Il giorno dopo il congresso provinciale di Forza Italia, conclusosi a Foggia con la mozione unitaria che ha incoronato nuovo segretario di Capitanata l’apricenese Paolo Dell’Erba, sono diversi gli aspetti surreali e paradossali della situazione creatasi in casa azzurra. Il primo riguarda il capolavoro politico del duo consolidatissimo Dell’Erba-Potenza: per l’imprenditore-consigliere regionale e il Sindaco di Apricena era stata dichiarata l’espulsione dal livello regionale del partito dopo il gran tradimento delle elezioni provinciali di gennaio 2023, quando, rompendo col centrodestra che sosteneva il presidente uscente Nicola Gatta, si inventarono con la Lega e col sindaco sipontino Gianni Rotice la candidatura del primo cittadino di Lesina, Primiano Di Mauro, così determinando la vittoria del Sindaco viestano Giuseppe Nobiletti e del campo largo progressista. A meno di un anno di distanza da quei fatti - che hanno determinato fratture tuttora insanabili all’interno di Forza Italia e del centrodestra provinciale, nonché il divorzio a Manfredonia tra Rotice e il suo principale sponsor elettorale, il dominus di FI Giandiego Gatta – i due sodali sono riusciti a prendersi il partito.
E non solo ci sono riusciti ma hanno costretto ad abbassare la testa e venire a patti veri pezzi da novanta di quel partito che non era nemmeno il loro fino a pochi anni fa. E qui si arriva al secondo, enorme paradosso in riva al golfo. A Manfredonia, con la caduta dell’amministrazione Rotice – la prima di centrodestra dopo oltre due decenni di storia cittadina – la coalizione non esiste più e questo avvantaggia in maniera quasi matematica gli avversari del costituendo campo largo.
Stigmatizzando ai primi di gennaio il “tradimento del patto di lealtà da parte di Gatta”, Rotice disse a l’Attacco parole nette: “Una cosa è certa: molti degli iscritti di FI non stanno più, oggi, con l’avvocato Gatta. Non possono stare dove sta Gatta, responsabile della caduta dell’amministrazione comunale di Manfredonia".
"Oggi tanti degli iscritti di FI non sono più con colui che ha usato il partito solo a fini personali, in modo strumentale. Tutti i fuoriusciti e coloro che si sono sentiti traditi da Gatta non staranno con lui. Non ci potrà essere un futuro con le nostre liste dove ci sarà l’avvocato Gatta. Nascerà una coalizione che lo terrà fuori”.
Insomma, l’edile faceva e fa enormemente affidamento sulla prospettiva di Dell’Erba alla guida del partito per incassare un supporto importante in vista del ritorno alle urne il 9 giugno prossimo. “Conoscendo il suo pragmatismo ed i suoi valori morali sono certo che saprà dare linfa e spazio a quella voglia di rinnovamento e pluralità che il territorio, e non solo i militanti del partito",
"chiedono per una nuova stagione politica che veda protagonista una classe dirigente competente e meritocratica in grado di affrontare nuove sfide non solo elettorali, ma soprattutto capace di saper interpretare i bisogni delle comunità locali dando loro risposte e reali prospettive di futuro”, il commento a caldo di Rotice dopo l’elezione di Dell’Erba domenica scorsa per acclamazione.
“Dell’Erba, con Antonio Potenza e Nino Santarella, è stato capace di trovare la giusta sintesi e l’efficace mix politico-istituzionale per avviare sul territorio un’era di cambiamento che passa non solo da persone “nuove”, ma anche dal modo di pensare e di agire”. Ma adesso che Gatta è tornato a far parte della maggioranza del partito i due nemici si ritrovano dalla stessa parte.
“Il circolo di Forza Italia di Manfredonia esprime il proprio compiacimento per l'ingresso nel nuovo coordinamento provinciale di Liliana Rinaldi, già consigliera comunale e provinciale, e di Roberto Gatta (fratello del parlamentare, ndr), componente del direttivo del circolo di Manfredonia”, la nota diffusa dal partito di Gatta.
“Nel contempo si rallegra per la elezione, quale delegato al congresso nazionale di febbraio, di Marco Di Bari, già consigliere comunale. Un riconoscimento tangibile della stima e del prestigio conquistate sul campo dal circolo di Forza Italia, punto di riferimento di una platea sempre più vasta di elettori moderati che si riconoscono nei valori e nell'impegno della sua classe dirigente e del suo parlamentare Gatta”.
E ora Dell’Erba che farà? Come pensa di sbrogliare la matassa a Manfredonia, dove non può né fare a meno di Gatta (anche in vista delle politiche prossime, cui Dell’Erba intende partecipare) né dell’amico Rotice? Il diretto interessato non risponde al riguardo a l’Attacco.
Quanto al fronte giallorosso, ieri sera era prevista una riunione della potenziale coalizione, in cui il Pd, stando ai beninformati, avrebbe messo sul tavolo i propri due nomi di possibili candidati sindaci (un uomo e una donna, entrambi espressione della società civile) come contraltare al nome proposto nelle settimane scorse dal M5S e bocciato, l’ex consigliere comunale e già candidati sindaco del 2021, Raffaele Fatone. L’obiettivo dichiarato dai 5S è che la convergenza sia, però, trovata su un nome di propria espressione.
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