La Salandra: “Altro che sparizione, c’è tanta destra nella mozione congressuale di De Leonardis”

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Sarà dunque il consigliere regionale Giannicola De Leonardis ad essere acclamato, sabato, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia nel primo congresso di Fratelli d’Italia di Capitanata. All’evento parteciperanno, tra gli altri, il commissario provinciale uscente e sottosegretario Galeazzo Bignami, il ministro Raffaele Fitto e il sottosegretario Marcello Gemmato. L’appuntamento è presso la sede di Formedil Cpt Foggia in via Napoli. Il tesseramento si è concluso con 2.237 iscritti in provincia di Foggia, di cui oltre 20 iscritti qualificati ovvero amministratori locali. Spiccano i dati di Cerignola con circa 450 tesserati e di Foggia con circa 580. La mozione unitaria è il risultato per cui ha lavorato, in modo particolare, il deputato foggiano Giandonato La Salandra. L’Attacco lo ha intervistato.

Sarà un congresso senza sorprese?

Senza sorprese perché in continuità con il lavoro che, prima solo io e Giannicola e poi con l'aiuto di Annamaria (la senatrice Fallucchi, ndr), abbiamo portato avanti da dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Foggia, grazie anche all’onorevole Galeazzo Bignami.

Giannicola rappresenta sicuramente la figura di sintesi rispetto a tutti i processi consumatisi in questi ultimi due anni nel partito, inoltre garantisce in vista del lavoro che faremo d’ora in avanti per i prossimi appuntamenti: provinciali, amministrative, europee e regionali del 2025. Questo è un congresso provinciale che si basa, secondo me, sullo slogan “la destra al centro”.

A differenza di quanto si è visto in FI, non c’è da attendersi nessuna rimostranza in FdI?

Non saprei dirlo. Le divergenze in un partito sono sempre fisiologiche, tutto sta a comprendere se siano anche patologiche. Quello che posso dire è che qualcuno voleva ragionare con logiche a pacchetto, contando le tessere. Invece, il ragionamento che è prevalso è stato quello di cercare candidature rappresentative di tutta la provincia per le prossime competizioni che ci attendono. In questo modo riusciremo a capire anche quanto è vero il tesseramento, quanto gli amministratori locali siano leali e davvero dalla parte del partito. Affronteremo le europee, che rappresentano un voto profondamente proporzionale, capendo nei singoli centri quanto pesiamo davvero e quanto siamo cresciuti.

A che punto siete rispetto alle elezioni provinciali di secondo livello, per il rinnovo del consiglio, che Nobiletti potrebbe indire a marzo? Esiste già una lista?

La lista ancora non c'è, ci dobbiamo confrontare prima con gli altri partiti del centrodestra. Siamo orientati, come FdI, a conservare la nostra identità e quindi a presentarci con la nostra lista, come avvenne la volta scorsa. Del resto FdI è l'unico partito della coalizione che da quando è nato ha sempre presentato il simbolo. Questo appuntamento ci servirà a capire quanto sono leali i nostri amministratori locali.

L’ex presidente della Provincia Nicola Gatta aderirà a FdI o resterà civico? Lui smentisce, da lungo tempo, di voler entrare nel partito.

Gatta non mi sembra una figura incompatibile col centrodestra, fu il nostro candidato sindaco a gennaio 2023. Ogni amministratore sceglie di aderire a un partito nel rispetto delle progettualità di quest’ultimo. Laddove Gatta volesse entrare in FdI le braccia sarebbero aperte per accoglierlo.

Vi preoccupa la situazione in Forza Italia?

Io credo che il lavoro più difficile sarà quello all'interno di FI. Anche dopo le comunali foggiane quel partito ha la necessità di ricostruirsi. Vedremo che succederà, quale sarà la prospettiva che FI offrirà alla coalizione e che lavoro il neosegretario provinciale Dell'Erba porterà avanti. Ho fatto anche il segretario provinciale e posso dire che è un ruolo diverso da tutti gli altri, bisogna avere una visione complessiva del territorio e del partito.

Il “tradimento” delle provinciali di gennaio 2023 è stato superato?

