"In diverse sedute del Consiglio ho sollecitato una ripartizione equa, poiché i criteri attuali si basano su dati storici per nulla rispondenti alla realtà dei territori. La soluzione che ho prospettato è una riassegnazione in base al numero di abitanti, ma se ne possono trovare altre", commenta in una nota Antonio Tutolo.
"Non è possibile che il singolo cittadino dell’area metropolitana di Bari abbia a disposizione per la diagnostica per immagini un budget di 9,9 euro, quello della provincia di Brindisi 6,6 euro; quello della BAT 5,2 euro; quello di Taranto, 8,1 euro; quello di Lecce 8,20 contro quello della Capitanata che ha solo 3,4 euro".
"Queste differenze ingiuste tracciano una linea di demarcazione tra la vita e la morte delle persone, perché è con quelle risorse che si forniscono servizi sui territori. Da sempre la provincia di Foggia viene massacrata con disparità ingiustificabili che la mortificano e la piazzano per forza di cose agli ultimi posti delle classifiche. Dunque, mi sono stancato di assistere inerme all’ennesimo maltrattamento della Capitanata e ho deciso di protestare ad oltranza".
"Tutti in Regione sanno che è così da sempre ma nessuno ha mai mosso un dito. I cittadini della Capitanata sono trattati come carne da macello. La loro vita vale meno di quella degli altri. Le liste d'attesa della provincia di Foggia scontano i tempi più lunghi d'Italia, eppure a nessuno frega nulla".
"Il 21 dicembre scorso, come un rito che si perpetua ogni anno da decenni, è stata firmata l'ennesima delibera, la 1924, che condanna a morte molti cittadini della Capitanata. Una delibera - conclude Tutolo - che è stata votata, come sempre, anche dagli assessori di Foggia presenti in giunta. Caro presidente Emiliano, caro assessore Palese, i cittadini della provincia di Foggia chiedono giustizia e voi avete il dovere di farla”.
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