Inside Gargano: l’operazione da 738mila per la promozione del territorio è valsa tutti quei fondi pubblici?

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Tanti fondi pubblici per due progetti di valorizzazione turistica delle aree interne garganiche, ma con quali risultati? Sono talmente simili i nomi di Inside Gargano e Gargano Inside da provocare confusione tra gli stessi amministratori comunali cui si domanda che effetti abbiano finora riscontrati da tali interventi, finanziati dalla Regione con fondi comunitari. Il primo, Inside Gargano, è nato per realizzare “Interventi di valorizzazione turistica delle aree interne – Area Interna Gargano: accoglienza, valorizzazione e promozione”, nell’ambito della Strategia dell’Area Gargano a valere sulle risorse del PAC Puglia 2007/2013. Coinvolge i comuni di Cagnano Varano come capofila, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo (con gli attrattori Vieste e Rodi Garganico). “L’obiettivo del progetto è qualificare e potenziare l’offerta turistica, proponendo esperienze autentiche legate a natura, enogastronomia, tradizioni e socialità. Il progetto punta alla creazione di un brand forte e riconoscibile, supportato da un piano di comunicazione che prevede un sito web, campagne social, ufficio stampa, spot e video promozionali. Centrale sarà lo storytelling che racconterà i luoghi più suggestivi per incuriosire visitatori italiani e stranieri, oltre al coinvolgimento delle comunità locali attraverso azioni partecipative e iniziative innovative, come installazioni di video mapping ispirate alla storia e alla cultura del territorio”, è stato spiegato sul sito dedicato, realizzato dall’impresa aggiudicataria, la salernitana Ediguida srl di Bernardino Esposito, che dal 1988 opera in team al fianco di enti pubblici per sviluppare progetti nell’ambito della comunicazione, dell’organizzazione di eventi e dei servizi digitali. 

Una srl molto attiva nel settore dei bandi pubblici, che da tempo collabora con l’impresa salernitana InCoerenze di Elena Salzano, che a febbraio scorso presentò Inside Gargano alla BIT (Borsa internazionale del turismo) di Milano.

Natale 2025

A fine 2025 si è visto “Inside Gargano, viaggio nel cuore della Puglia”, un progetto che dal 6 dicembre fino al 14 dicembre avrebbe dovuto “trasformare piazze e borghi in un percorso visivo immersivo tra arte digitale, identità e territorio”, in un “viaggio emozionante che attraversa i comuni di Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Monte Sant’Angelo e Vico del Gargano, trasformati in scenografie a cielo aperto attraverso spettacoli di videomapping e narrazioni multimediali capaci di illuminare storia, tradizioni e spiritualità del territorio”. Il calendario degli eventi si aprì a Vico del Gargano, dove Largo San Domenico ospitò due sessioni di proiezione; poi a Carpino, in piazza del Popolo, con uno spettacolo in programma.

La rassegna raggiunse in seguito piazza Giannone a Cagnano Varano e piazza de’ Galganis a Monte Sant’Angelo, per concludersi a Ischitella, in piazza Cesare Battisti, con l’ultima proiezione. Ci furono ulteriori momenti di promozione con due appuntamenti: l’8 dicembre le proiezioni a Vieste, dove ad illuminarsi fu il corso Lorenzo Fazzini; l’11 dicembre a Rodi Garganico, con via Lenoci a fare da scenografia alle installazioni luminose. “Altre azioni sono state implementate all’interno dell’attività strategica del progetto, a partire dalla creazione di un brand identitario comune capace di rappresentare in modo i comuni coinvolti e di rafforzarne la riconoscibilità all’interno dell’offerta culturale e turistica del territorio. A questo si affianca la realizzazione di un portale digitale di promozione, integrato con canali social dedicati, che funge da hub informativo e narrativo del progetto”, puntualizzano ancora da Inside Gargano. “Uno spazio in cui valorizzare contenuti, storie, eventi e aggiornamenti, favorendo la diffusione del messaggio a un pubblico più ampio. Inoltre, attraverso Inside Gargano Academy sono stati coinvolti attivamente gli operatori locali attraverso un percorso formativo strutturato, articolato in appuntamenti online che hanno offerto strumenti, competenze e visioni innovative per valorizzare in modo efficace il territorio. Questo percorso ha portato alla realizzazione di project work, espressione delle idee e delle capacità progettuali degli stessi operatori, che saranno presentati nelle prossime settimane come testimonianza concreta dell’impatto formativo generato”.

