Sono profondamente intrecciate tra loro le vicende del centrodestra di Manfredonia e San Severo. La coalizione intende finalmente chiudere le due partite nelle prossime ore, ma la situazione è tutt’altro che facile per i bracci di ferro e le contese interne. Il deputato sipontino di Forza Italia Giandiego Gatta sta cercando di spostare la coalizione su Ugo Galli, candidato sindaco del raggruppamento civico Manfredonia 2024, nelle cui liste già ci sono diversi nomi del parlamentare. Una soluzione che non piace agli altri partiti e che si interseca con le comunali sanseveresi, dove FI vuole come candidata sindaca la propria eletta Rosa Caposiena anziché il meloniano Leonardo Lallo. “Se FI accetterà di sostenere lealmente Lallo, allora la coalizione potrebbe convergere su Galli. In caso contrario FdI ed altri sono pronti anche a valutare l’alleanza con Tasso”, era l’anticipazione a l’Attacco di fonti interne al centrodestra. Non c’è davvero più tempo da perdere, visto che liste vanno presentate entro l’11 maggio prossimo.
Ha il sapore di un ultimatum quello rivolto dal segretario provinciale di FI Paolo Dell’Erba, consigliere regionale: “E' trascorso un mese da quando il coordinatore regionale del nostro partito Mauro D'Attis lanciò un appello agli altri responsabili dei partiti del centrodestra per trovare un'intesa che potesse definire una candidatura a sindaco di San Severo e Manfredonia il più possibile condivisa, così come per altri comuni più piccoli dove non ancora si trova un'intesa. Dopo una lunga fase di confronto credo che sia il momento di arrivare ad una decisione. Entro domani (oggi, ndr), questo è il mio invito, San Severo dovrà conoscere la proposta del centrodestra, così come gli altri centri dove si vota. Con la frantumazione politica del campo largo a Bari è il momento di dimostrare che il centrodestra è capace di presentarsi unito con una proposta vincente. Il campo largo in Puglia ha fallito prima ancora di cominciare evidenziando delle diversità macroscopiche che difficilmente potrà tenerli uniti, anche di fronte ad ambizioni di gestione di poltronifici. San Severo merita di avere una guida sicura, che conosca la macchina amministrativa, che abbia fatto della lealtà politica l'elemento continuativo della sua azione politica. Noi abbiamo le idee chiare: abbiamo proposto Rosa Caposiena, il miglior sindaco per la città di San Severo. Stesso discorso per Manfredonia e gli altri comuni dove non ancora si prende una decisione. Ad ogni modo vogliamo che si arrivi ad una scelta condivisa con tutte le parti politiche, anche con le civiche e con chi oggi si sente di poter svolgere un ruolo in questa campagna elettorale. Meritano tutti rispetto. Però, il tempo del confronto è finito”, ha concluso Dell’Erba.
“Nell’incontro con Lallo Rosa Caposiena si era presa 24 ore di tempo per sentire D’Attis”, spiegano fonti meloniane a l’Attacco. “Nelle stesse ore Gatta avanzava formalmente richiesta di sostegno a Galli. FI non può chiederci di fare come dice sia a Manfredonia che a San Severo. Peraltro, rischiamo che Rosa Caposiena venga “uccisa” nelle urne al ballottaggio per le vicende relative al padre Fernando e perché tanti nel centrodestra sanseverese la considerano responsabile delle sconfitte del 2014 e del 2019, quando ci sarebbe stato anche un accordo con Miglio, poi non rispettato dal sindaco, perché lei avesse la presidenza del consiglio. Con Rosa candidata rischiamo seriamente che qualcuno tiri fuori tutte queste situazioni, sarebbe imbarazzante. Il secondo problema è il suo sodalizio politico con Nazario Tricarico, che oggi pare volersi ergere a king maker del centrodestra dopo aver cercato inutilmente spazio nel centrosinistra e nel Pd”.
Non è andata giù nemmeno l’apparizione di Fernando Caposiena, mercoledì scorso a San Severo, alla riunione della coalizione di centrodestra. “Ci è parso tutt’altro che fermo”, commentano da FdI, dove sono convinti che “se il centrodestra è unito su Lallo, compresa Forza Italia, è possibile vincere contro il campo largo di Angelo Masucci”. Lallo ha da ultimo incassato il sostegno del Partito Repubblicano Italiano, che si è riunito in un’assemblea in cui sono intervenuti il segretario Luca Saveriano e il presidente Angelo Leggieri. “All’unanimità si è deciso di appoggiare la proposta politica di Fratelli d’Italia con Leonardo Lallo candidato sindaco”, riferiscono i due referenti del PRI. La sensazione, insomma, è che la matassa debba essere sbrogliata simultaneamente nelle due città.
Manfredonia, peraltro, è reduce da una riunione del centrodestra definita “farsa” dal livello provinciale di FdI e convocata giorni fa in extremis dal commissario cittadino dei meloniani Matteo Robustella, il cui operato viene disconosciuto da Foggia, sia per quanto riguarda l’autocandidatura a sindaco sia per il comunicato stampa rilasciato all’indomani dell’incontro nonostante vi fosse la contrarietà di FdI provinciale. Per lo meno il clima in città appare più sereno dopo le indiscrezioni che paiono allontanare il rischio di un nuovo iter di accesso sull’ente comunale, con connesso rischio di secondo scioglimento per mafia dopo quello del 2019.
“A Bari l’amministrazione comunale è ancora in carica, a Manfredonia no perché il Comune è commissariato dallo scorso autunno. E’ questa la differenza rilevante tra le due situazioni”, dicono i beninformati a l’Attacco. “La commissaria e viceprefetta Rachele Grandolfo si è attivata rispetto alla municipalizzata dei rifiuti ASE spa, ma per il Comune non serve la commissione di accesso perché si dà per scontato che l’azione delle tre commissarie sia sufficiente”. Quanto al campo largo Pd-M5S di Manfredonia, i referenti della civica emilianista CON Maria Teresa Valente e Matteo Ognissanti replicano ai rumors pubblicati ieri su queste colonne e relativi alla possibilità che Emiliano sfili le proprie civiche al candidato sindaco Domenico La Marca per farle confluire con dem e contiani. “Non ci piace che CON possa essere descritto come un gruppo politico da manovrare a piacimento”, dicono Valente e Ognissanti.
“Le decisioni del nostro partito su Manfredonia sono state prese in accordo con il nostro coordinatore provinciale, Rosario Cusmai, e abbiamo aderito convintamente all'alleanza con Progetto Popolare, Manfredonia Civica e Molo21, orientata al progresso ed al riscatto di Manfredonia. Domenico La Marca, il nostro candidato, incarna questo spirito e si presenta come il leader ideale in questo momento per guidare la città verso un futuro migliore. I cittadini di Manfredonia meritano un cambiamento autentico ed è ora di porre fine al vecchio modo di fare politica, fatto di alleanze di comodo, veti di facciata e giochi di potere. Noi per primi non ci prestiamo a questi giochi meschini. Se altre forze vorranno portare avanti questo progetto sono benvenute, ma in un periodo segnato da scandali, le dispute politiche sono l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. È ora di darsi da fare sul serio, anche nella costruzione dei programmi per dare a Manfredonia le risposte che attende da tempo”.
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