La ripartenza di Forza Italia passa (anche) per le comunali di Foggia. “Ragioniamo su un nome condiviso”

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Forza Italia cerca di rilanciarsi. La convention nazionale del partito ha inteso ricreare quel feeling perduto tra il partito e l’elettorato, sia tentando di stabilizzare l’assetto interno attraverso figure quali quelle di Antonio Tajani e di Marta Fascina, sia mediante un’operazione sentimentale (e anche nostalgica) compiuta col videomessaggio del Cavaliere. Se tutto questo basterà per rintuzzare il calo dei consensi del partito azzurro a livello nazionale non si sa ancora tuttavia, almeno dal punto di vista mediatico, l’iniziativa sembra essere riuscita. Anche a livello locale il partito è in fase di riorganizzazione. Lo scorso marzo, il segretario provinciale Raffaele De Mauro ha assegnato ben ventidue deleghe proprio allo scopo di rilanciare l’azione di Forza Italia, reduce insieme agli alleati dalla batosta elettorale delle elezioni provinciali. Ma a che punto è questa fase di rilancio in Capitanata?

Antonio Grillo, coordinatore di Forza Italia di Cerignola, ha voluto sottolineare a l’Attacco che “l’azione politica del partito è stata rilanciata proprio attraverso questo coordinamento anche con l’inserimento di nuove personalità come Antonio Troiano, responsabile del movimento giovanile. A livello provinciale, la riorganizzazione è dunque già cominciata e si sta lavorando per la partita più importante, cioè quella delle elezioni comunali di Foggia e, in particolar modo, per l’individuazione di un nome che possa unire il centrodestra”. Le comunali di Foggia sono sì un traguardo, ma costituiscono pure un punto di partenza verso “un’inversione di rotta all’interno del territorio che possa cancellare il brutto segnale dato all’elettorato in occasione dell’elezione del Presidente della Provincia anche se, a dire il vero, anche i nostri avversari non sembrano essere particolarmente coesi”. Nell’ottica della coalizione di centrodestra, un eventuale rilancio dell’azione politica di Forza Italia potrebbe però rimettere in discussione i rapporti di forza interni che vedono Fratelli d’Italia fare la parte del leone. Secondo Grillo si tratta però di un rischio che non sussiste perché “è nell’interesse dell’intera coalizione che Forza Italia recuperi il consenso avuto negli anni passati. Solo noi siamo in grado di intercettare quell’elettorato moderato che, pur puntando sulla vittoria di Giorgia Meloni, ha una tradizione centrista simile alla nostra. Se a questo si aggiunge che nel Mezzogiorno siamo ancora un partito forte, possiamo garantire a tutto il centrodestra una permanenza al governo e una prospettiva territoriale utile al governo stesso”.

Felice Scirpoli, responsabile provinciale del Dipartimento Formazione i Istruzione di Forza Italia, dichiara a l’Attacco che “la linea dettata da Antonio Tajani è stata molto chiara. Dobbiamo essere un partito vivo che si apre a quelle anime moderate che non si riconoscono in posizioni politiche troppo forti. In provincia di Foggia, il segretario Di Mauro ha affidato delle deleghe proprio seguendo questa linea, e non si può escludere che a breve termine si possano raccogliere nuove adesioni”. Anche per Scirpoli, le elezioni comunali di Foggia giocheranno un ruolo determinante in ambito provinciale: “Se il centrodestra sarà in grado di mostrare la stessa maturità politica delle elezioni politiche, il capoluogo potrà essere l’occasione giusta per rilanciare la coalizione dopo la sconfitta delle Provinciali. Se il rilancio del partito può mettere in crisi i rapporti con i nostri alleati? No, perché questo andrebbe ad accrescere i consensi di tutta la coalizione”. 

La centralità delle comunali del capoluogo è ribadita a l’Attacco anche da Antonio Ciarambino, referente regionale del Settore Giustizia di Forza Italia: “Il riassetto effettuato dal segretario Di Mauro, è inutile negarlo, è indirizzato alle prossime elezioni comunali di Foggia”. A questo riguardo va ancora sciolto il nodo del nome del candidato che “va costruito nell’area del centrodestra. Il nome deve essere condiviso da tutti gli alleati. I segretari cittadini di partito devono aprire un confronto in questo senso, ma occorre anche dare voce al territorio perché non esiste che ci sia un nome calato direttamente dall’alto. La sinergia all’interno della coalizione deve però prevedere la creazione di un programma che rilanci non il partito ma l’intera città, partendo dai servizi essenziali e dalle politiche sul lavoro. L’azione politica a tutti i livelli non deve mai fermarsi, anche perché si va a votare più o meno ogni due anni. C’è tanto lavoro da fare, non bisogna indicare nomi a caso, bisogna ragionare per trovare una sintesi per tornare alla guida della città”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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