Tanti fondi pubblici per due progetti di valorizzazione turistica delle aree interne garganiche, ma con quali risultati? Sono talmente simili i nomi di Inside Gargano e Gargano Inside da provocare confusione tra gli stessi amministratori comunali cui si domanda che effetti abbiano finora riscontrati da tali interventi, finanziati dalla Regione con fondi comunitari. Il primo, Inside Gargano, è nato per realizzare “Interventi di valorizzazione turistica delle aree interne – Area Interna Gargano: accoglienza, valorizzazione e promozione”, nell’ambito della Strategia dell’Area Gargano a valere sulle risorse del PAC Puglia 2007/2013. Coinvolge i comuni di Cagnano Varano come capofila, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo (con gli attrattori Vieste e Rodi Garganico). “L’obiettivo del progetto è qualificare e potenziare l’offerta turistica, proponendo esperienze autentiche legate a natura, enogastronomia, tradizioni e socialità. Il progetto punta alla creazione di un brand forte e riconoscibile, supportato da un piano di comunicazione che prevede un sito web, campagne social, ufficio stampa, spot e video promozionali. Centrale sarà lo storytelling che racconterà i luoghi più suggestivi per incuriosire visitatori italiani e stranieri, oltre al coinvolgimento delle comunità locali attraverso azioni partecipative e iniziative innovative, come installazioni di video mapping ispirate alla storia e alla cultura del territorio”, è stato spiegato sul sito dedicato, realizzato dall’impresa aggiudicataria, la salernitana Ediguida srl di Bernardino Esposito, che dal 1988 opera in team al fianco di enti pubblici per sviluppare progetti nell’ambito della comunicazione, dell’organizzazione di eventi e dei servizi digitali. 

Sono trascorsi cinque anni da quando, a dicembre 2021, Mama International Business-Mib srl e Sviluppo Immobiliare Vallè srl di Aosta, aventi l’imprenditore sanseverese Maurizio de Martino come socio e amministratore, furono coinvolte in un’operazione di Procura di Roma e Guardia di Finanza su una presunta maxi truffa per i bonus edilizi del 110%, con richiesta di sequestro preventivo per oltre un miliardo di euro. L’inchiesta ipotizzava falsi crediti d'imposta collegati a interventi edilizi mai realizzati e a fatturazioni considerate fasulle. Da allora, sul fronte dell’inchiesta penale, de Martino attende ancora di capire se e quando ci sarà il rinvio a giudizio, ma la sua vicenda vede anche un contenzioso amministrativo, perché da quel 2021 gli è stato inibito totalmente dall’Agenzia delle entrate l’accesso alla Piattaforma cessione crediti. Come ci si difende se il funzionario pubblico non risponde? E’ questo il motivo che spinse nei mesi scorsi l’uomo, che detesta esser stato definito dalle cronache nazionali “mister miliardo”, ad adire il giudice amministrativo.

TAR e Consiglio di Stato
E’ andata male, però, sia in primo che in secondo grado, come rivelato su queste colonne un mese fa, all’indomani della pubblicazione della sentenza di appello da parte del Consiglio di Stato. Le due srl avevano presentato dapprima ricorso al TAR Puglia per ottenere l’annullamento: dei processi verbali di constatazione (PVC) emessi, rispettivamente, dai Nuclei PEF della Guardia di Finanza di Bari il 12 dicembre 2025 e di Foggia il 18 dicembre 2025, in merito all’accertamento nei confronti delle società in materia di crediti d’imposta per bonus edilizi ordinari; dell’avviso di annullamento catastale in autotutela emesso dall’Ufficio del Territorio – Agenzia delle Entrate di Foggia, con cui sono state annullate retroattivamente le denunce di accatastamento relative al complesso Baia San Felice situato a Vieste; della comunicazione di notizia di reato dell’Agenzia delle Entrate di Roma, inviata il 10 dicembre 2021 alla Procura della Repubblica di Roma, nonché il precedente atto materiale del blocco amministrativo del 2 dicembre 2021 della Piattaforma cessione crediti d’imposta delle ricorrenti.

