La caduta del governo Draghi e lo scioglimento delle Camere costringono i partiti, impreparati a tale scenario, a una campagna elettorale sotto l’ombrellone prima delle urne del 25 settembre.
Sono entusiasti quelli del centrodestra
, che commentano a l’Attacco: “E’ stata la rivalsa dei partiti e dei loro leader. Draghi non si attendeva la seconda mazzata. Grazie alla rottura dell’asse col Pd provocata da Conte Lega e Forza Italia hanno deciso di andare al voto. Col campo largo progressista frantumato in tre – Pd, M5S e partiti centristi - anche i collegi uninominali più difficili potrebbero diventare nostri. Ce la possiamo giocare ovunque. E potremmo ritrovarci in Parlamento persone davvero presenti sui territori, come i consiglieri regionali Gatta e De Leonardis. Il 2023 e il 2024 saranno anni di tornate elettorali importanti”.
Quanto alle comunali di Foggia, gli analisti ribadiscono: “Non si deve continuare a ragionare su un centrodestra morto, distrutto, che non ha alcuna possibilità. Pensate che i foggiani tra un anno crederanno ancora alla narrazione del centrodestra mafioso? Piuttosto, i foggiani lamentano ogni giorno che la città è ripiegata su stessa. Se il centrodestra va al governo ed elegge rappresentanti propri di questo territorio, e non catapultati da chissà dove, è il soggetto politico che può dare un’aspettativa di ripresa alla città. Il foggiano voterà chi saprà dargli aspettative di rilancio. Il centrosinistra è diviso, soffre le diatribe tra Pd ed Emiliano. I civici fino a che punto valgono? Fino a che punto il Pd cederà rispetto ad un proprio candidato sindaco e vorrà trovare una sintesi come fu per Cavaliere? E senza Landella al centrosinistra mancherà il principale argomento. Ma il centrodestra dovrà essere il più coeso possibile, credibile e capace di darsi un’altra immagine. Non è solo questione di rinnovamento delle liste”.
Intanto dal M5S, che si è ritrovato scalzato dal centrodestra, la senatrice Gisella Naturale commenta: “La nostra responsabilità è verso gli elettori, verso i cittadini, non certo verso governi sordi. Le risposte di Draghi sono state a dir poco deludenti”.
“Andiamo al voto” è da tempo il refrain quotidiano della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e, con lei, dell’onorevole Galeazzo Bignami, commissario provinciale del partito in Capitanata. L’Attacco lo ha intervistato al termine nel giorno della caduta del governo Draghi.
Il centrodestra si è ritrovato unito mercoledì: tutti concordi nello staccare la spina all’esecutivo.
Il centrodestra di governo ha fatto una scelta, noi di FdI siamo rimasti in aula votando contro. Siamo sempre stati all’opposizione rispetto ai governi Conte 1 e 2 e Draghi, era naturale non dare la fiducia. Le ragioni della scelta di Forza Italia e Lega vanno chieste a loro ma che sia stata ritrovata la coesione nel centrodestra è un'ottima notizia. Noi, peraltro, siamo uniti per convinzione e non per convenienza nel centrosinistra.
La distruzione del campo largo progressista rende contendibile ogni territorio.
Sì, oggi è tutto contendibile. Chiunque - non solo noi - resterebbe sorpreso della ricomposizione dell'alleanza Pd-M5S. E’ chiaro che il campo largo poteva arrivare a una percentuale molto alta mentre con le due forze divise e con un M5S in questa condizione critica cambia tutto. E’ assai difficile, oggi, che si possa ricomporre un'alleanza che tenga insieme Pd, 5S e Calenda.
Meloni presidente del Consiglio è un’ipotesi concreta?
La regola è sempre stata quella che chi prende più voti fa il candidato premier e non c'è alcun motivo al mondo per cui tale regola non debba valere oggi.
In FdI siete ovviamente fiduciosi rispetto all’esito delle politiche. Come sperate, quell’onda, di riuscire a sovvertire i pronostici per le comunali di Foggia da qui all’autunno del 2023?
E’ ovvio che se il centrodestra dovesse vincere le elezioni politiche l’attenzione per Foggia sarebbe particolarmente elevata da parte di un governo di centrodestra. L'azione della giunta Emiliano ci appare assolutamente deleteria per tutto il territorio pugliese.
Come riparte il centrodestra a Foggia? Pensa che la sua linea di tagli netti col passato più scomodo e impresentabile sarà anche quella della coalizione?
Il mio compito, come commissario, era allontanare le persone che, sbagliando, ritenevano che la politica potesse essere strumento per interessi personali e non leciti. Non ho mai pensato che fosse tutto da buttare via, sia chiaro. Ci sono persone in gamba e perbene, che possono dare un contributo alla comunità.
Quanto alle comunali 2023, sono nettissimo: c'è una linea rossa invalicabile. Chiunque presenti anche solo una vaga collusione con ambienti opachi o criminali non troverà mai alcuna interlocuzione con Fratelli d'Italia, come pure non la troverà chi fa politica solo per interessi personali. Lo faremo a costo di andare da soli. Preferiamo perdere piuttosto che essere, anche solo vagamente, la stampella di chi non ha trasparenza, onestà e correttezza nel proprio operato.
