C'è chi l'ha chiamata "svolta", chi "passo avanti" ma pure chi esprime forti perplessità, confermando che la definizione della questione è ancora complessa. Fatto sta che per i lavori, con le relative aperture e chiusure periodiche della galleria Passo del Lupo, lunedì pomeriggio a Palazzo Dogana è venuto fuori una sorta di accordo tra Anas e i Sindaci del territorio che però è ancora tutto da verificare nella sua fattibilità. In buona sostanza, dall'incontro promosso dai senatori Anna Maria Fallucchi per la Puglia e Mimmo Matera per la Campania, è stato concordato che dal 2025 non verranno effettuate più chiusure se prima non sarà realizzato un percorso alternativo, in realtà ancora tutto da individuare tra i due materialmente possibili: uno di circa 900 metri che corre quasi parallelo al tunnel con sbocco sulla provinciale nel territorio di Volturino e caratterizzato da terreni in buona parte da espropriare e un altro di una distanza quasi doppia ma da ricavare su una strada comunale di Volturara. Per entrambe le opzioni c'è da approfondire una lunga serie di questioni tecniche, procedurali e pure finanziarie.
Qualche risposta più concreta dovrebbe tuttavia arrivare mercoledì prossimo da un tavolo specifico già convocato al Comune di Volturino con gli ingegneri di Anas e i rappresentanti delle comunità immediatamente vicine al traforo che collega praticamente Puglia, Molise e Campania. Ci saranno la padrona di casa, Giovanna Santacroce, assieme ai colleghi di Volturara, Vincenzo Zibisco, e San Bartolomeo in Galdo, nel Beneventano, Carmine Agostinelli. Questi ultimi due sono stati tra i più attivi negli ultimi tempi nel portare avanti le istanze delle popolazioni alle prese con problemi e disagi dovuti alla prolungata interdizione di un passaggio fondamentale per l'economia e la vita sociale di un vasto territorio.
“Finalmente abbiamo avuto risposte sulle intenzioni di Anas – ha detto il campano – specie sul punto fermo di non operare altre chiusure nel 2025 se prima non verrà realizzata una bretella che chiedevamo da tempo. Un impegno importante per il quale va ringraziato il responsabile regionale della Puglia, Vincenzo Marzi. La mobilitazione di tutti in questi mesi, Sindaci, parlamentari e consiglieri regionali, ha creato i presupposti per arrivare a una decisione che ci soddisfa”.
“Finora con le chiusure alternate abbiamo gestito la situazione con buon senso – ha riferito Zibisco – ma pensare di chiudere per circa due anni consecutivi con la soluzione dell’appalto unico non è ammissibile senza avere un percorso diverso, anche per i tir, perché quando passano nei centri abitati sono un pericolo e ormai i conducenti non temono nemmeno l’eventuale multa. La pagano e vanno avanti”.
In aggiunta a tutto, è emersa invece la proposta del collega di San Marco la Catola, Luigi Piacquadio, di istituire un senso unico alternato per i mezzi pesanti sulle Provinciali tra il suo comune e quello di Volturara, “ma la situazione deve essere prese in mano dall’ente Provincia – ha detto – chiamata a fare una valutazione e soprattutto ad adottare i dovuti accorgimenti su viabilità e sicurezza. Noi comunque abbiamo dato disponibilità. L’unica cosa certa, invece, è che due anni consecutivi di chiusura non sono sostenibili senza una reale alternativa stradale”.
Intanto Anas va avanti nell'ultimo lotto di interventi di messa in sicurezza con l'apposizione delle cosiddette centine metalliche sotto il soffitto, e ieri mattina (seppur con un giorno di ritardo rispetto al programma) ha richiuso il passaggio dando appuntamento a fine novembre per un nuovo via libera ad auto, tir e pullman.
“Ad oggi il cronoprogramma è stato sostanzialmente rispettato – ha scritto Anas in una nota – e con questo step di 85 giorni è prevista l’ultimazione delle attività relative alla posa dello spritzbeton sulle centine metalliche, mentre all’esterno sono da completare la realizzazione dei dreni sub-orizzontali agli imbocchi della stessa e tutte le attività relative alle opere civili dell’area cabine. Tali lavorazioni possono essere eseguite solo a galleria completamente chiusa, onde garantire la sicurezza delle maestranze e dell’utenza stradale”.
Nel frattempo, il consigliere regionale Antonio Tutolo ha rimosso il presidio con la tenda piazzata domenica sera all'ingresso della galleria dove è rimasto a dormire per la notte. A farlo decidere di tornare a casa è stata anche la “visita” che ha ricevuto lunedì sera proprio da Agostinelli, il collega di Celenza, Massimo Venditti, e un gruppo di cittadini e imprenditori che stanno sostenendo questa protesta che il suo principale animatore ha già detto di voler rilanciare, esprimendo perplessità su quanto emerso a Foggia poche ore prima: “Non condivido affatto le decisioni prese a Foggia, vale a dire di riprendere i lavori per completare l’intervento in corso e poi bloccarsi di nuovo in attesa della realizzazione di un percorso alternativo, che, a mio parere, non si farà mai. Certo, non posso imporre il mio pensiero, i Sindaci si assumono tutta la responsabilità di questa scelta, ma i cittadini devono sapere che è stata presa dai loro rappresentanti del territorio. Per come immagino si evolverà la questione, la galleria ora rischia di essere abbandonata. D’altro canto sono soddisfatto, perché abbiamo costretto Anas ad occuparsi seriamente di quella infrastruttura, perché per sei anni veramente il territorio è stato vittima di questa situazione. A mio avviso, il percorso alternativo, oltre a essere complesso dal punto di vista tecnico e burocratico (andiamo incontro ad espropri e altre difficoltà), rappresenterebbe un dispendio di soldi e non sarebbe una soluzione per tutti, escludendo ad esempio il passaggio dei mezzi pesanti. Inoltre, è come dire che chi ha ideato la galleria ha sbagliato, perché se si poteva fare una strada tra i campi, non c’era bisogno di costruire un traforo. La mia posizione era invece più semplice: quella è un’infrastruttura strategica che va messa in sicurezza in tempi certi e rapidamente, con un appalto unico e un numero congruo di operai impiegati 24 ore su 24. La via alternativa è uno spreco di risorse pubbliche inutile e c’è il rischio che la galleria non riapra più. Potrebbe accadere infatti, che nelle lungaggini per la realizzazione di una strada secondaria, la galleria subisca nel frattempo ulteriore deterioramento e venga per forza bloccata al transito dei mezzi. A quel punto non avremmo né la strada alternativa né il tunnel. Io ieri avrei scelto di non far chiudere ieri la galleria, in attesa dello stanziamento dei fondi per il completamento dei lavori. Solo allora avrei consentito di procedere. È chiaro, però, che toccava ai sindaci prendere una decisione e se ne assumono tutta la responsabilità, con tutte le conseguenze che ne verranno”.
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