Descrivere la situazione di partiti, movimenti e liste civiche a Manfredonia, è come raccontare del meteo che c’era ieri sulla città sipontina. Sole, poi un’improvvisa pioggerellina, nemmeno mezz’ora e di nuovo il sole, e poi ancora qualche goccia di pioggia seguita dalla luce del sole. Allo stesso modo, quando le premesse per allestire il campo largo progressista erano state avviate, si è invece tornati a riconsiderare tutto. Le dichiarazioni rese su queste colonne dall’europarlamentare Mario Furore e dall’assessora regionale Rosa Barone si sono riverberate nei territori. In un incontro svoltosi nello scorso fine settimana, come scritto ieri su l’Attacco, è venuta fuori l’ipotesi di Raffaele Fatone candidato Sindaco della coalizione. Lui e non Gianluca Totaro perché per l’ex consigliere comunale cinquestelle si starebbe ragionando su una candidatura per le regionali del 2025, visto che Rosa Barone ha raggiunto il limite dei due mandati e tra i due esiste uno stretto rapporto fiduciario. L’accordo di massima su Fatone era un coup de théâtre, visto che la corrente maggioritaria dei democratici voleva candidare una persona del PD con esperienza politica. Si è riaperto il fronte del gruppo di attivisti che, a Manfredonia, non vuole assolutamente presentarsi agli elettori insieme ai dem. “Va bene l’esperienza maturata insieme nell’opposizione consiliare – la loro riflessione – ma governare con loro equivarrebbe a riportare in auge i big che hanno ridotto così la città”.
Nel frastagliato panorama partitico, l’area del centrodestra è meno dinamica. Le danze vere e proprie cominceranno dopo il congresso provinciale di Forza Italia. In quel momento, si potrà vedere quanto è cruenta la battaglia tra l’onorevole Giandiego Gatta e Gianni Rotice.
L’ex Sindaco conta sull’appoggio del consigliere regionale Paolo Dell’Erba che, se fosse eletto segretario provinciale, metterebbe alla porta il deputato con il gruppo forzista storico. L’incetta di tessere non è però garanzia di vittoria e, anzi, Gatta non si è messo su questo piano. Piuttosto, è ben consapevole che oggigiorno un deputato di Forza Italia ha ancora più ascendente, visto che la riduzione dei parlamentari comporta che ognuno di loro rappresenta territori più vasti rispetto al recente passato. Inoltre, è legato al segretario nazionale Antonio Tajani, perciò il colpo di mano a livello provinciale potrebbe essere parato, o almeno limitato, grazie ai vertici nazionali.
Rotice aspetta ma, nel frattempo, anche nel suo gruppo stanno iniziando ad avvertirsi mal di pancia. Dato per scontato che Sara Delle Rose non ne fa più parte, vista la sua firma che ha sancito l’epilogo della scorsa Amministrazione, l’attesa starebbe facendo vacillare anche Michele Paglione, Davide Marasco e, addirittura, l’ex assessora Antonella Lauriola, ad Atreju nei giorni scorsi.
Quest’ultimo caso potrebbe essere una fuoriuscita controllata, cioè col beneplacito di Rotice. La sua ex collega Grazia Pennella sarebbe pronta a tornare a Fratelli d’Italia, da cui si era distaccata per sostenere Rotice. I meloniani hanno perso Adriano Carbone, tuttavia potrebbero annoverare la stessa Lauriola e l’ex consigliera Mary Fabrizio.
Da ora alla primavera prossima, muteranno ancora gli scenari e le prospettive. Le idee e i programmi (elettorali) camminano pur sempre sulle gambe degli uomini. E la natura umana è mutevole. Sfrenatamente, nell’era dei civismi.
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