E’ scattata l’ordinanza di demolizione di opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi emessa dall’ufficio tecnico del Comune di Troia che risultano di proprietà di Leonardina Pillo, meglio nota in paese come Dina, peraltro consigliera comunale di opposizione.
Sotto la lente di ingrandimento dei tecnici ci è finito un capannone realizzato, secondo il Comune, senza autorizzazione, in prosecuzione di un deposito autorizzato con Permesso a Costruire n.41 del 6 luglio 2006, realizzato secondo le immagini reperite da Street View negli anni 2021 o precedenti; un manufatto in tufo e mattoni, adibito a pollaio, di circa 20 mq, realizzato, secondo le immagini reperite da ortofoto, negli anni 2006 o precedente.
L’ordinanza risale allo scorso giugno e impone a Pillo di effettuare la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dalla data di notifica del provvedimento. La mancata ottemperanza di quanto prescritto dall'ordinanza, implica che il bene, l'area su cui è costruito e le pertinenze saranno acquisite, gratuitamente, dal Comune di Troia che provvederà alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi con spese a carico della signora Leonardina Pillo.
L'inottemperanza all'ordine di demolizione prevede anche una sanzione pecuniaria (da 2 mila a 20 mila euro). Avverso l'ordinanza è ammesso il ricorso al Tar. La vicenda prende le mosse da una richiesta della proprietaria di autorizzazione allo scarico per acque reflue domestiche e per l'immobile sito in agro di Troia in contrada Tavernazza, a seguito della quale l'ufficio tecnico ha effettuato verifiche dei titoli abilitativi negli archivi comunali degli immobili.
Verifiche che avrebbero rivelato la presenza di un capannone per il quale, negli archivi in questione, non risulterebbero titoli abilitativi, né i proprietari, su richiesta dell'ufficio tecnico avrebbero prodotto note di riscontro tali da non far pensare a manufatti non abusivi, secondo quanto emerge dai documenti ufficiali visionati da l’Attacco.
La proprietà avrebbe, a seguito delle comunicazioni in arrivo dal Comune, tra le altre cose, inoltrato richiesta di permesso di costruire in sanatoria per il cambio di destinazione d'uso del sottotetto esistente da non abitabile ad abitabile con opere e successivo frazionamento nell'ambito del fabbricato; la realizzazione di un modesto manufatto e di un modesto fabbricato aggiuntivi alla pertinenza.
Richiesta rigettata dall'ufficio tecnico in quanto “il frazionamento eseguito senza titolo edilizio non può essere autorizzato poiché contrario alle vigenti norme del Pug che, nelle zone E vieta lottizzazioni a scopo edilizio ed edificazioni residenziali di tipo condominiale;
richiede la necessità di un lotto minimo di 10 mila mq per ogni immobile ad uso abitativo da insediarsi in zona agricola, diversamente da quanto dichiarato nella richiesta di sanatoria l'abuso dei due manufatti non può risalire al 2008 poiché già presente in alcune ortofoto del 2006”. In più, per l'ufficio tecnico, l'istanza formulata non avrebbe, così come è stata presentata, consentito un'adeguata istruttoria.
E così l’ordinanza di demolizione resta in piedi e riguarderà il manufatto dalle dimensioni in pianta di circa 10 m per 5,5 m con un'altezza compresa tra un minimo di 4m circa ed un massimo di 4,5 m circa. Ma la vicenda ha avuto ulteriori risvolti, sempre relativi ad un consigliere di opposizione a Troia, nella sua veste professionale di ingegnere. La richiesta di permesso di costruire in sanatoria presentata da Pillo era firmata da Antonio Berardi, iscritto all'Ordine di Foggia, sezione A. settore b, ovvero ingegneria industriale.
In via generale la norma prevede che il professionista iscritto in un settore non possa esercitare le competenze di natura riservata attribuite agli iscritti ad uno o più altri settori della stessa sezione, ferma restando la possibilità di iscrizione a più settori della stessa sezione, previo superamento del relativo esame di Stato.
Alla luce di ciò, rivelano fonti interne all’amministrazione, l'ufficio tecnico del Comune di Troia avrebbe inviato una serie comunicazioni a tutti i cittadini e proprietari di immobili che hanno presentato atti relativi a iter edilizi (Cila, Scia, bonus e superbonus, etc.) firmati dell'ingegnere industriale Antonio Berardi per eventuali chiarimenti utili a dirimere dubbi e perplessità.
Fin qui gli elementi (o almeno una parte di essi) che risultano dalle carte ma ci sarebbe tutta un’altra narrazione che proviene dai diretti interessati. Per ciò che riguarda ad esempio Berardi, trapela che l’ingegnere avrebbe già adito le vie idonee a far valere le proprie ragioni, in forza anche di una precisa giurisprudenza espressasi in casi simili in cui la differenza di specializzazione non sarebbe risultata rilevante e che dovrebbe confermare la regolarità del suo operato.
A supporto di questa tesi ci sarebbe anche una normativa grazie alla quale proprio in questi giorni starebbero arrivando le prime conferme dagli organi competenti. “Si tratta di una costruzione degli anni ‘80 all’epoca in cui non eravamo proprietari né io, né mio fratello – ha tenuto a precisare Dina Pillo, raggiunta telefonicamente da l’Attacco -. Non sapevo, non sapevamo di alcun abuso ma appena saputo, e si trattava di un pollaio in campagna, ci siamo adoperati per sanarlo”.
Basterà un semplice intervento del notaio, già incaricato peraltro, per procedere all’asseveramento, rassicura la consigliera.
“Non ho nulla da rimproverarmi o di cui rispondere ad altri organi – ha aggiunto la consigliera -. Trattasi di una meschina e bassa strumentalizzazione politica che getta ombre sul livello sempre più basso del dibattito politico senza esclusione di colpi. Mi piacerebbe sapere quanti abusi di questo genere si sono perpetrati in campagna e quanti si sono perseguiti. Mi chiedo perché queste segnalazioni non abbiano un mittente con nomi e cognomi”.
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