“L’esito delle provinciali avrà ripercussioni anche sulle comunali”

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Tornerà oggi a Foggia il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, tra i più vicini alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Come viceministro delle infrastrutture e dei trasporti interverrà al convegno “Dalla Capitanata al Mit A/R – Lo sviluppo infrastrutturale della provincia di Foggia”.

All’evento parteciperanno Nicola Gatta (presidente uscente della Provincia di Foggia e delegato Upi per il Pnrr) e i sindaci Adalgisa La Torre (Ordona), Gianfilippo Mignogna (Biccari) e Massimo Venditti (Celenza Valfortore). Non mancheranno altri amministratori di Capitanata, come pure lo stato maggiore di Fratelli d’Italia in Capitanata, ovvero il consigliere regionale Giannicola De Leonardis e i parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi.

Un’occasione per sottolineare le azioni del Governo Meloni ma anche per dare ufficialmente il via alla campagna elettorale che condurrà al voto di autunno. Dopo quasi 29 mesi Palazzo di città tornerà ad avere una gestione ordinaria e il centrodestra ha necessità di ricompattarsi dopo quanto visto per le elezioni provinciali.

“Ho letto che avete scritto che qualcuno è stanco del commissariamento di FdI”, esordisce Bignami a l’Attacco. “È il partito che decide, io sono a sua disposizione. FdI è un partito molto attento alla situazione di Foggia, una realtà considerata molto importante e dunque le scelte saranno compiute in quella direzione”, sottolinea. Stando ai beninformati sarebbe stato già rappresentato a Roma che oggi ci sono le condizioni per far riprendere al partito di Capitanata la propria struttura territoriale ed uscire dal commissariamento. “Siamo un partito a vocazione territoriale, la capacità di dare risposte alle esigenze locali è la cosa più importante. Qui prima non c’erano due parlamentari, oggi grazie a loro e a un punto di riferimento indispensabile come De Leonardis il partito può avere una buona capacità di dare risposte, di strutturarsi e di portare le questioni da Roma a Foggia e viceversa”.

Se negli scorsi anni qualcuno sottolineava, per la “piccola” FdI, la fusione a freddo tra le due correnti ex AN (La Salandra) ed ex DC (De Leonardis), oggi si è aggiunta la terza anima rappresentata da Fallucchi. Una triade di personalità che non preoccupa i livelli più alti del partito. “In realtà le decisioni sono sempre state concordi, non vedo delle anime bensì un'unica anima di FdI, dove mi sembra che tutti stiano facendo più che bene ai rispettivi livelli”, continua il vice di Salvini. “Non registro né distinguo né conflittualità”.

Bignami non nasconde la propria delusione per la spaccatura del centrodestra per le provinciali che il 29 gennaio designeranno il nuovo presidente della Provincia. La presenza di due candidati di centrodestra – Gatta e il lesinese Primiano Di Mauro – rischia di far vincere con facilità il viestano Nobiletti, candidato del fronte emilianista formato da centrosinistra e M5S. Né Roma è riuscita a intervenire, nonostante alcuni parlamentari meloniani abbia parlato col coordinatore regionale e senatore leghista Marti. “Gli esiti di una frattura dovrebbero essere valutati soprattutto da chi ha determinato una tale situazione”, sottolinea il bolognese. “Roma è sempre rispettosa delle decisioni assunte a livello territoriale ma dire che questa situazione ci sia piaciuta sarebbe sbagliato. Io mi sono confrontato con chi ha deciso di non convergere su Gatta e le parole che ho sentito non mi hanno convinto. Sono tra quelli che hanno provato ad agire sulla Lega perché si ricucisse tale rottura. Alla fine si vedranno i voti, su quello ci baseremo anche rispetto alle comunali. Non mi sento di condividere chi afferma che Gatta perderà”.

De Leonardis, su queste colonne, ieri ha ammesso che l’inciucio Lega-Emiliano “è una teoria” e ha rievocato Andreotti (“a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca”). “Giannicola parla di solito con grande contezza. Quello che posso dire è che se il candidato della Lega prenderà pochissimi voti ne terremo conto anche per Foggia, ne valuteremo il peso elettorale e ne trarremo le conseguenze”. Come a dire che si capirà presto se la Lega porterà voti a Nobiletti, pur di non far vincere Gatta.

La rottura del centrodestra per Palazzo Dogana è davvero “solo un incidente di percorso”, come ha detto speranzosamente De Leonardis? Si arriverà uniti alle urne di ottobre-novembre? “Dico che saremo uniti ma avrei detto lo stesso se mi fosse stato chiesto rispetto alle provinciali”, osserva il viceministro. “Sarei ipocrita se negassi che è stata una vera e spiacevole sorpresa. Ribadisco: l’esito delle provinciali non sarà immune da riverberi rispetto alle elezioni comunali. Chi lo pensa, chi è pronto a dare una mano ad Emiliano, farà fatica ad essere un nostro interlocutore”.

 L’Attacco ha svelato giorni fa dell’attivismo civico di ambienti di centrodestra, svincolati dai partiti, per Palazzo di città. “Non mi preoccupa”, commenta Bignami. “Dobbiamo tener conto che alle comunali il civismo è importante, peraltro è previsto il secondo turno. Di certo il centrodestra è oggi più forte rispetto agli scorsi anni”, è il riferimento al terribile 2021, con scioglimento per mafia e inchiesta per presunta corruzione in Comune che travolsero la maggioranza landelliana di centrodestra.

“Siamo al governo del Paese, c’è a Foggia una coalizione che godrà della condivisione con il governo nazionale. E’ proprio questo che verrò a dire domani (oggi, ndr) a Foggia”.

FdI si sente rigenerata e ormai leader della coalizione? “Abbiamo saputo tracciare, come partito, una linea rossa di demarcazione già da anni. Lo abbiamo dimostrato e rappresentato pienamente. Sono molto grato a tutti quelli di FdI che hanno seguito questa linea. Siamo stati premiati da questo atteggiamento ma ciò non significa che siederemo al tavolo della coalizione con atteggiamenti muscolari. Lo faremo come quando avevamo percentuali enormemente più basse. Per FdI le comunali di Foggia sono centrali, vogliamo costruire il futuro e farlo anche in questa città”. si archivia definitivamente una stagione? “Vogliamo archiviare, qui come altrove, qualunque ipotesi di clientelismo, inciuci e illegalità. La selezione sarà improntata su vari criteri, come la legalità e il non ammiccamento alla sinistra”.

Oggi c’è una richiesta sempre più bipartisan – che va dalla destra a Emiliano – di revisione della normativa sullo scioglimento per mafia dei consigli comunali. “C’è effettivamente, nel Governo, questa volontà”, conferma Bignami. “In realtà anche nella precedente legislatura la questione fu sollevata dalla nostra Wanda Ferro. I commissari non sono nelle condizioni di incidere in maniera dirimente sull'apparato burocratico e questo è uno dei limiti più evidenti delle gestioni commissariali. Ciò significa che la misura commissariale non è davvero efficace e che chi viene dopo spesso si trova di fronte al rischio di un nuovo scioglimento, perché la bonifica - ovvero la recisione di eventuali legami e condizionamenti - non è in realtà concretamente avvenuta”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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