Gara retroporto Manfredonia, nuova cordata imprenditori: concessione per 30 anni, unico partecipante in campo

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C’è un unico operatore economico in campo rispetto al bando di gara del Consorzio ASI di Foggia per l’assegnazione di un suolo nell’Agglomerato industriale ASI di Manfredonia-Monte Sant’Angelo, nel retroporto del Bacino Alti fondali (il porto industriale del Golfo), mediante cessione del diritto di superficie, di durata trentennale. Una procedura da 547.503 euro molto contestata negli ultimi mesi sia dal Comune di Manfredonia, con una dura presa di posizione del sindaco Domenico la Marca, che da parte di alcune imprese operanti nella stessa zona ASI. Nel bando, pubblicato il 19 novembre scorso, si spiega che tra le aree industriali definite dal Piano Regolatore ASI vi è l’Agglomerato di Manfredonia/Monte Sant’Angelo, dall’estensione complessiva di 325 ettari circa, di cui 50 ettari circa ricadenti nel territorio del Comune di Manfredonia e 275 ettari circa ricompresi nel Comune di Monte Sant’Angelo. All’interno di tale Agglomerato, nell’agro di Monte Sant’Angelo, vi è un suolo, appartenente al patrimonio disponibile dell’ente, che il Consorzio intende assegnare alle imprese in conformità agli obiettivi di sviluppo integrato del territorio provinciale di Capitanata, alle prescrizioni del Piano Regolatore ASI e secondo le procedure di evidenza pubblica. Il terreno in questione risulta in parte occupato abusivamente e, dunque, l’assegnazione delle aree al privato selezionato con la procedura potrà avvenire in due tempi: la parte libera al momento della stipula del contratto (porzione A) potrà essere assegnata al momento della stipula del contratto; la parte occupata (porzione B) sarà assegnata non appena il Consorzio avrà sgomberato l’area dagli occupanti abusivi. “Il suolo, appartenente al patrimonio disponibile del Consorzio, ha un’estensione complessiva di 51.700 mq”, ha sottolineato il riconfermato presidente Agostino De Paolis, che l’Attacco ha provato a contattare. “La procedura ad evidenza pubblica consente di garantire trasparenza, imparzialità e concorrenza. La cessione del diritto di superficie è lo strumento più adeguato a valorizzare il patrimonio consortile mantenendo la proprietà del suolo e favorendo gli insediamenti industriali. La durata di 30 anni è coerente con la necessità di consentire il ritorno degli investimenti da parte degli operatori economici aggiudicatari e con le finalità di sviluppo industriale dell’Agglomerato ASI Manfredonia-Monte Sant’Angelo. Il prezzo base è stato definito in considerazione di criteri tecnici, al fine di garantire tutela economica al Consorzio e fornire un parametro chiaro per la valutazione delle offerte”. Il valore economico indicato quale prezzo base, 547.503 euro, oltre Iva, dunque potrà essere oggetto di rialzo in sede di gara. Il criterio di aggiudicazione è la miglior offerta data dalla sommatoria del punteggio per l’offerta tecnica e di quello per l’offerta economica. “Il Consorzio, come da regolamento, ricorre a bandi di assegnazione quando intende individuare specifiche imprese che rientrino in prestabilite politiche e filiere insediative mirate. Sotto tale aspetto, il Consorzio attribuisce importanza strategica e preminente, tra l’altro, al settore logistico, eco-ambientale e dei servizi alle imprese, tra cui quelli di logistica integrata, sia in termini di relazioni con le attività produttive industriali vere e proprie, sia in termini di relazione tra le varie aziende operanti nel settore della stessa logistica territoriale”, spiega il bando. 

Il bando precisa che “al fine di promuovere lo sviluppo della filiera dell’eolico e dei servizi annessi, da un lato, e rispettare la vocazione dell’area come da piano regolatore ASI, dall’altro, il Consorzio ritiene che l’area possa essere utilmente impiegata per lo sviluppo della logistica aziendale nel campo dell’eolico, favorendo l’insediamento di imprese operanti nel campo della movimentazione/manutenzione/stoccaggio/assemblaggio della componentistica eolica”.

Il solo a farsi avanti è stato, a sorpresa, il raggruppamento temporaneo di imprese costituendo rappresentato dalla romana Daunia Work srl con le mandanti Fratelli Paradiso srl e Spagnuolo Ecologia srl. La prima è un’impresa romana che nel 2024 ha registrato un fatturato di 43.461.993 euro e un utile di 1.936.014 euro. Guidata dall’amministratore unico e ingegnere Luigi Dattoli, ha realizzato numerosi impianti eolici anche in Capitanata. Il nome di Dattoli potrà dire poco, mentre è più noto quello di Giacomo Mescia, avvocato e big delle rinnovabili che ha trasferito il proprio quartier generale da alcuni anni a Rovereto, nell’ambito di Progetto Manifattura, l’incubatore tematico di Trentino Sviluppo che punta ad essere il primo polo industriale tecnologico in Italia per quanto riguarda la ricerca applicata alla filiera delle energie rinnovabili. Daunia Work fa parte della galassia del Gruppo Mescia. 

