La carenza idrica che si va lentamente ma inesorabilmente palesando nelle ultime settimane sta facendo tornare di grande attualità la questione della diga “Piano dei Limiti”, una delle chimere della Capitanata che tutti vogliono e nessuno fa. L’ultima volta che il dibattito pubblico prese vita fu a gennaio 2023, quando lo sversamento in mare di decine di milioni di metri cubi di acqua da Occhito stracolma fece riproporre la necessità di un secondo invaso destinato solo agli usi civili con una capienza di una cinquantina di milioni di metri cubi, mentre il grande lago sotto Carlantino sarebbe destinato solo al fabbisogno agricolo, ridando slancio allo sviluppo economico del territorio. Tuttavia, l’abbondanza del periodo non lasciava presagire situazioni di emergenza come invece oggi si intravedono, anche se nessuno teme per la dotazione alla popolazione, bensì per quella alle aziende agricole già in difficoltà per la perdurante siccità e che si stanno organizzando per attingere fonti alternative.
Chi invece non ha mai mollato la presa è Nunzio Angiola, oggi consigliere comunale a Foggia e con un recente passato da deputato durante il quale ha favorito incontri, confluenze e disponibilità a livelli di governo nazionale, finalizzati a smuovere letteralmente le acque su un dossier che dal 2014 conta pure un progetto pronto, sebbene oggi sia da adeguare alle normative vigenti, con la necessità di mettere subito sul piatto 4-5 milioni per avere gli elaborati esecutivi completi. E’ storia, invece, la progressiva sottrazione di fondi che pure erano stati stanziati, motivata da un immobilismo tipico di queste latitudini, specie quando si tratta di grandi opere strategiche.
“Quella decisione ha rappresentato per il sistema politico-economico di questa provincia un fallimento epocale – ha ricordato Angiola – perché era quasi tutto pronto per dare inizio ai lavori.
Ma è mancata la capacità politica di raggiungere un’intesa con il Molise, visto che altri due Comuni come Colletorto e San Giuliano di Puglia avrebbero ospitato una parte dell’invaso. Esisteva una dotazione di 118 milioni di euro, poi ridotti a 65 a seguito dell’intervento del ministero che, constatando la fase di stallo, decise di dirottare parzialmente quelle somme su altri capitoli di spesa. Oggi al massimo possiamo contare sui soldi per mettere a punto il progetto”.
E tutt’altro che casualmente, proprio Angiola due giorni fa in Consiglio comunale ha promosso l’approvazione, poi risultata unanime, di un articolato ordine del giorno, basato su un più ampio tema ambientale, che impegna la Sindaca Maria Aida Episcopo e la sua Giunta “ad attivarsi presso il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, i comuni della Capitanata e il Consorzio per la Bonifica affinché il progetto della realizzazione della diga di Piano dei limiti possa trovare idonea e piena condivisione, partendo dalla valorizzazione della progettazione esecutiva già esistente che va aggiornata”.
“Si tratta di uno storico pronunciamento – ha commentato Angiola, segretario provinciale di Cambia - perché per la prima volta da oltre 30 anni il Consiglio comunale interviene sul tema della seconda diga sul fiume Fortore, con un preciso e inequivocabile atto di indirizzo. Piano dei Limiti consentirebbe di risolvere definitivamente il problema dell’approvvigionamento di acqua potabile e per l’irrigazione, sarebbe utile alla produzione di energia idroelettrica, e il Consorzio di Bonifica ha già un progetto al riguardo, consentirebbe di controllare le alluvioni, di regolare il flusso d'acqua durante le stagioni secche e umide, creerebbe habitat acquatici e soprattutto darebbe nuove opportunità di sviluppo economico per l'agricoltura, per l'industria e per il turismo ricreativo, come la pesca e la nautica nel lago artificiale creato con la diga”.
Angiola ci crede così tanto che ha riferito a l’Attacco di volersi porre come collettore trasversale agli schieramenti politici: “Su questi temi non ci devono essere divisioni – ha aggiunto – e infatti ho apprezzato l’iniziativa dell’onorevole Giandonato Lasalandra che ha ottenuto nei giorni scorsi l’approvazione di un impegno similare da parte del Governo in materia di agricoltura. Anche con gli altri parlamentari del territorio dobbiamo lavorare insieme perché questa opera può cambiare il volto della Capitanata per i prossimi 100 anni. Chiederò a tutti, e ogni livello, la disponibilità per incontri da tenersi a stretto giro e per decidere insieme i passi da compiere per la realizzazione di questo progetto troppo importante”.
Angiola poco più di due anni fa, quando era a Montecitorio, favorì un incontro al ministero delle Infrastrutture con i vertici del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, riscontrando l’unanime favore sia delle rappresentanze di categorie del mondo agricolo che degli stessi sindacati, nell’ambito di una iniziativa che voleva esplorare anche la possibilità di attingere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dopo l’esclusione nel 2019 da quelli del Contratto Istituzionale per lo Sviluppo della Capitanata.
Insomma, la saga delle occasioni perse, e oggi la Capitanata ha di nuovo sete.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).