Promosso nell’ambito della Strategia dell’Area vasta garganica con il sostegno della Regione Puglia e dell’Unione Europea, Inside Gargano è insomma nato con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso una forma di narrazione innovativa, in grado di unire comunità e visitatori in un’unica esperienza immersiva. Il progetto racconta il Gargano attraverso la luce e trasforma le sue piazze in momenti di incontro, immagine e memoria condivisa. Ad occuparsene è stato principalmente il Comune di Cagnano Varano. “Come Area Interna Gargano siamo davvero felici di portare avanti questo progetto. Inside Gargano è un modo nuovo per raccontare chi siamo: i nostri paesi, le nostre piazze, la nostra storia”, disse lo scorso anno Michele Coccia, assessore delegato Area Interna Gargano del Comune capofila Cagnano Varano. “Ogni tappa è un piccolo momento di magia che ci permette di vedere i nostri luoghi con occhi diversi e di sentirci parte di qualcosa di più grande. Lavorare insieme, come territorio, è la forza di questa iniziativa: unire energie, idee e comunità per valorizzare il Gargano dall’interno, partendo proprio da ciò che viviamo ogni giorno e condividendo l’orgoglio di essere parte di questa terra che continua a sorprendere”.

Gli interrogativi

Ma oggi, dopo i primi mesi di attività, c’è chi contesta un divario evidente tra quanto era previsto dal capitolato di gara e quello che invece è stato finora realizzato, parlando di “un progetto da 600mila euro che prometteva il videomapping del futuro e invece consegna più ombre che luci”. “Doveva essere il grande racconto immersivo del Gargano interno: sette comuni, facciate monumentali trasformate in schermi narrativi, contenuti originali adattati a ogni edificio, tecnologie di ultima generazione, sound design, motion graphics 3D, percorsi di visita, performance, promozione nazionale”, spiegano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Il capitolato parlava chiaro: per ciascun edificio andava creato un pacchetto di contenuti originali, “adattato su misura delle strutture architetturali 3D” di ogni località, dentro un vero e proprio “macro-evento” da tenere in loop per almeno due ore, nei comuni di Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo, Vieste e Rodi Garganico”.

L’offerta di Ediguida srl, poi vincitrice con un ribasso del 18,8% e un importo netto di 599.681,97 euro, alzava ancora di più l’asticella: spettacoli personalizzati per ciascuna location, artisti nazionali, contributi originali, performance musicali e coreografie, realtà aumentata, tecniche grafiche avanzate, mediaserver, software MadMapper, proiettori Optoma, audio L-Acoustics, luci laser. E poi un secondo strato, enorme, di “migliorie”: 7 corti con testimonial, 7 eventi phygital con live streaming, campagna stampa con giornalista RAI/ANSA, conferenza stampa, road show, 7 passeggiate patrimoniali, Web App, 7 esperienze interattive, 5 sale immersive, 5 video-guide, 7 kit pronto-evento, 5 podcast, uno show-reel, un vademecum, un report finale, street art, 21 pannelli fotografici, press tour e promozione a eventi di settore. Tutto nero su bianco, con quantità e output precisi.  

“Il problema è la distanza tra ciò che è stato chiesto, ciò che è stato promesso e ciò che sul territorio risulta concretamente verificabile”, continuano tali fonti. “Perché, se il capitolato pretendeva un videomapping narrativo, calibrato facciata per facciata, e l’offerta Ediguida parlava di spettacoli “personalizzati” e tecnicamente sofisticati, la domanda oggi è brutale: dov’è tutto questo? Dov’è il videomapping customizzato per i sette comuni? Dove sono le cinque sale immersive “da lasciare sul territorio”? Dove sono i 21 pannelli fotografici, i podcast, le video-guide, i road show, l’app, i press tour, lo sportello fisico? A fronte di una montagna di promesse, la loro realizzazione diventa invece una sequenza minimale di attività soppresse”.

Da decisore a controllore

C’è poi la figura più delicata dell’intera operazione: l’avvocato Pietro Rossi, dapprima presidente della commissione giudicatrice della gara. Lo dice la determina di nomina: prima come commissario designato e poi espressamente come presidente della commissione. È lui, dunque, che conosce in profondità la richiesta della stazione appaltante, i criteri di valutazione, i contenuti dell’offerta di Ediguida e il peso delle migliorie che spinsero il punteggio tecnico. Ma Rossi, successivamente, divenne DEC, ovvero direttore dell’esecuzione del contratto. La successiva documentazione comunale lo conferma sia nella nomina sia nella liquidazione degli incentivi tecnici per l’attività di DEC.

