Inside Gargano, pareri opposti tra sindaci. Di Pumpo: “Da riproporre”, d’Anelli: “Mediocre proiezione”

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Il sindaco uscente del Comune capofila Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, si dichiara soddisfatto di quanto finora prodotto da Inside Gargano. “La prima fase ha registrato buoni risultati”, afferma a l’Attacco mentre è in corsa per la riconferma, atteso dalle elezioni comunali del 24-25 maggio. “Sicuramente è un progetto che va riproposto e inserito in altri contesti. Otterrà l’esito che ci aspettavamo. Ci ha aiutati molto nella promozione turistica e nella conoscenza del nostro territorio all’esterno. Non incide tanto sulle dinamiche territoriali quanto piuttosto su quelle esterne”. Se si domanda a Di Pumpo quale riscontro abbia ricevuto dai Comuni limitrofi, coinvolti nel progetto, non ha dubbi: “Gli altri sindaci sono tutti della stessa mia opinione. Inside Gargano va riproposto e riprogrammato, come ogni cosa si notano delle piccole mancanze che possono essere superate nel prosieguo delle attività”. A Rodi Garganico sono però di parere opposto. 

È netto e diretto, come nel suo consueto stile, il sindaco Carmine d'Anelli. “Lo scorso anno, nel periodo di Natale, vennero a Rodi alcune persone per proiettare immagini vicino alla parete est della sede municipale. Si vedevano malissimo, non erano immagini nitide. Non sapevo neanche chi fossero perché con me non aveva parlato nessuno di loro e non c'era peraltro nessuno a guardare quella proiezione. Chiesi chi fossero e che cosa stessero facendo”, continua d'Anelli.

Poteva essere definita un videomapping di livello? “Fu una proiezione davvero mediocre, forse perché era sbagliato il posto scelto. Bisognava evidentemente arrivare prima, fare un sopralluogo e scegliere un luogo idoneo. Di sicuro per il comune di Rodi i benefici sono stati pari a zero. Non voglio buttare la croce addosso a questa gente. Se hanno avuto finanziamenti pubblici hanno certamente realizzato qualcosa nei vari Comuni, ma o fanno attività migliori oppure se le possono risparmiare del tutto. Quella proiezione fu fatta in modo estremamente approssimativo, se io realizzo un prodotto mi devo preoccupare che sia quantomeno presentabile. Se, come presidente della Città Gargano, presentassi un prodotto mediocre agli altri sindaci costoro mi direbbero che è una porcheria. Purtroppo spesso i soldi pubblici si perdono in mille rivoli ed iniziative fatte senza esperienza, professionalità e senza garanzia di risultato. Non entro nei meriti di ciò che viene fatto dai miei colleghi sindaci, ma so che se fossero venuti da me chiedendomi di essere il soggetto capofila di un'iniziativa di questo tipo io avrei preteso prima di vedere il progetto, periodo, modalità, etc. Se non la vede nessuno che senso ha una videoproiezione? Se la potevano risparmiare”, conclude d'Anelli.

Non intende, invece, muovere critiche Porzia Pinto, vicesindaca di Vico del Gargano, con delega al turismo. “Si è parlato finalmente di territorio promuovendolo come un'unica area, quella interna del Gargano”, afferma a l’Attacco. “Non è nel mio stile denigrare quello che è stato fatto da un altro Comune. E’, del resto, molto difficile anche soltanto condividere un progetto quando non c'è una regia ben salda. Rispetto alla promozione del territorio si poteva e si può sempre fare di meglio, ma il solo fatto che se ne sia parlato sui social, che ci siano state proiezioni nei vari comuni e che siamo stati rappresentati come un unico territorio è per me importante. Non è facile raggiungere i risultati sperati”, osserva Pinto. Ci sarà un futuro per Inside Gargano? “Il punto credo sia se arriveranno altri fondi da parte della Regione, coi quali puntare ai nuovi obiettivi. Noi, come Comune di Vico del Gargano, abbiamo candidato un altro progetto, quello del taxi sociale, che aspettiamo di vedere partire e che è fondamentale per il welfare”.

“Confermo che le videoproiezioni ci sono state, chiamarlo videomapping però mi sembra esagerato”, dice a l’Attacco da Ischitella Michele Falco, esperto di turismo. “Confermo pure che sono state realizzate e consegnate delle mappe cartacee, c’è qualcosa dentro il Comune di Ischitella”, continua, “così come è stato svolto un corso online per operatori turistici con docenti della Campania, a mio avviso inutile. Ma per il resto non ho visto nulla. Per dare un commento più preciso dovrei conoscere tutto il progetto, certamente si poteva fare di meglio. Rispetto ai risultati vedremo nel tempo cosa accadrà”.

Falco segnala infine segnala la somiglianza ingannevole tra le pagine Facebook dei progetti Inside Gargano e Gargano Inside: “Li conosco poco, so che sono stati finanziati entrambi coi fondi delle Aree interne. Non ho capito la differenza tra i due progetti, sono state fatte diverse iniziative che secondo me non hanno funzionato bene finora”.

“Al netto delle buone intenzioni, l’impressione è che anche questa iniziativa abbia prodotto risultati piuttosto limitati per il territorio, inserendosi in un modello già visto di interventi legati alla promozione e alla comunicazione pubblica che spesso comportano costi rilevanti senza generare benefici concreti e facilmente misurabili”, sottolinea a l’Attacco il viestano Diego Romano, esperto di turismo e operatore del settore, fondatore di datatrip.it, start-up che si occupa di analisi dati e AI in ambito turistico. Suo è il portale Turismovieste.it, che è riuscito a fare di gran lunga meglio del sito realizzato dal Comune di Vieste (Viesteturismo.it). “Nel frattempo, sul territorio operano già numerosi professionisti e realtà che si occupano di promozione in modo continuativo, spesso con progetti autofinanziati e con risorse limitate, riuscendo a ottenere risultati significativi, anche in termini di dati e performance. Per questo motivo, più che aumentare ulteriormente gli investimenti in comunicazione, forse sarebbe utile aprire una riflessione sull’efficacia complessiva di queste azioni e sulla possibilità di destinare maggiori risorse a interventi strutturali”, continua Romano.

“Accessibilità, trasporti e infrastrutture continuano infatti a rappresentare uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo turistico. Senza un miglioramento su questi aspetti, il rischio è che anche le migliori campagne di promozione fatichino a tradursi in benefici concreti per il territorio. Purtroppo non mi stupisco più: lavorando nel settore noto come quasi sempre i progetti pubblici non funzionano. Qualcosa di più decente è stato fatto da professionisti locale, che qualche risultato lo portano a casa anche solo, banalmente, per non sfigurare. Ma nel caso dei progetti più grandi e pubblici non ho mai visto risultati decenti rispetto ai budget”, conclude il viestano.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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