San Giovanni Rotondo cambia colore: nella città di Giuseppe Conte, il centrodestra conquista Palazzo di Città

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A San Giovanni Rotondo, città simbolo della presenza politica di Giuseppe Conte e comune nel quale il centrosinistra aveva raccolto consensi bulgari appena pochi mesi fa alle regionali, il centrodestra vince in maniera netta, chiara, difficilmente contestabile. E lo fa in una fase storica nella quale, in Puglia e in Capitanata, i rapporti di forza sembravano raccontare tutt’altra storia. Il ballottaggio consegna infatti Palazzo di Città a Floriana Natale, che si impone con il 55,54% dei voti contro il 44,46% di Rossella Fini. In termini assoluti, 6.615 preferenze contro 5.296. Un risultato che va ben oltre i confini del comune garganico e che inevitabilmente apre una riflessione politica più ampia. In  una città da quasi 27mila abitanti, tra i centri più importanti della provincia, un luogo nel quale negli ultimi anni il centrosinistra aveva consolidato una presenza forte e nel quale il Movimento 5 Stelle aveva investito molto, anche sul piano simbolico - e  nonostante l’arrivo in città dei principali riferimenti nazionali e regionali dell’area progressista, da Elly Schlein al Presidente della Regione Decaro fino allo stesso Giuseppe Conte - gli elettori hanno scelto un’altra direzione. Una decisione maturata nel corso di una campagna elettorale che, soprattutto nelle ultime settimane, ha assunto un valore che andava oltre la semplice contesa amministrativa. A colpire è soprattutto la progressione del risultato, in quanto il vantaggio accumulato dalla Natale non nasce da una rimonta dell’ultima ora, ma si configura come il punto di arrivo di una tendenza che si era già manifestata al primo turno e che il ballottaggio ha ulteriormente rafforzato. Molti osservatori leggono in questa vittoria almeno due elementi. Il primo riguarda il probabile orientamento dell’elettorato rimasto escluso dal secondo turno, che avrebbe scelto in larga misura la candidata del centrodestra. Il secondo è legato al rapporto mai del tutto ricucito tra una parte della città e l’esperienza amministrativa riconducibile al Movimento 5 Stelle. Questo, unito a una comunicazione volutamente popolare scelta dalla Fini, avrebbe offerto la vittoria al centrodestra.

Al fianco di Rossella Fini si sono susseguiti Elly Schlein, Antonio Decaro e lo stesso Conte, in una mobilitazione che avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto della coalizione progressista. Il risultato finale racconta invece una storia diversa. La candidata sostenuta da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si ferma al 44,46%, mentre Floriana Natale supera il 55%, raccogliendo più di 1000 voti di vantaggio (6.615 contro 5.296). Uno scarto ampio, costruito gradualmente e consolidato nel corso della campagna elettorale, che porta in maniera inevitabile a interrogarsi su ciò che è realmente accaduto nella città di San Pio.

Una prima risposta sta probabilmente nella composizione del voto del secondo turno. I consensi raccolti dai candidati esclusi dal ballottaggio sembrano essersi orientati in misura maggiore verso il centrodestra. Un travaso che, osservando il risultato finale, appare quasi lapalissiano. 
In più, a pesare potrebbe essere stata anche una diffusa insofferenza verso il Movimento 5 Stelle, ancora presente in una parte dell’elettorato sangiovannese dopo le esperienze amministrative degli anni passati. Un elemento apparentemente paradossale per una città che ha dato i natali a Giuseppe Conte e che pure, proprio negli ultimi anni, ha mostrato più volte una certa capacità di distinguere il giudizio sulle leadership nazionali da quello sulle dinamiche locali.

In questo quadro, Floriana Natale è riuscita a interpretare un ruolo molto diverso da quello della sua avversaria. La sua è stata una campagna fortemente radicata nel tessuto cittadino, costruita sul contatto diretto. Rossella Fini, al contrario, ha cercato di valorizzare la dimensione politica della sfida, contando anche sul sostegno dei principali riferimenti regionali e nazionali del centrosinistra. Una strategia che, alla luce del risultato, non sembra aver prodotto gli effetti sperati. Non è un caso che le prime letture del voto arrivino proprio da quei pochi esponenti del centrodestra nazionale che più hanno investito sulla candidatura di Natale. 

Anna Maria Fallucchi parla apertamente di un risultato destinato a superare i confini della Capitanata. Per il la senatrice di Fratelli d’Italia, infatti, “l’affermazione della candidata del centrodestra con oltre dieci punti di vantaggio rappresenta un evento politico di particolare rilevanza”, soprattutto perché arriva dopo le Regionali del 2025, quando il centrosinistra aveva ottenuto in città percentuali superiori all’80%.
È una considerazione che coglie uno degli aspetti più interessanti della vicenda. In pochi mesi il quadro politico locale si è praticamente ribaltato. Dove il centrosinistra sembrava aver consolidato una posizione dominante, il centrodestra riesce a costruire una proposta credibile e vincente, dimostrando una capacità di radicamento che fino a poco tempo fa appariva tutt’altro che scontata.

Anche l’on. Giandiego Gatta, tra i principali sponsor politici della candidatura, ha letto il risultato come il frutto di un lavoro territoriale lungo e paziente. Del resto il centrodestra sangiovannese ha scelto di giocare la partita soprattutto sul piano locale, puntando meno sulle figure nazionali e più sulla presenza costante di amministratori, dirigenti e rappresentanti del territorio. Una strategia che, alla fine, sembra aver pagato. Dentro questa storia c’è poi un altro elemento che inevitabilmente attirerà l’attenzione degli osservatori politici nelle prossime ore. Il nome è quello di Raffaele Piemontese.

San Giovanni Rotondo è stata per anni uno dei luoghi nei quali l’ex vicepresidente della Regione Puglia ha costruito una parte significativa del proprio consenso politico. Alle Regionali aveva ottenuto risultati significativi, contribuendo all’affermazione del centrosinistra in città. Per questo la sconfitta subita al ballottaggio assume inevitabilmente anche una dimensione che riguarda gli equilibri interni all’area progressista.
Non è sfuggito a molti, peraltro, il profilo relativamente basso mantenuto da Piemontese durante la fase decisiva della campagna elettorale. Una presenza meno marcata rispetto ad altre occasioni, almeno sul piano pubblico, che oggi viene letta da diversi osservatori come uno degli elementi da approfondire per comprendere fino in fondo quanto accaduto.

Comunque sia, le danze vere si aprono adesso. Se il voto consegna al centrodestra una vittoria dal peso politico enorme, consegna anche alla Natale una delle sfide amministrative più complesse degli ultimi anni. San Giovanni Rotondo attraversa una fase delicata, segnata dalle incertezze che ruotano attorno a Casa Sollievo della Sofferenza e non solo.  La campagna elettorale è finita e ha lasciato il posto  al tempo delle risposte: sarà la capacità di governare questa fase complessa a determinare il vero valore della vittoria. 
Per Floriana Natale, insomma, la parte più difficile inizia oggi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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