Antonio La Scala: “Dimettetevi tutti politici di Bari e Regione. Ai cittadini dico di tornare a indignarsi”

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Addio primavera pugliese. Tutto sembra implodere intorno alla Regione e al modello Emiliano, accusato oggi di eccessivo trasformismo, quello stesso trasformismo che lo avrebbe orientato verso un’apertura ampia a tante forze politiche pur di conservare gli equilibri. Una sorta di campo largo ante litteram, si potrebbe dire. O come venne definito al tempo un laboratorio di civismo che in effetti si rivelò vincente. 
Senza casacche di partito o ideologiche ma, almeno per qualche anno, dentro la tecnostruttura regionale, senza macchia e senza avvisi di garanzia, a differenza di altri, c’è stato l’avvocato Antonio La Scala, manfredoniano di origine ma barese di adozione, fino a qualche settimana fa ha ricoperto il delicatissimo ruolo di coordinatore del Nirs, nucleo ispettivo regionale sulla sanità, voluto direttamente dal governatore, non per dare risposte a questo o quel politico ma perché Emiliano è così: apre. l’Attacco ha intervistato La Scala.

Avvocato, che idea si fatto di quello che sta succedendo in Puglia?
Non credo che i fatti di cronaca che stanno emergendo in questi giorni siano completamente e tutti campati in aria. E’ vero, faccio un lavoro che mi impone tutte le garanzie difensive e il rispetto della famosa norma della Costituzione secondo cui nessuno può essere considerato colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Però ho potuto leggere gli atti, atteso che in due delle tre vicende emerse, io difendo alcune persone, e credo ci siano elementi su cui c’è da riflettere. Ciò che insospettisce tra l’altro sono i tempi: le tre indagini sfociano in misure tutte nel giro di un mese, nonostante i fatti dei reati contestati siano risalenti: il primo filone di ipotesi di voto di scambio, Olivieri e moglie, fa riferimento ad intercettazioni di fine 2018, inizio 2019, gli arresti arrivano a marzo 2024; per Maurodinoia la richiesta di misura cautelare risale a un anno e mezzo prima del provvedimento. L’ultimo caso riguarda fatti che risalgono al 2019. Questo quantomeno mi genera curiosità. 

Fatta questa premessa, è altrettanto vero che la Regione non è stata toccata da vicende giudiziarie solo in quest’ultimo mese. Non dobbiamo dimenticare ciò che è successo alla Asl di Lecce tre anni fa, alla Asl e Policlinico Riuniti di Foggia, alla Protezione Civile, all’Ufficio regionale ambiente, con alcuni processi tutt’ora in corso. Non dobbiamo dimenticare altresì la condanna per corruzione per Gianfranco Grandaliano, ex dg Ager,  il rinvio a giudizio della scorsa settimana di Alfredo Borzillo, il commissario dei Consorzi di bonifica in Puglia per l’ipotesi di un appalto truccato e favori, il rinvio a giudizio di Filippo Caracciolo, l'ex direttore di Arca Puglia, per presunta corruzione e turbativa d’asta; non dobbiamo dimenticare Elio Sannicandro, l'ex dg Asset Puglia per il quale il Riesame ha confermato l'interdizione e così via, potrei andare ancora avanti. In più ci sono tutte le opacità che io ho personalmente verificato nel corso del mio triennio al Nirs su alcune situazioni che riguardano la sanità, di cui sono state notiziate le autorità competenti e che mi auguro possano avere a loro volta un seguito a livello giudiziario. Ovviamente, allo stesso tempo non è giusto generalizzare, ho conosciuto dirigenti e funzionari che sono stati autentici galantuomini, oltre che professionalmente molto competenti. Posso dire che la Regione ha fatto anche cose buone in questi anni.

Tipo designare lei alla guida del nucleo ispettivo?
L’apprezzamento nei confronti del mio operato è stato molto ampio, ancora oggi ricevo messaggi di stima da parte dei cittadini, cosa che mi riempie di orgoglio. Ma sono stato oggetto di pubblico plauso anche da parte delle forze politiche di opposizione, caso più unico che raro. Gli avversari di Emiliano hanno fatto i complimenti ad un uomo nominato da Emiliano, questo vorrà pur dire qualcosa, immagino. 

