E’ finalmente chiusa la partita delle nomine di sottogoverno per la sindaca di Foggia Marida Episcopo e il suo campo largo. Dopo una lunghissima attesa in seguito all’avviso pubblico comunale per le manifestazioni di interesse a far parte dei cda delle società partecipate e dei relativi organi di revisione, attesa vana anche una volta archiviate le elezioni europee di giugno scorso, la quadra è stata trovata e i nomi dei futuri presidenti cominciano a trapelare. “Tutta un’altra storia”, prometteva Episcopo in campagna elettorale.
Ma, in realtà, la storia di decenni fa torna in maniera sconcertante, visto che il nome indicato dal Pd, primo partito di maggioranza, per il cda della barese Amiu Puglia spa, direttamente partecipata al 21,87% dell’ente e società in house affidataria diretta del servizio di igiene urbana, è nientemeno che quello dell’ex senatrice Colomba Mongiello, che già diede prova di sé (in negativo, a detta della minoranza consiliare) come presidente di Amica spa, la fallita municipalizzata dei rifiuti che visse una stagione di evidenti infiltrazioni mafiose. Che hanno da dire al riguardo i contiani? Nulla, a quanto pare. L’altra postazione del cda a cinque di Amiu spetta al M5S, che ha fatto della spa e dei rifiuti uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale e, ancor prima, degli anni di impegno de La Società civile, da cui provengono l’attuale assessora con delega all’ambiente Lucia Aprile e il consigliere comunale Francesco Strippoli.
L’indicazione giunta sul tavolo di Episcopo da parte dell’europarlamentare e coordinatore provinciale 5S Mario Furore è in favore del giovane bocconiano Fabrizio Baia, già imprenditore e collaboratore parlamentare, che alle comunali 2023 rinunciò a candidarsi. E’ persona di fiducia di Aprile, una delle migliori nuove leve dei pentastellati, ma la scelta di Furore ha mandato su tutte le furie chi, nel M5S, non ha condiviso tale strategia e puntava su altri nomi e sulla presidenza di altre partecipate.
E’ invece CON, la civica emilianista guidata in Capitanata da Rosario Cusmai, consigliere politico del governatore Michele Emiliano, ad aver messo le mani sulla presidenza di Amgas spa, società in house affidataria diretta del servizio di distribuzione del gas naturale. La postazione andrà all’avvocato Luca Vinelli, che lavora nello studio del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Gianluca Ursitti (legale della sindaca Episcopo) e che è cugino del più noto avvocato Valerio Vinelli, ex candidato meloniano alle comunali scorse.
Il M5S ha ottenuto la presidenza della piccola AM Service, società strumentale in house affidataria delle attività di assistenza informatica, assistenza archivistica, accertamento dello stato di manutenzione degli impianti termici, gestione calore, supporto per il contenimento dei costi di energia elettrica. I contiani hanno indicato alla prima cittadina l’ex numero uno del Rotary Club Foggia Giancarlo Ciuffreda, marito dell’insegnante Mariana Iannantuoni, a capo dell’Inner Wheel e in campo alle comunali 2019 con 390 voti (sesta per preferenze nella lista M5S). I due l’anno scorso hanno invece sostenuto l’amico Giovanni Quarato, attuale presidente della commissione ambiente e territorio. Il Pd ha conquistato anche la presidenza di Ataf spa, la partecipata del trasporto pubblico urbano. I nomi che circolano sono quelli dei primi tra i non eletti dopo Pontone: Sandro Brescia (552 voti) e Gianluca Ruotolo, ex segretario provinciale di Articolo Uno (546 preferenze). Altri nomi scelti dal M5S per completare i cda sarebbero quelli dei candidati consiglieri non eletti Francesco Citro (431 preferenze) e Giuseppe De Lillo (211 voti).
In attesa dell’ufficialità, resta anacronistica, incomprensibile, non apprezzata nemmeno dall’opinione pubblica la decisione dell’amministrazione comunale di riportare a cinque i cda delle tre società controllate al 100%, come avveniva decenni fa. Una decisione non utile e nemmeno saggia e prudente. La legge dice che la forma ordinaria di amministrazione delle società partecipate è l'amministratore unico, ma con una motivazione cosiddetta rafforzata si può derogare e dichiarare di voler introdurre un cda con tre o cinque componenti.
La relazione, adeguatamente motivata, va inviata alla Corte dei conti. Gli attuali statuti delle controllate foggiane parlano di amministratore unico o cda a tre componenti, dunque è una scelta politica portarli a cinque, né l'obbligo di modificare lo statuto esiste in realtà. La parità di costi, come ripete continuamente la sindaca, non è un aspetto di cui vantarsi perché è la legge stessa ad imporre che non ci sia un aumento di spesa nel derogare alla regola dell’amministratore unico. Le motivazioni addotte da Episcopo e dalla maggioranza non reggono in alcun modo. Quella di voler dare una maggiore rappresentanza con il cda a cinque è stata bocciata dalla Corte dei conti.
È stato anche detto che si mira, in tal modo, ad aumentare il controllo sulle controllate ma per la Corte dei conti non è una motivazione adeguata. Idem per il voler migliorare l'efficienza: ci devono essere motivazioni forti di carattere organizzativo. Infine l’aspetto dei compensi: a ogni componente di Ataf e Amgas andrebbero 300-400 euro lordi, 50 euro lordi addirittura a ogni membro del cda di AM Service. Altro che volontariato, le partecipate saranno usate per meri fini di carriera politica. A scapito dei foggiani.
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