La prospettiva di un esito favorevole alle politiche del 25 settembre ringalluzzisce il centrodestra foggiano – che pareva morto dopo l’inchiesta per presunta corruzione in Comune e lo scioglimento del consiglio per mafia - in vista delle comunali dell’autunno 2023. “Il mio motto è da tempo ‘andiamo a vincere’ ma con la postilla che manca sempre un voto”, commenta a l’Attacco il consigliere regionale Lega Joseph Splendido.
“Io mancai, del resto l’elezione in Parlamento per soli 79 voti. Serve cautela, sebbene rispetto alla fine dell'alleanza Pd-M5S Letta sia stato netto. Per convenienza elettorale può succedere di tutto ma vedo difficile al momento che il Pd riesca a tenere insieme un'alleanza in un'alleanza 55, Renzi e Calenda”. L’avvocato dichiara di non essere della partita: “Non sarò candidato, seppur sia stato il più suffragato alle scorse regionali non posso essere costantemente pronto alle campagne elettorali”.
Ma che traino potrebbe esserci sulle comunali del capoluogo? “E’ una città di destra e vincere le politiche aiuterebbe sicuramente a vincere anche a Foggia, con un effetto domino. Ma sono fiducioso a prescindere all'esito delle politiche, se saremo capaci di scegliere un buon candidato - di spessore, garantista, credibile e integerrimo – se andremo oltre le beghe di partito, al di là dei personalismi e delle ambizioni delle parti. In quel caso ce la possiamo giocare. La Lega ha avuto il risultato più importante a Foggia e dovrebbe essere dunque la Lega a indicare il nome del candidato sindaco”, continua Splendido.
“La gestione commissariale dimostra che la politica è importante, i commissari si sono chiusi nel loro castello e hanno fatto rimpiangere qualunque tipo di politica, buona o cattiva che sia. Pessimo il lavoro dei commissari: c’è una completa scollatura coi cittadini, e poi mancanza di servizi e di interlocuzione, cittadini trattati come se fossero colpevoli del presunto malaffare come se fosse una colpa ricadesse sull’intera comunità”. Ma come deve ripartire il centrodestra? “Io non sono solo per il rinnovamento in favore dei giovani perché serve anche esperienza, serve un mix di persone perbene”. In casa Lega l’idea è non candidare inquisiti per quanto pubblicamente si ripeta che si attende ciò che deciderà la magistratura. Di certo, dicono dietro le quinte i salviniani foggiani, “la Lega non è Landella e il partito non c’entra assolutamente nulla con quanto eventualmente avvenuto in Comune”.
“Non è scontato l'esito delle politiche, la legge elettorale è rimasta la stessa e ricordiamo che la volta scorsa è emersa, con tre poli alle urne, una situazione di totale non governabilità. I sondaggi sono una cosa, le elezioni sono tutt'altro”, afferma a l’Attacco l’ex consigliere comunale Salvatore de Martino, tornato civico dopo la breve parentesi in Lega.
“A Foggia il centrodestra deve impegnarsi a costruire una proposta politica con persone che - come ha sottolineato bene su l’Attacco l'onorevole Bignami, commissario provinciale di FdI - siano riconosciute in città, abbiano caratteristiche valoriali fondamentali per fare la politica. Mi chiedo soprattutto che sia stata fatta una riflessione nei partiti. Alcuni l’hanno avviata, altri no. La polvere sotto il tappeto non la si può mettere. Va creato un gruppo di uomini e di donne per la ricostruzione del centrodestra a Foggia. Io non sono per vincere a tutti i costi. Ci sono le politiche e va bene, forse avremo rappresentanti nostri in Parlamento e ciò va benissimo. Però che proposta vogliamo creare per Foggia, che sia davvero di centrodestra e non una proposta che potrebbe appartenere a chiunque? Ricordo che già un anno prima della caduta dell'amministrazione Landella ero molto critico perché non riconoscevo l'operato di un’amministrazione di centrodestra”.
Si riuscirà a far rinascere il centrodestra a Foggia? “Non è questione di far risorgere il centrodestra. Bisogna avere il coraggio di mettere da parte un po' di consensi e presentarsi alla città con personale politico adeguato e credibile Bisogna capire come lasciarsi alle spalle alcuni errori fatti e ripartire da una proposta concreta. Sicuramente ci sono altri che la pensano come me nel centrodestra, ma non so dire quanto questo ragionamento possa attecchire”, continua de Martino. “Ma già sentire un onorevole come Bignami – che si sta occupando di Foggia per FdI - dire quelle parole è confortante. Poi, chiaramente, bisogna vedere se tutti saranno capaci di passare dalle parole ai fatti. Non ho ancora iniziato a partecipare ad incontri, ma sicuramente le persone con cui sono più in contatto sono Concetta Soragnese e Luigi Miranda con cui ho un rapporto politico costruito negli anni che è diventato anche un rapporto di amicizia”. Salvatore de Martino pone paletti chiari: “Sposo assolutamente la affermazione di Bignami sulla “linea rossa invalicabile”: ci deve essere al di là delle differenze di partito o della differenza tra partiti e civismo”. Il centrodestra ha davvero rotto con Landella&Co o continueranno ad avere un ruolo?
“E’ una decisione che spetta ai segretari provinciali e regionali. Non mi sembra nella logica delle cose, se parliamo di rinnovamento della proposta del personale politico. Bisogna ripartire da persone nuove. Il centrodestra deve chiudere una stagione. E’ capace di farlo? Ne ha il coraggio? Sapremo fare una politica che sia veramente di destra? Con calcoli e traini non si va avanti, in quel caso mi chiamerei fuori per quanto ami la politica a cui mi dedico ormai dal lontano 1999”.
C’è poi il caso della mancata nomina, ad oggi, del prefetto di Foggia. Splendido è severo contro la ministra Lamorgese rispetto: “E’ una vacatio del governo che danneggia ancora di più la città, ci troviamo senza la figura di governo che fa da collegamento con le forze dell'ordine. Foggia ha bisogno di essere attenzionata davvero. Si predica bene e si razzola male. Uno dei problemi che la Lega aveva con questo governo era proprio legato alla ministra Lamorgese: non avevamo torto, non ha svolto bene il proprio lavoro”.
“Spero che ci sia presto la nomina del prefetto”, fa eco de Martino. “Non mi spiego che una postazione così importante sia lasciata vacante. Eppure l'attenzione verso Foggia da parte dello Stato c'è. Bene ha fatto il consigliere regionale De Leonardis a sottolineare l’assenza, ormai da un mese, del prefetto”.
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