Ricordo quanto mi disse il procuratore Vaccaro: a Foggia non esistono partiti che si schierano apertamente a Foggia con la criminalità ma ci sono partiti che lasciano - volutamente o meno - spazi di ambiguità entro cui proliferano ambienti o soggetti non cristallini nella maniera richiesta a ciascuna persona che faccia politica. L’ho sempre tenuto a mente da allora. La politica deve essere al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare, a Foggia più che mai. Peraltro, non è un caso che i nomi di neo parlamentari siano stati accostati ad altri gruppi e non a FdI.
FdI è più appetibile che mai adesso.
In questi mesi ho ricevuto tante richieste di ingresso che non ho ritenuto di accogliere, o per non scatenare competizioni interne oppure perché non tutte mi convincevano. Persone che poi si sono immediatamente ricollocate politicamente altrove. Mentre altre persone che credevo che avrebbero aderito non lo hanno più fatto.
Lei non ne fa il nome ma è chiaro che si tratti, per quest’ultimo caso, dell’imprenditrice Annamaria Fallucchi. Cambiando argomento, la caduta del governo è arrivata a pochi giorni dall’ingresso alla Camera di Michaela Di Donna.
L’ho vista in Transatlantico. Non è una parlamentare di Fratelli d'Italia e non abbiamo interesse a commentare ciò che avviene in casa altrui.
Chi sono i vostri candidati? Si dà per certo che saranno della partita sia il vostro consigliere regionale Giannicola De Leonardis che il collega forzista Giandiego Gatta.
I candidati sono un tema di cui parlare col coordinatore regionale Gemmato. Dal canto mio posso solo ringraziare De Leonardis, La Salandra e Giampietro per il lavoro che hanno svolto e svolgono in Capitanata. Aggiungo che vedo a Foggia una classe dirigente che farebbe bene anche in Parlamento, composta da persone mature e preparate.
Perché il Viminale non ha ancora nominato il prefetto di Foggia? Eppure era noto da maggio 2021 che la postazione sarebbe rimasta scoperta a partire dal 1° luglio 2022.
Perché Lamorgese è un ministro incapace, che ha realizzato a Foggia solo operazioni vetrina e nulla che servisse davvero al territorio. Ha coltivato solo l'immagine di sé. E’ grave che è un ministro a parole sempre impegnato contro la criminalità lasci una sede vacante così importante come Foggia. E il prefetto di Foggia non può essere un prefetto qualunque.
E’ grave anche quanto accaduto rispetto alla gestione commissariale del Comune. I commissari straordinari di Foggia non possono essere trattati alla stregua delle commissioni straordinarie di qualsiasi altra realtà. Foggia è un capoluogo di provincia, è una realtà importante anche per estensione e popolazione oltre che per criticità e criminalità. Tutto ciò impone un'attenzione particolare.
Si riferisce alla qualità dell’operato dei commissari?
Io faccio un ragionamento non solo sulla qualità dei commissari ma anche sulla capacità del ministro di seguirne l'attività. A Foggia andavano posizionati commissari capaci ma bisognava anche controllarne l'operato. Bisogna capire bene come si deve svolgere il ruolo del commissario prefettizio. Non ci si può limitare ad interpretarlo come una rimozione del livello politico, confermando tutto l'apparato amministrativo e tecnico del Comune.
Ma ci sono state, e ci saranno, alcune assunzioni e rotazioni di incarichi rispetto ai dirigenti.
Non è questo è il modo di agire, devi andare in profondità e rimuovere davvero gli elementi che possano aver determinato il rischio di infiltrazioni malavitose. Nulla di tutto ciò è stato fatto finora a Foggia. E non si può pensare di venire ogni tanto a Foggia da Bari a vedere cosa succede. La prima cosa che feci una volta nominato commissario di FdI per la provincia di Foggia fu incontrare il procuratore capo, il questore e il prefetto. Ricordo che il procuratore capo mi descrisse la situazione della criminalità in Capitanata e l'esigenza di duplicare la presenza dei tribunali. L’allora prefetto Grassi era particolarmente assorbito da tutte le interdittive che stava adottando, uno strumento che rappresenta un elemento importante nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. Poi fu scelto Esposito, che era stato questore a Roma, ma che arrivò senza un arco temporale idoneo a permettergli di dispiegare la propria azione.
Quello che sta succedendo è molto grave. Rispetto all’assenza del prefetto, i commissari dimostrano o di non avere alcuna voce in capitolo presso Lamorgese oppure di non aver fatto sentire la propria voce.
Il governo Draghi sbrigherà gli affari correnti, ambito in cui non rientrano le nomine.
E’ così, la nomina del prefetto a rigore non può essere fatta. Ma qualora ciò avvenisse ritengo inverosimile che qualcuno voglia impugnare la nomina.
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