Ci vorranno ancora un po’ di giorni, subito dopo Ferragosto, per conoscere l’esito delle parlamentarie scelte dai pentastellati come strumento di partecipazione per indicare chi tra i 2mila autocandidati parteciperà alla competizione elettorale di settembre. Quella dei 5 stelle sarà una corsa in solitaria che non esclude colpi di scena sebbene i sondaggi questa volta assegnano al Movimento il 10 per cento su scala nazionale.
In Puglia alle politiche del 2018 il Movimento fece il pieno dei voti mandando in Parlamento un nutrito numero di deputati e senatori. In questa tornata elettorale, il vento in poppa ce l’ha Fratelli d’Italia e più in generale la bandierina segna centrodestra. La rottura dell’alleanza con il Partito democratico ha segnato il punto di svolta nel centrosinistra all’interno del quale insistono tre schieramenti. Se vogliamo, quello di Conte è un atto eroico, sapendo di sfidare tutti.
Ma in casa pentastellata si guarda con ottimismo: “Ci presentiamo ai cittadini sereni e fiduciosi, forti della credibilità acquisita sul campo, visto che abbiamo tramutato in realtà, in leggi e in provvedimenti l'80% del programma elettorale del 2018 - commenta il senatore foggiano Marco Pellegrini al quotidiano l’Attacco -. Invito tutti i cittadini a fare questo confronto. Nessun’altra forza politica può minimamente vantare un tale successo! Lo abbiamo fatto nonostante lo scoppio di una pandemia e nonostante abbiamo governato con forze lontane anni luce dai nostri obiettivi e dal nostro modo di fare politica. Se il presidente Conte decidesse di candidarsi a Foggia o in Puglia ne saremmo felicissimi, la sua candidatura, sono certo, porterebbe ancor più entusiasmo e voglia di partecipazione da parte dei cittadini. Visti i disastri combinati da Letta e dal Pd, c'è da chiedersi se quel partito sarà capace di fare autocritica e di tornare a occuparsi dei problemi dei cittadini. In questi giorni hanno parlato solo di posti, di spartizioni di collegi e di poltrone, di alleanze costruite sul nulla cosmico. E lo schiaffo ricevuto da Calenda, in diretta Tv, è indicativo dello stato confusionale in cui si trova il Pd. Non sono un professionista della politica, non sono imbullonato alla poltrona. Ho servito il Paese per cinque anni, con disciplina e onore, portando risultati anche in questa provincia, risultati che qualche solone riteneva impensabili (si pensi alla DIA, per esempio, che è stato un mio cavallo di battaglia, oppure agli investimenti del Cis Capitanata o lo sblocco del Gino Lisa, le battaglie per la legalità, per la DDA, ecc). Se i cittadini lo vorranno, servirò l'Italia per un altro mandato, altrimenti tornerò al mio lavoro di ingegnere, che svolgo dal 1996”. Pellegrini è uno dei parlamentari uscenti, al pari degli onorevoli Giorgio Lovecchio, Carla Giuliano, e la senatrice Gisella Naturale che aspirano al secondo mandato.
Subito dopo le parlamentarie l’indicazione delle candidature maggiormente suffragate sulla piattaforma online sarà distribuita da Conte che se ne occuperà in prima persona. “E’ una regola ferrea del Movimento”, spiega l’europarlamentare Mario Furore che si mostra molto fiducioso. “Potremmo essere la sorpresa di queste elezioni, Conte in questo territorio tira moltissimo e tra le autocandidature abbiamo la partecipazione di magistrati e di persone che provengono dalla società civile”.
Si discute in questi giorni di una possibile riavvicinamento tra Pd e M5s, ipotesi che Furore esclude: “Speravo che l’esperienza del Conte 2 avesse insegnato al Pd che i 5 Stelle potevano essere un alleato serio. Hanno preferito inseguire Calenda e questa scelta costerà molto cara. L’altro ieri Conte è tornato a parlare di temi ambientali, nel Conte bis avevamo messo nero su bianco il nostro ‘no’ agli inceneritori e poi con l’ultima norma ci ritroviamo con l’inceneritore a Roma. Abbiamo molti elettori di centrosinistra che rispetto agli ultimi atteggiamenti del Pd voteranno per il Movimento ma la vera partita - aggiunge Mario Furore - è quella che si gioca sul campo dell’astensione sulla scorta di quanto dice l’Istituto Cattaneo. Conte riuscirà a parlare a questi elettori, è l’unico leader in questo momento che ha la capacità di poter rincuorare i disillusi”.
Da una elezione all’altra il passo è breve perché il prossimo anno a Foggia si voterà per le amministrative. “Noi abbiamo visto cosa sta accadendo in Sicilia e come sia difficile avere una linea di governo differenziata rispetto a quello nazionale. In Puglia la situazione è un po’ diversa. Emiliano è completamente indipendente dal Pd, continua a volere una alleanza con i cinquestelle. Su Foggia la partita in termini di alleanze è ancora molto aperta. Auspico un atteggiamento più coerente dal Pd. Se poi anche su Foggia inseguono Azione e Italia Viva… Bisogna giocare a carte scoperte perché anche in questa città se si vuole creare una discontinuità bisogna dare chiari segnali.
Lovecchio e Pellegrini sono persone molto valide, potrebbero essere candidati ideali così come la stessa Rosa Barone. Sul tema più pertinente delle comunali nel capoluogo dauno risponde anche lo stesso senatore Pellegrini: “Per le elezioni comunali del prossimo anno presenteremo un programma per la rinascita di Foggia e una squadra di persone all'altezza della situazione, che dovrà metterlo in pratica”.
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