L’elenco dei candidati del Pd pugliese dovrà arrivare sul tavolo della segreteria nazionale entro il 2 agosto. Ieri l’incontro del commissario del partito regionale Francesco Boccia, responsabile nazionale dei dem per gli enti locali, e del segretario regionale Marco Lacarra coi segretari delle federazioni provinciali. E’ data per certa la discesa in campo del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese. Le sue dichiarazioni, rese nelle scorse ore, sono inequivocabili e fanno capire che ci sta, eccome.
Anzi, a detta dei beninformati, l’assessore al bilancio ha già mobilitato tutti i suoi. Non c’è nessuno forte come lui nel nord della Puglia ma il suo addio a Bari rischia di creare anche disorientamento presso gli amministratori comunali e tutti coloro che hanno beneficiato della sua presenza in giunta a reggere i cordoni della borsa, a garantire risorse e altre risposte.
Per quanto la situazione descritta da sondaggisti e Istituto Cattaneo (che nel suo report indica addirittura un 70% dei collegi al centrodestra) induca al pessimismo rispetto all’esito delle elezioni politiche di settembre, nel Pd di Capitanata si ostenta serenità e fiducia.
“Mi pare che solo il collegio di Bari sia contendibile in Puglia secondo quel rapporto”, afferma a l’Attacco l'assessora cerignolana Teresa Cicolella, che sfiorò l’elezione in consiglio regionale negli scorsi anni.
“L'esito delle politiche non è assolutamente scontato per me. Io credo pochissimo ai sondaggi, anzi quasi per nulla. Non conosciamo al momento quali saranno le coalizioni, le alleanze, i candidati e dunque chi andrà sul territorio a prendere i voti. E’ prematuro affidarsi ai sondaggi, che tante volte hanno sbagliato in modo anche clamoroso. Alle politiche del 2018 il Pd era quotato al 22-23% e ottenne il 18% circa, mentre il M5S ottenne il 38%. Alle regionali del 2020 sembrava che Raffaele Fitto dovesse vincere ma così non è stato, mentre nel 2021 alle comunali di Cerignola i sondaggi ci davano come Pd addirittura terzi dopo Metta e Giannatempo ma in realtà ha vinto Bonito. Tutto sta nelle forze che si sanno mettere in campo e nei programmi”, continua Cicolella, per la quale il numero uno e il numero due della Regione dovrebbero candidarsi.
“Io credo che oggi sia arrivato il momento di mettere in campo tutte le forze migliori e Raffaele è sicuramente uno di quelli che più si sono spesi sul territorio pugliese in questi anni”, commenta Cicolella.
“Non è un caso che abbia ottenuto 22.000 preferenze circa nel 2020. La gente si fida più delle persone che della politica. E’ opportuno da oggi in prima persona si impegni alle politiche per arginare una eventuale deriva della destra e lo stesso lo dico rispetto ad Emiliano. E’ per entrambi il momento in cui bisogna mettersi a disposizione del centrosinistra e dei cittadini punto. Non credo che la candidatura di Raffaele possa essere percepita dai sindaci come un “tradimento”. Raffaele è molto presente e so che continuerebbe ad esserlo anche da parlamentare. La sua elezione a Roma potrebbe rappresentare un problema di perdita di un così valido supporto in giunta regionale per il nostro territorio, ma ciò sarebbe secondario rispetto alla partita che ci andremo a giocare il 25 settembre. Lo dico non per minimizzare l'ottimo lavoro che Raffaele ha svolto sta svolgendo in Regione ma perché davvero il 25 settembre si decideranno le sorti del Paese. E comunque noi avremmo sempre come Pd dei rappresentanti della Capitanata molto validi e capaci, come Paolo Campo che sta lavorando ottimamente. Sono molto fiduciosa per le politiche, penso che nonostante tutto quel che dice oggi il Pd farà bene. E’ l’unico partito che può far convergere tutte le anime al centrodestra, che in realtà è una destra tutti gli effetti”.
Mentre il deputato sipontino Michele Bordo spera nell’ennesima proroga. “Per Bordo si tratterebbe del quinto mandato, deciderà Roma e dunque Letta rispetto alla deroga”, conclude Cicolella.
“Raffaele è una grande risorsa per il territorio di Capitanata e per tutta la Puglia”, sottolinea a l’Attacco il 25enne apricenese Federico Gaudelli, responsabile organizzazione dei Giovani Democratici Puglia.
“Il suo lavoro in Regione è assiduo e sotto gli occhi di tutti: dallo sport alla sicurezza stradale. Ha consentito e tuttora consente ad un territorio come il nostro di essere al centro di ogni agenda politica. Mai come in questi anni la Capitanata e i suoi Comuni hanno ricevuto così tanti fondi per ottemperare ai propri bisogni. Per queste ragioni rappresenta sicuramente una candidatura di spessore non indifferente”, prosegue il giovane piddino apricenese.
“Stesso ragionamento vale per Emiliano. Ma anche per queste ragioni mi sento dire che potrebbero dire di no ad una candidatura: gli impegni presi in politica vanno onorati, per chi come noi crede nel rispetto dei diritti sociali e della lotta per i più deboli mantenere fede ad un impegno vale più di ogni altra cosa. La decisione spetterà comunque a loro e al partito, a margine delle opportune valutazioni del caso”.
Il report dell’Istituto Cattaneo pare non scoraggiare nemmeno Gaudelli: “La storia ci consegna una verità: ogni elezione ha una storia a sé. Non commento i sondaggi, lasciano il tempo che trovano. É chiaro che tutti partecipiamo per vincere. Ed è quello che faremo anche noi, con una campagna elettorale condotta casa per casa con determinazione”.
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