Sarà rimasto deluso chi credeva che la seduta di Consiglio comunale di mercoledì scorso potesse fare luce, seppur tardivamente, sull’arrivo presso la Casa della Carità di un centinaio di richiedenti asilo che erano alloggiati presso il CARA di Borgo Mezzanone. Le comunicazioni rese dal Sindaco Domenico la Marca sono servite per buttare la palla in tribuna, come si dice in gergo calcistico, quando ha censurato “certi organi di informazione” – senza specificare chi di questi e per quali ragioni – e ha banalizzato la vicenda additando gli utenti dei social piuttosto che ammettendo che c’è stato un (grave) vuoto d’informazione. La seduta di Consiglio è stata accompagnata dalle proteste sempre più vigorose di una mezza dozzina di cittadini che sono entrati in Municipio con cartelloni che hanno srotolato una volta giunti davanti all’aula consiliare. Ben tre agenti di Polizia locale non sono stati in grado di arginare le urla, e il dibattito in aula ha dovuto subìre un’interruzione forzata di circa un quarto d’ora. La formula scelta dalla maggioranza di governo – la comunicazione del Sindaco – non prevede una vera discussione, bensì un intervento per ogni gruppo. Sono stati i consiglieri d’opposizione ad incalzare, ovviamente, da Ugo Galli a Vincenzo Di Staso, da Liliana Rinaldi a Libero Palumbo, da Massimiliano Ritucci a Gianluca Totaro e Antonio Tasso. Proprio quest’ultimo, consigliere di Sipontum, ha riferito che vuole vederci chiaro sull’aggiudicazione intervenuta a favore della società Alcantara Service, che gestisce l’accoglienza della settantina di immigrati spostati dal CARA di Borgo Mezzanone. O meglio, come emerso già una decina di giorni fa, bisogna saperne di più su quale solidità possa mai rappresentare una società che ha un capitale sociale di 1.000 euro e un utile netto di circa 10.000 euro. L’inchiesta che si sta sviluppando su queste colonne al riguardo di Alcantara Service si arricchisce comunque di ulteriori dettagli acquisiti da l’Attacco, per quanto la discussione “frenata” in Consiglio comunale non abbia offerto spunti. Un immobile che consta di 7 vetrine e “non passa inosservato: inserito in un contesto ad altissimo flusso veicolare e pedonale, rappresenta la soluzione ideale per chi cerca visibilità assoluta e forte impatto commerciale” e “a completare la proprietà un ampio piano seminterrato collegato da scala interna, composto da tre vani, oltre due ripostigli, bagno e antibagno”. Sono due passaggi della descrizione fornita da un’agenzia immobiliare salentina circa un immobile sito in via Oberdan 57, a Lecce, che è in vendita a 450.000 euro. Oppure può anche essere locato per 3.000 euro al mese e 3 mensilità come deposito cauzionale. Perché interessarsi ad un immobile sito a Lecce? Perché a quell’indirizzo risulta, invece, la sede legale di Alcantara Service: società a responsabilità limitata. 

I lavoratori a contratto – cioè chi ha prestato la propria opera per un periodo di tempo determinato – che sono stati utilizzati durante le operazioni di bonifica seguite allo scoppio della colonna d’arsenico nel 1976 hanno perso 5 anni di vita rispetto ai loro colleghi ugualmente esposti. Per giunta, chi di loro era residente a Manfredonia aveva un tasso di mortalità più alto di chi, invece, lo era in un altro dei centri garganici da cui provenivano i 1.772 lavoratori considerati nell’analisi. I tassi di mortalità per neoplasie del polmone e per neoplasie degli organi respiratori e intratoracici tra i lavoratori residenti a Manfredonia, infatti, erano già stati appurati come più alti rispetto ai tassi osservati tra i residenti altrove. La differenza è che in questo ultimo studio anche i lavoratori a contratto e i lavoratori non precedentemente reclutati hanno mostrato un aumento del tasso di cancro al polmone rispetto ai lavoratori dell'area plastica.

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