandra - perché si certifica che questa azienda lavora secondo quelle che sono le più moderne pratiche e tecnologie disponibili in questo settore. Gli enti, la comunità locale e le autorità sappiano che noi stiamo investendo in maniera importante sulla nostra azienda e sulle nostre persone. Questo processo continuerà. L'azienda lavora in sicurezza ma il nostro sogno è sempre quello di poter realizzare l'upgrading del nostro impianto, farlo lavorare in modalità anaerobica, secondo ancora più moderne tecnologie”.

Da anni la società chiede l’autorizzazione per la riconversione dell’impianto da modalità aerobica a quella anerobica con produzione di biometano, certa che il revamping potrà assicurare benefici ulteriori all'ambiente e alle tasche dei cittadini.

“In questa ottica è importante non solo preoccuparsi del sistema ambiente ma anche del sistema sociale, da parte nostra abbiamo già dichiarato la nostra disponibilità, già con l'attuale assetto, ad abbattere la tariffa a carico dei cittadini per il trattamento dei rifiuti".

"In prospettiva poi, siamo sicuri che, potendo realizzare nuovi investimenti e ottimizzare il nostro impianto, riusciremmo a rendere più efficiente il servizio e di conseguenza ad abbattere ulteriormente i costi a vantaggio dei i cittadini.  E non è vero che per salvaguardare l'ambiente bisogna aumentare i costi per la comunità; è vero il contrario”, ha concluso l’imprenditore.

La certificazione è stata richiesta da Maia su base volontaria, vale a dire che non è obbligatoria ma l’obiettivo era quello di far arrivare un segnale chiaro a tutta la comunità. Non è neppure la prima certificazione che consegue l’impianto. Sulla scia della Iso 14064 è in via di validazione anche il bilancio di sostenibilità attraverso il quale l’azienda calcola tutti gli impatti,

anche quelli determinati dagli spostamenti dei dipendenti per raggiungere i luoghi di lavoro e dal trasporto del materiale in entrata e in uscita dall’impianto. Anche in questo caso, trapela dalla governance, i primi dati paiono essere molto positivi.
Indiscussa, infine, è l’assenza sul posto di emissioni odorigene, pur essendo l’impianto in funzione a pieno regime, come verificato sul posto da l’Attacco.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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