Ma allora non sarebbe stata un'ottima occasione per il governatore riconfermarla alla scadenza dell’incarico?
Da quando c’è il Nirs non è mai stato conferito un secondo mandato allo stesso coordinatore. Ma, a parte questo, non posso dire io se sono stato bravo o meno. Di sicuro posso affermare di aver lavorato nel pieno rispetto delle regole. Non ho fatto sconti a nessuno, né preferenze. Neppure ho chiesto favori per me stesso, anche quando mia madre, di 83 anni, è stata male. Siamo rimasti in Pronto Soccorso per 17 ore in attesa di un letto, non in reparto ma in Opi, anche se avrei potuto mobilitare l’intera sanità pugliese se avessi voluto. Ma non l’ho fatto. Questo per dire che non ho guardato in faccia nessuno. La logica poteva anche prevedere una riconferma, non credo che avrebbe fatto gridare allo scandalo. 

Anche alla luce del fatto che molti ancora le inoltrano segnalazioni. Allora, avvocato, è Emiliano ad essere “allergico” a individuare figure al di sopra di ogni sospetto?
Questa è una domanda che può essere fatta soltanto a lui.

E invece della città di Bari che cosa pensa? 
Di recente ho letto un'intervista dell’ex Sindaco di Foggia Franco Landella, il quale ha usato un tono un po’ polemico nei confronti di Antonio Decaro. In tutta onestà, al di là delle singole responsabilità, a mio avviso non credo dica cose sbagliate. Al tempo Landella chiese a Decaro, in qualità di presidente Anci, di prendere posizione nei confronti di questa normativa sugli scioglimenti che si basa per lo più sul fumus. Ora che è toccato a lui, guarda caso, la legge non va bene. Faccio una piccola premessa: sicuramente la normativa sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa va rivista e soprattutto vanno individuati dei parametri più rigorosi. Ma è anche vero che in molti Comuni sciolti, tra cui la mia amata Manfredonia, almeno per quanto mi consta, i Sindaci o i loro assessori non hanno mai avuto neanche un avviso di garanzia, non un arresto. A Bari abbiamo due punti fermi: due consigliere di maggioranza, anche se si candidarono in opposizione, a cui si aggiunge Maurodinoia, il cui marito è stato arrestato, che è stata eletta con oltre 6 mila voti, unico caso negli ultimi cinquant'anni a Bari, come consigliera poi nominata assessora regionale. Parliamo di ipotesi di reato tutte da verificare, certamente ma che devono far riflettere. Poi c’è il macigno Amtab, la multiservizi retta per anni da Olivieri, tuttora detenuto nel carcere di Lanciano, marito della consigliera a sua volta arrestata. E non sappiamo ancora qual è la situazione nelle altre municipalizzate. A tutto ciò si aggiunge la battuta infelice di Emiliano quando racconta dell’episodio con Decaro e la sorella del boss Tonino Capriati, detenuto dal marzo ‘91, che sta scontando due ergastoli. Emiliano ha confermato di ricordare di aver accompagnato il suo giovane assessore per affidarlo, testuali parole, alla sorella di un ergastolano. Beh, una frase infelice che fa sorgere dei legittimi sospetti.

Non pensa che quella fosse una forma di antimafia sociale, cioè un modo parlare con tutti, un modo per portare i “cattivi” dalla propria parte e non per forza una connivenza nociva?
Questo non mi sembra tanto il caso di chi parla con tutti, non mi pare che sia andato in un locale frequentato da mafiosi a parlare del più e del meno, quell’episodio è un po’ diverso: ha usato l’espressione “lo affido”, avrei capito se fosse andato a dire che stavano facendo un’operazione nell’interesse della gente di quel quartiere, per evitare che i bambini spacciassero la droga e che quindi dovevano lasciare in pace il suo assessore che doveva fare il suo lavoro.  E poi: è stato denunciato quel gravissimo episodio? Quindi per tornare alla domanda: se mettiamo insieme tutti questi pezzi, devo dire che non in molti dei Comuni sciolti in Puglia erano presenti elementi più gravi di questi.  Detto questo ci tengo a dire che Antonio Decaro e i suoi assessori hanno lavorato bene a Bari, tutti i ragazzi bravissimi, che si sono molto impegnati, loro hanno indubbiamente trasformato Bari in meglio. Se la valutazione è questa è chiaro che il Comune non andrebbe sciolto.

