Antonella Laricchia ‘la talebana’ critica col Movimento: “Adesso via dalle coalizioni con il Pd”

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Antonella Laricchia, dissidente e pasionaria in solitaria del Movimento 5 Stelle regionale, unica ad essersi fermamente opposta all’accordo con il centrosinistra di Michele Emiliano approfitta per togliersi più di un sassolino dalla scarpa e commentare su quello che sarà l’esito del voto e le prospettive incerte del Movimento che non sono una nuova alleanza con il Partito democratico di Enrico Letta.

La consigliera da sempre in rotta di collisione con il governatore pugliese e con il “sistema” Emiliano, da tempo siede sugli argini del fiume aspettando che passino i cadaveri. Non senza ripercorrere quanto è accaduto all’interno dei pentastellati con la scissione Conte-Di Maio.

Antonella Laricchia si affida ai social in un momento in cui la politica pugliese è ossessionata dal 25 settembre. “Sono lieta di vedere che finalmente Conte e i ‘big’ del M5S hanno capito che non c'è speranza con il PD: li abbiamo rianimati con il ‘Conte 2’ e non siamo riusciti a pesare (era immaginabile, visti i numeri) nel governo Draghi, in nome di una presunta ‘alleanza progressista’ che evidentemente faceva bene solo ai nostri alleati. Adesso, dopo che il PD ha sbattuto la porta in faccia a Conte e al Movimento, qualcuno ha riscoperto il valore delle proprie idee e si rende conto che è ora di tornare a correre da soli”. 

“Io, Alessandro Di Battista, Barbara Lezzi e tantissimi altri portavoce – scrive la consigliera regionale – insieme con gli attivisti e semplici elettori, in Puglia e in tutta Italia, lo dicevamo da tempo ma eravamo additati come 'estremisti e talebani'”.

“Il tempo è galantuomo - prosegue Laricchia - e a volte, anche se in ritardo, dà ragione a chi l'aveva. Adesso, si abbia il coraggio di chiudere anche con le vergognose e gravemente improduttive alleanze nei Comuni e nelle Regioni. Altrimenti quelle di Conte e del M5S sono le solite chiacchiere elettorali”.

All’orizzonte le nubi sono dense e non promettono nulla di buono. I pentastellati che nel 2018 avevano messo nel sacco tutti gli altri partiti facendo incetta di collegi e di voti dovranno riconquistare la fiducia degli elettori in un momento in cui era stato avviato il processo di riorganizzazione sul territorio coordinato dall’on. Donno.

Tempo a disposizione non ce ne sarà poi molto e in Puglia sarà importante capire se il piatto della bilancia peserà più a favore di Di Maio piuttosto che di Giuseppe Conte. I consiglieri regionali sono tutti “contiani” per cui la campagna elettorale avrà una direzione univoca sempreché il popolo degli attivisti non segua le posizioni dettate da Di Maio. Con una contraddizione interna che caratterizza il differenziale tra governo nazionale e governo regionale.

L’appuntamento molto atteso sono le parlamentarie. La base grillina, come tradizione comanda, si affida alla consultazione online per scegliere i suoi migliori candidati che muniti di curriculum, foto e qualche video di presentazione si faranno conoscere alla base del Movimento.

Il click day non è stato ancora annunciato ma le presenze, a parte gli uscenti che si sono tutti riproposti, sono numerose.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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