Credo che quanto successe allora debba necessariamente trovare un punto e a capo, non più virgole le uno dopo le altre. Bisogna comprendere quanta consapevolezza esiste che uniti si può vincere mentre correndo divisi si può solo perdere.

Comunali: dove il centrodestra sarà compatto?

Il centrodestra è unito nel momento in cui si raggiunge una determinata condivisione, altrimenti si tratta solo di una fusione di liste vuote. A San Severo il centrodestra può tranquillamente vincere. Idem a Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore, dove possiamo giocare delle partite di rinnovamento.

Sosterrebbe l’ipotesi Caposiena a San Severo?

Ho una preferenza sempre e solo per il centrodestra. Detto questo, posso mai parlare male io di Rosa Caposiena?

A Manfredonia la guerra tra Giandiego Gatta e Gianni Rotice condanna il centrodestra a correre spaccato.

Deve prevalere la maturità, non l'individualismo. Sono convinto che se si ragiona con maturità si può vincere. Poi ognuno si assumerà la propria responsabilità per le azioni realizzate.

Che nomi per le europee? Chi attende da tempo è il cerignolano Fabrizio Tatarella.

Le liste vengono fatte a Roma. La Puglia esprimerà almeno quattro candidati di FdI, a cominciare dagli uscenti come Gemma, che lasciò in tempi non sospetti il M5S per i Conservatori europei. E poi ci sono figure che possono costituire un valore aggiunto per il partito. Non credo all'operazione nostalgia, la destra non è una visione di toponomastica.

Cosa pensa del video editoriale del direttore de l’Attacco Piero Paciello sulla scomparsa della destra a Foggia?

Il direttore offre spunti di riflessione che chi fa politica deve ascoltare. I giornalisti si ascoltano e non si criticano, per me la sua è stata una provocazione finalizzata a far riflettere. Se FdI si fosse arroccata su una visione reducista non credo che sarebbe mai diventato il partito di maggioranza che oggi è. Nella mozione presentata da Giannicola De Leonardis ci sono due contributi su ambiente e agricoltura, con me condivisi, in cui c’è tanta destra. La destra legata solo ad una visione del passato è destinata a fare la custode del cimitero. Da Paolo Agostinacchio io ho imparato che l'unica nostalgia che la destra ha è quella del futuro. Io ero tra i ragazzi di Francesco Martucci, così come Giuseppe Maniero e tanti altri. Martucci dava ai ragazzi una determinata visione del fare politica, non legata al passato. Ebbene, questo congresso deve portare FdI a marcare quanto più possibile sul territorio la formazione di destra, per cultura e visione amministrativa. E’ questa la grande sfida post congressuale che ci attende. Dobbiamo fare ciò che faceva Martucci e dobbiamo prendere ad esempio lo stesso Agostinacchio, facendo capire cosa significhi la visione amministrativa della città da parte di Fratelli d'Italia. Credo che la destra non sia sparita a Foggia: forse è scomparsa una certa idea di destra e non è giusto pensare che si possa riesumare un passato lontanissimo dai sedicenni di oggi. Io devo pensare ad una politica che guardi ai ragazzi di Gioventù Nazionale che si avvicinano oggi a FdI. Essere conservatori vuol dire avere dei valori radicati nel passato che hanno la capacità di proiettarsi nel futuro, come dice bene il ministro Lollobrigida.

Se potesse tornare indietro gestireste diversamente e meglio, come FdI, le comunali foggiane?

Avere rimpianti o rimorsi rientra nel canone dell'irrilevanza, per me. Abbiamo un consiglio comunale molto diverso rispetto a quelli del passato e per certi versi anche migliore. Il gruppo consiliare di FdI sarà estremamente apprezzato dalla città, ha competenza e maturità politica che gli altri gruppi non hanno.

C’è un’intesa per il congresso cittadino di Foggia?

I congressi cittadini non sono ad oggi un tema, si potranno celebrare solo dopo le indicazioni della segreteria nazionale. Di sicuro il coordinatore cittadino di Foggia deve saper dialogare anche coi consiglieri comunali, quand’anche non si dovesse raggiungere l’unitarietà.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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