C’è poi la famiglia Spagnuolo, montanari residenti a Manfredonia; un’impresa nata nel 1985 nel settore del trasporto, stoccaggio e smaltimento rifiuti di ogni genere. Negli scorsi anni c’è stata una crescita aziendale evidente, con importanti appalti nel comparto acquedottistico-fognario e la presenza anche nel pool di imprese che si sta occupando dei lavori per la rifunzionalizzazione del Bacino Alti fondali. Nel 2024 la srl ha raggiunto un fatturato di 12.710.272 euro e un utile di 491.734 euro. Ora la sensazione è che la srl sipontina stia diversificando i propri investimenti, come lascia pensare sia la partecipazione al bando ASI che l’acquisizione dello storico hotel-ristorante Panorama del Golfo di Siponto. Fratelli Paradiso srl è invece un’impresa di Canosa che era arrivata negli scorsi anni nel porto di Manfredonia, dove noleggiava le proprie gru per sollevamento a Prencipe. Un rapporto diventato tempestoso negli ultimi tempi. 

Dopo il soccorso istruttorio, il mercoledì scorso la rup Ilaria de Luca ha ammesso l’rti al prosieguo di gara e l’esito appare scontato trattandosi dell’unico partecipante. Resta da capire che faranno i contrari. Sono ormai scaduti i 60 giorni di tempo per il ricorso al TAR, ma è possibile fare un ricorso straordinario al Capo dello Stato, che ha un termine maggiore. Gli occhi sono puntati sia sul Comune di Manfredonia che sull'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale. Nel bando si chiarisce che “l’area oggetto di intervento, inserita nella zona retroportuale, rappresenta un punto strategico per la logistica integrata e per l’insediamento di attività connesse alla componentistica eolica” e si ricorda che “il porto di Manfredonia ha registrato negli ultimi anni un incremento medio annuo del 26,66% nel traffico legato all’eolico, ponendosi come hub di riferimento per l’import-export di pale e componenti eolici lungo la dorsale adriatica”. 

Lo rivendica come merito l’agenzia marittima Galli&Figlio di Vincenzo Prencipe, che avrebbe reso il porto sipontino il principale hub del Sud Italia per la componentistica finalizzata agli impianti eolici. L’interesse per la costruzione di un polo produttivo e manutentivo per l’intera filiera delle pale del vento risale alla fine del primo decennio del nuovo secolo. l’Attacco ne scrisse sin dal 2009, mentre poco più di un anno fa investitori olandesi decisero di rinunciare all’investimento per le molteplici criticità che investono l’area interessata.

Ancora tre anni fa l’agenzia Galli presentò (per le aree più a nord, vicine al centro commerciale Gargano) una richiesta volta ad ottenere altri insediamenti per il revamping di impianti eolici e solari, per occuparsi in maniera strutturata dello smontaggio di impianti datati e della loro rigenerazione in impianti nuovi, attività con elevato indice di manodopera e totale sostenibilità. Prencipe, però, non ha partecipato alla gara, che riguarda una parte delle aree (antistanti alla zona dove è attiva l’agenzia Galli) chieste invano tre anni fa al Consorzio ASI. Mistero che si aggiunge alle critiche mosse allo storico stakeholder del golfo in ambienti ASI rispetto a più di un’inerzia imprenditoriale manifestata nel corso degli anni. 

Oggi chi è scettico rispetto alla procedura dell’ente guidato da De Paolis pone alcuni interrogativi: “Perché non sono state concesse con gare pubbliche anche le altre zone, quelle dove si sono insediati negli anni il centro commerciale Gargano, il nuovo megastore cinese KasaWika, la stazione di servizio low cost Sarni Oil o dove c’è la Sidap? Perché si è scelta la strada, diversa, del PPP (partenariato pubblico privato, ndr) per la piattaforma logistica Lotras a Incoronata?”.

Dubbi anche sull’importo della gara, che sarebbe troppo basso in relazione ai 30 anni e ai 51.700 mq (10,59 euro al mq), rispetto a quanto pagano (oltre 20 volte di più, dicono alcuni concessionari) nelle aree limitrofe. Peraltro, nel bando c’è scritto che “nel corso della durata del diritto di superficie, le parti potranno accordarsi per la cessione del diritto di proprietà dell’intera area o di parte della stessa alla parte privata già selezionata con la presente procedura e titolare del diritto di superficie, senza ulteriore passaggio concorrenziale”.  

La politica del Golfo, il declinante Fattore M di Campo&Bordo, ha scelto con chi stare, cioè con Vincenzo Prencipe. Terzo flop (per ora) in appena quattro mesi, dopo la mancata rielezione in Regione e la fallita scalata alla poltrona di presidente Asi dell’ex enfant prodige passato da D’Alema a Schlein.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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