Fu Rossi, in quanto DEC, a firmare il certificato di regolare esecuzione del 15 dicembre 2025. In quel documento si legge che la prestazione resa da Ediguida “corrisponde alle previsioni del capitolato e del contratto” e che, per il DEC, c’è “nulla da rilevare”. “Insomma, da decisore a controllore”, dicono alcuni addetti ai lavori. “Chi ha concorso a valutare l’offerta vincente è lo stesso che, a valle, certifica che quella stessa offerta è stata eseguita in modo regolare. Se davvero esistono - come dicono i documenti di gara - differenze macroscopiche tra le richieste della committenza, l’offerta faraonica di Ediguida e ciò che è stato visto nei singoli comuni, allora la domanda si fa inevitabile: come si può scrivere “nulla da rilevare”? E qui il territorio parla più dei timbri. Perché questa non è una vicenda da risolvere soltanto tra carte e uffici. Se qualcuno volesse capire cosa è stato davvero realizzato, dovrebbe semplicemente chiedere ai comuni interessati: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo, Vieste, Rodi Garganico. E, per la parte promozionale collegata al sistema di fruizione, anche Capoiale, lago di Varano, Peschici e San Giovanni Rotondo, che nelle carte compaiono tra le località coinvolte nella promozione territoriale e nelle affissioni. Che cosa hanno visto realmente? Un videomapping diverso per ciascun comune o una videoproiezione sostanzialmente replicata? Hanno mai avuto sale immersive, press tour, pannelli fotografici, app, podcast, road show, kit espositivi? Le risposte a queste domande valgono più di qualsiasi conferenza stampa”.

InCoerenze

Poi c’è il capitolo InCoerenze. A dicembre 2025, il Comune decise di utilizzare le economie di gara derivanti dal ribasso d’asta per un intervento integrativo “orientato alla valorizzazione, promozione e accoglienza territoriale” e procedette con affidamento diretto, senza consultazione plurima, a InCoerenze srl, per 137.900 euro, attraverso una trattativa su MePA. L’amministratrice unica e socia unica al 100% è Elena Salzano, la quale però non è estranea alla “gara madre”: nel fascicolo dei CV allegati all’offerta Ediguida l’imprenditrice figura come CV02 – Art Director/Event Manager, con un ruolo apicale nel gruppo di lavoro dichiarato in gara. E nel suo stesso curriculum si legge che con l’impresa InCoerenze ha certificato attività di organizzazione eventi, relazioni pubbliche, prodotti audiovisivi e campagne promo-pubblicitarie.

“Dunque la gara principale è stata vinta da Ediguida; il progetto è stato poi controllato e certificato regolare da chi ne aveva già presieduto la valutazione; il ribasso della stessa gara è stato infine riutilizzato per un affidamento diretto a una impresa guidata da una professionista già inserita nella squadra di Ediguida. È un intreccio che, quanto meno, merita domande serie”.

Le competenze

Infine i curriculum vitae. L’offerta Ediguida ha puntato molto sulla forza del proprio gruppo di lavoro: professionalità multidisciplinari, esperienza ventennale, qualifiche alte, ruoli distinti. “Anche questo è un tassello importante, perché il capitale umano dichiarato incide sulla percezione di affidabilità dell’offerta. Ma qui si apre un altro interrogativo: quanti di quei profili sono stati davvero impiegati e con quale funzione concreta? E, soprattutto, il progetto effettivamente visto sul territorio è compatibile con il livello di complessità evocato da quel parco di competenze?”, sono le altre domande poste. “Alla fine, l’affaire Cagnano mette in fila un copione che dovrebbe interessare non solo i lettori, ma anche chi ha il compito di vigilare sulla spesa pubblica. Un capitolato che chiede contenuti originali e personalizzati per ogni comune. Un’offerta che promette quasi tutto: spettacolo, tecnologia, marketing, streaming, installazioni, eventi permanenti. Una realizzazione che, a detta di chi ha seguito gli eventi e dei riscontri fin qui raccolti, appare molto più povera. Un controllore che è stato anche decisore. Un ribasso che diventa nuovo affidamento diretto a una società collegata a una figura del gruppo di lavoro della vincitrice. E una domanda finale, semplice quanto imbarazzante: se tutto questo corrisponde davvero al capitolato e al contratto, allora cos’è, oggi, una difformità?”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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