Il primo vagito è arrivato e, adesso, la campagna elettorale per le prossime amministrative a Manfredonia è partita ufficialmente. In realtà, già dopo la caduta dell’Amministrazione guidata da Gianni Rotice sono iniziate le interlocuzioni tra i vari attori della scena politica sipontina, veterani e novizi. Ma ora l’uscita del comunicato che reca in calce sette firme fa partire le danze a distanza di circa sei mesi dal ritorno dei manfredoniani alle urne. Si è creata una prima area civica, la stessa che era stata annunciata da l’Attacco nelle scorse settimane. Il documento porta le firme, innanzitutto, dell’ex vicesindaco forzista Giuseppe Basta e dell’ex assessore al personale Libero Palumbo, che è il coordinatore di Città Protagonista. C’è il coordinatore cittadino di Azione Gaetano Brigida, insieme a quello dei Liberaldemocratici Pietro Frattaruolo. Poi c’è il redivivo Cristiano Romani che, dopo essere andato via da Forza Italia, aveva guidato per qualche mese la locale sezione della Lega prima di tirarsi fuori e prendere la strada del civismo. Infine ci sono due renziani: l’ex onorevole M5S Francesca Troiano e Gaetano La Forgia, oggi rispettivamente vicepresidente provinciale e coordinatore cittadino di Italia Viva.
“Non servono nuovi padroni di casa, né nobili signori – scrivono -, occorre investire, tutti insieme, su nuove energie, pulite; su un modo di fare politica dal basso condividendo un metodo capace di coinvolgere cittadini, associazioni, movimenti civici e partiti, per garantire alla comunità un modello di sviluppo sostenibile, responsabile e solidale. Bisogna restituire alla città la politica migliore”.
Il proposito, già in parte realizzato, è quello di costruire “una alleanza di soggetti diversi, che si organizzano assieme”. Un’esperienza che “può diventare una nuova coscienza civica – specificano - che non subisce passivamente le decisioni di chi esclude la concreta e attiva partecipazione delle comunità locali”.
Basta e Palumbo sono le due figure più esperte – per quanto l’ex vicesindaco sia giovanissimo -, non fosse altro che hanno gestito le proprie deleghe assessorili fino a pochi mesi fa. Il primo fu sfiduciato da Rotice all’apice dello scontro tra l’allora Sindaco e Forza Italia, l’altro giocò d’anticipo e consegnò le proprie dimissioni prima che fosse il primo cittadino a ritirargli le deleghe.
Anche Romani conosce Palazzo San Domenico, per quanto bisogna riconoscere che non ha mai ricoperto incarichi di governo cittadino. La Forgia è la new entry in Italia Viva ma, oltre ad essere dipendente comunale in pensione, non è di primo pelo, visto che si è cimentato già in altre occasioni senza però essere eletto. L’ex deputata pentastellata Troiano ci riprova, dopo che alle scorse amministrative si era eclissata del tutto; mentre Frattaruolo è espressione della formazione che vede nell’ex sindaco di Monte Sant’Angelo Donato Troiano il volto più noto.
C’è un particolare - che non è tale però - che va tenuto nel debito conto: le firme sono con i singoli nomi, cioè non sono indicate sigle di partiti o liste di riferimento. Quelle dovrebbero arrivare in un secondo momento, se i vertici di ognuna daranno il beneplacito. Altrimenti l’aggregazione di persone comunque prosegue e, anzi, dopo le festività natalizie, potrebbero essere annunciati nuovi ingressi.
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