M5S in cerca del suo Conte in salsa locale. “Mainiero non sarà il candidato Sindaco”

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Se il buongiorno si vede dal mattino l’alleanza Pd-M5S per le elezioni comunali foggiane dell’autunno prossimo ha la strada in discesa. Il 2023 è iniziato sotto i migliori auspici per i contiani, che dopo essersi sempre autoesclusi dalla gestione della Provincia di Foggia vedono ora la vittoria, col candidato presidente del fronte giallorosso Giuseppe Nobiletti, e pregustano deleghe di peso, come la vicepresidenza per la propria consigliera sangiovannese e provinciale Nunzia Palladino (che era pronta a lasciare il M5S perché contraria a supportare il sindaco di Vieste).

Dopo aver recuperato in extremis Palladino e sistemato le cose anche con l’ex consigliera comunale viestana Mariateresa Bevilacqua, i contiani stanno incontrando con Pd e civici sindaci e consiglieri comunali in vista del 29 gennaio: ieri appuntamento a San Severo anche per l’area dell’Alto Tavoliere, oggi a Lucera anche per parte dei Monti Dauni, giovedì a Cerignola pure per i Cinque Reali Siti. Altri incontri la prossima settimana per strappare Palazzo Dogana al presidente uscente Nicola Gatta.

Nel Golfo, una decina di giorni fa, i 5S sono stati protagonisti anche di un cordialissimo incontro col Pd manfredoniano. Una riunione cui hanno preso parte il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, lo stesso Nobiletti, l’europarlamentare Mario Furore, l’assessora regionale Rosa Barone, il consigliere regionale dem Paolo Campo e il civico Rosario Cusmai. Se nel Golfo si andasse a votare oggi, anziché a novembre 2021, Pd e M5S probabilmente sarebbero alleati. Ma la condizione sarebbe la stessa che i pentastellati posero ai dem sipontini allora: che il candidato sindaco sia un nome espresso dal M5S.

E’ la stessa condizione accettata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e da Piemontese rispetto alle comunali foggiane. Ufficialmente gli incontri e le interlocuzioni di queste settimane sono ancora tutti incentrati sulle sole elezioni provinciali, ma i rumors sono già molteplici rispetto a colui o colei che potrebbe piacere ai contiani come pure ai dem, le due forze protagoniste del campo largo progressista.

Il primo nome a circolare è quello dell’ex meloniano Giuseppe Mainiero, commercialista e già candidato sindaco e consigliere comunale. Mainiero, che oggi è leader del movimento civico Resto a Foggia, ha da anni un ottimo rapporto coi 5S, che gli riconoscono l’impegno nelle battaglie fatte contro l’ex sindaco Franco Landella e quel centrodestra ripudiato. Che possa essere nel carnet di nomi del M5S è indubbio, ma non come candidato sindaco.

“Mainiero sarà sicuramente nella nostra squadra”, dicono a l’Attacco fonti pentastellate. “Guiderà una propria civica, che sarà in coalizione col M5S, come già sarebbe avvenuto alle comunali 2019 se le nostre regole non lo avessero vietato. Il M5S, allora, non poteva né fare apparentamenti con liste civiche né tantomeno poteva supportare altri al ballottaggio, motivo per cui restammo fermi rispetto a Pippo Cavaliere. Oggi, invece, il nuovo statuto voluto da Giuseppe Conte permette entrambe le cose. Mainiero è nel M5S molto stimato e apprezzato. Ha una forte intesa con Barone. Peraltro, alle scorse elezioni politiche fece un netto endorsement in favore di Conte.  Avrà sicuramente un ruolo ma non sarà lui il nostro candidato sindaco”. Parole di chi probabilmente comprende la necessità di puntare su un nome del tutto nuovo, che non ricordi alla cittadinanza foggiana una stagione politica né il centrodestra di provenienza.

Più fantasiosa l’indiscrezione che vorrebbe la dirigente regionale Silvia Pellegrini come candidata sindaca ideale per la coalizione emilianista. Che sia stimatissima a Bari, come a Foggia, non v’è dubbio. In tutto l’arco politico non si sono mai sentite critiche al suo indirizzo, ma da qui a dire che potrebbe rappresentare il perfetto collante tra Emiliano e il M5S ce ne passa. “Non è vicina a noi”, sentenziano dal M5S. La dirigente avrebbe tutte le carte in regole ma forse il profilo upper class la renderebbe poco capace di penetrare l’anima più popolare di Foggia e in più avrebbero gioco facile nel centrodestra a ricordare assessorati e candidature del marito Sergio Cangelli nelle due amministrazioni landelliane.

E allora a chi pensa davvero il M5S per Palazzo di città? “Non ci sono state ancora riunioni ad hoc sulle comunali”, continuano le fonti pentastellate. “Attendiamo che Conte ci convochi per capire come muoverci. Finalmente è imminente la nomina dei referenti provinciali, ciò spianerà la strada alle discussioni territoriali. Un identikit del nostro candidato sindaco ideale? E’ una persona alla Conte, ovvero con alto profilo, che sappia parlare anche ai ceti medio-bassi in maniera tale da smuovere il voto d’opinione più di quanto avvenga normalmente alle amministrative comunali. Vorremmo un effetto Conte sulla falsariga del voto del 25 settembre scorso, per quanto siamo perfettamente consapevoli della profonda diversità tra i due tipi di elezioni. Ma siamo convinti che in una città commissariata come Foggia, dove il malessere della comunità è evidente, possa esserci più voto d’opinione di quanto ci si attenda. La coalizione potrebbe essere diversa rispetto a quelle delle provinciali. Molta gente, a Foggia, ci invita a non allearci col Pd già dal primo turno. Ma al contempo dà garanzia il fatto che la palla sia in mano a noi per la scelta del candidato sindaco”.

“Tutto ciò che riguarderà le comunali sarà deciso sia insieme al presidente Conte sia insieme ai nostri referenti e vicepresidenti”, afferma a l’Attacco Furore. “La partita di Foggia è vissuta da noi del M5S come una grande responsabilità, ovvero incidere per dare una svolta concreta al nostro territorio. Nei prossimi mesi saremo anche pronti con iniziative dal basso – grazie alla nascita dei gruppi territoriali - con le quali coinvolgeremo sempre di più i cittadini. Quanto alle alleanze saranno naturali se prima c’è un discorso basato sui programmi. L’approccio di Conte è quello di affrontare prima i programmi, poi viene il con chi allearsi. E’ il motivo per cui, ad esempio, a Roma siamo andati separati dal centrosinistra, lì dove per intenderci il Pd ha deciso di sposare la causa dell’inceneritore. Mentre corriamo con Pd e civiche in Lombardia per le comuni cause su sanità e ambiente. Comunque, anche grazie alle provinciali le basi sono ottime rispetto a un centrodestra diviso e debole a Foggia, a fronte dello stigma pesante sorto in seguito al commissariamento”.

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