Sette vetrine e un seminterrato: l’immobile di via Oberdan 57 che figura come sede legale della società Alcantara

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Sarà rimasto deluso chi credeva che la seduta di Consiglio comunale di mercoledì scorso potesse fare luce, seppur tardivamente, sull’arrivo presso la Casa della Carità di un centinaio di richiedenti asilo che erano alloggiati presso il CARA di Borgo Mezzanone. Le comunicazioni rese dal Sindaco Domenico la Marca sono servite per buttare la palla in tribuna, come si dice in gergo calcistico, quando ha censurato “certi organi di informazione” – senza specificare chi di questi e per quali ragioni – e ha banalizzato la vicenda additando gli utenti dei social piuttosto che ammettendo che c’è stato un (grave) vuoto d’informazione. La seduta di Consiglio è stata accompagnata dalle proteste sempre più vigorose di una mezza dozzina di cittadini che sono entrati in Municipio con cartelloni che hanno srotolato una volta giunti davanti all’aula consiliare. Ben tre agenti di Polizia locale non sono stati in grado di arginare le urla, e il dibattito in aula ha dovuto subìre un’interruzione forzata di circa un quarto d’ora. La formula scelta dalla maggioranza di governo – la comunicazione del Sindaco – non prevede una vera discussione, bensì un intervento per ogni gruppo. Sono stati i consiglieri d’opposizione ad incalzare, ovviamente, da Ugo Galli a Vincenzo Di Staso, da Liliana Rinaldi a Libero Palumbo, da Massimiliano Ritucci a Gianluca Totaro e Antonio Tasso. Proprio quest’ultimo, consigliere di Sipontum, ha riferito che vuole vederci chiaro sull’aggiudicazione intervenuta a favore della società Alcantara Service, che gestisce l’accoglienza della settantina di immigrati spostati dal CARA di Borgo Mezzanone. O meglio, come emerso già una decina di giorni fa, bisogna saperne di più su quale solidità possa mai rappresentare una società che ha un capitale sociale di 1.000 euro e un utile netto di circa 10.000 euro. L’inchiesta che si sta sviluppando su queste colonne al riguardo di Alcantara Service si arricchisce comunque di ulteriori dettagli acquisiti da l’Attacco, per quanto la discussione “frenata” in Consiglio comunale non abbia offerto spunti. Un immobile che consta di 7 vetrine e “non passa inosservato: inserito in un contesto ad altissimo flusso veicolare e pedonale, rappresenta la soluzione ideale per chi cerca visibilità assoluta e forte impatto commerciale” e “a completare la proprietà un ampio piano seminterrato collegato da scala interna, composto da tre vani, oltre due ripostigli, bagno e antibagno”. Sono due passaggi della descrizione fornita da un’agenzia immobiliare salentina circa un immobile sito in via Oberdan 57, a Lecce, che è in vendita a 450.000 euro. Oppure può anche essere locato per 3.000 euro al mese e 3 mensilità come deposito cauzionale. Perché interessarsi ad un immobile sito a Lecce? Perché a quell’indirizzo risulta, invece, la sede legale di Alcantara Service: società a responsabilità limitata. 

L’atto costitutivo risale al 25 maggio 2017 e una settimana dopo, l’1 giugno 2017, avviene l’iscrizione presso la Camera di Commercio di Lecce. Come già appurato, l’amministratrice unica (a tempo indeterminato) e rappresentante legale dell’impresa è la socia unica Ana Ironelys Alcantara Corporan, nata nella Repubblica Dominicana ma con cittadinanza italiana. 

Il suo domicilio lascia domande senza risposta, dal momento che il luogo indicato è la SP Salve-Ugento, a Presicce - in provincia di Lecce -, ma non c’è alcun civico o un qualche dato che chiarisca in quale tratto della provinciale risiede la signora Alcantara.
 
Da visura camerale, emerge che il capitale sociale ammonta a soli 1.000 euro e che la sua amministratrice ha i più ampi poteri per la gestione sia ordinaria e sia straordinaria “senza alcuna eccezione” e, quindi, ha facoltà “di compiere tutti gli atti che ritiene opportuni”.

La fotografia al 31 dicembre scorso mostra che, nel primo trimestre, i dipendenti erano 22. Sono saliti a 25 nel trimestre successivo e sono rimasti tanti anche tra luglio e settembre 2025, per poi raggiungere il numero di 35 nell’ultimo trimestre dell’anno. La proporzione tra contratti a tempo determinato e contratti a tempo indeterminato – quasi tutti a tempo pieno - varia nel tempo. Inizialmente erano distribuiti equamente ma, tra aprile e giugno, prevalgono i primi. Vengono praticamente riequilibrati nel trimestre successivo e il 2025 si conclude con il 63% dei dipendenti che sono assunti a tempo determinato.

Come era stato già scritto su queste colonne, la società Alcantara Service ha aperto – l’1 ottobre scorso - una struttura anche a Canosa di Puglia: si tratta dell’hotel Queen Victoria, un’attività ricettiva da utilizzare come CAS. L’affidamento diretto è stato disposto dalla Prefettura di Barletta-Andria-Trani e, tra i servizi offerti, sono previsti lo sporzionamento e la somministrazione di pasti preparati da terzi autorizzati.

Le altre sedi in cui opera sono 5 strutture di San Giovanni Rotondo: hotel San Matteo, aperto il 26 aprile 2021; hotel Zipeto, aperto invece il 29 agosto 2023; hotel Vaticano, entrato in funzione il 14 settembre 2023; hotel Carriera, la cui apertura è del 18 ottobre 2023: hotel Tulipano, che è il più recente della serie nella città di San Pio, dal momento che è stato aperto il primo aprile 2025.

Il più recente di tutti resta il CAS aperto presso la Casa della Carità di Manfredonia che, stando alle informazioni raccolte, vede in Pierfrancesco Mirarchi il suo direttore. L’ex Sindaco della città calabrese di Isca sullo Ionio – di cui l’Attacco ne ha approfondito la figura nei giorni scorsi - dirige anche i CAS a San Giovanni Rotondo. E, come era stato nel 2024, risulta candidato anche per le prossime elezioni amministrative nel centrodestra a sostegno di Floriana Natale.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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