Decaro avrebbe potuto gestire meglio il suo gruppo, controllare di più?
Tutti gli elementi che ho elencato pocanzi legittimano l'avvio del procedimento. Per questo Decaro a mio avviso ha sbagliato nel convocare i baresi in piazza per ribellarsi. Il Comune non è stato sciolto, non ancora, non andava fatta quella manifestazione, anzi, andava detto: bene, fate tutti i controlli, noi siamo tranquilli, vi lasciamo campo libero e poi chiedeteci scusa se non trovate niente. In tutto questo, il compito del primo cittadino è anche quello di vigilare, in diritto si parla di culpa in vigilando. I nomi che sono emersi dalle inchieste erano noti, un avvocato che parla di sentito dire vi allarma? Se parliamo di diritto il sentito dire non ha nessuna valenza. Se parliamo di politica, il sentito dire insistente e persistente impone una verifica politica e un approfondimento. E uno come Decaro aveva tutti gli strumenti per approfondire determinati sentito dire. 

Che aria si respira oggi a Bari? 
Tanta sfiducia nei confronti delle istituzioni in generale e verso taluni uomini. Decaro è una persona che continua a godere di fiducia, a differenza di altri dell'ambiente politico. Ma c'è molta amarezza, c'è molta incredulità perché per quanto molti sapessero, seppur per sentito dire, non si immaginava un fenomeno di così ampie proporzioni: siamo già a 300 tra indagati e arrestati in un mese, non è proprio poco. Questo determina un’aria cupa e triste. Non nascondo che anche su di me ha inciso molto. Fa rabbia sapere che c’è chi ha fatto di tutto per affossare questa città e questa regione, distruggendola in gran parte. In questo clima la gente continua a chiedermi con insistenza perché non mi candidi a Sindaco ma, come ho già avuto modo di dire anche a l’Attacco di recente, la politica, questa politica, non fa per me.  Questa situazione così pesante non farà altro che aumentare la percentuale di astenuti che non vorrà andare a votare, già molto alta alle precedenti elezioni. Ormai i cittadini stanno gettando la spugna.

Quale dovrebbe essere la risposta della politica a questo punto?
Io do un suggerimento: la risposta della politica, di tutti coloro che hanno fatto politica ad alti livelli in questi ultimi anni dovrebbe essere, colpevoli e non colpevoli, quella di dimettersi, rimettersi in discussione e far scegliere al popolo. Non è possibile che il candidato Sindaco, il candidato presidente della Regione, lo debbano decidere i partiti a Roma e non i cittadini che subiscono questa gente, che hanno subito questa gente. Occorre una riforma elettorale che nessuno ha mai avuto il coraggio di fare. Intanto la vecchia nomenclatura che ha diretto Regione e Comune negli ultimi 10, 15 anni dovrebbe con un atto di umiltà dimettersi. 

Dal suo punto di vista potrebbe allargarsi ancora il giro di inchieste?
Assolutamente sì. Lo dissi già nella precedente intervista a questa testata: nei prossimi mesi succederà molto altro e lo penso ancora. Temo che non sia finita qui.  Ecco perché credo che dimettersi ora sia un atto di umiltà ma anche di opportunità e lealtà verso sé stessi e verso gli elettori. Allo stesso tempo sarebbe opportuno che i cittadini, per quanto è comprensibile che siano sfiduciati, cerchino di riacquisire il senso della dignità e dell'indignazione. Io vorrei che la popolazione utilizzasse questa sfiducia come stimolo per indignarsi, l'indignazione può essere l'inizio di una nuova era, un po’ come accadde dopo la morte di Falcone e Borsellino, quando ci fu una poderosa reazione, la giustizia si mostrò di un'efficienza mostruosa e i cittadini riscoprirono l’importanza dell’associazionismo e dell’antimafia sociale. Sarebbe importante approfittare di questo momento di buio per rialzare la testa, reagire e chiedere a chi ha creato questo disastro di avere la dignità di mettersi da parte. Questo è quello che mi auguro accada.

Una reazione non facile con lo spettro dello scioglimento. Si è visto a Foggia e in altri centri quanto possa essere distruttivo per una comunità.
E’ vero, come barese io mi auguro che non ci sia lo scioglimento ma come uomo di diritto devo dire che è accaduto in altre città con meno presupposti di quanti ne vediamo oggi a Bari.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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