Maratona per il No: magistrati, giornalisti, studenti, attori e sindacalisti “per difendere la Costituzione”

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Una maratona civile, partecipata, attraversata da linguaggi diversi e da un filo comune: il richiamo alla Costituzione e alla centralità dell’equilibrio tra i poteri. All’AltroCinema Cicolella, nel centro storico di Foggia, la serata “Giusto dire No” ha riunito esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della magistratura e della società civile a pochi giorni dal voto del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia. L’iniziativa, trasferita nella sala di via Duomo a causa del maltempo, si è svolta dalle 18:00 alle 21:00 con una lunga sequenza di interventi e momenti artistici. Tra i volti più attesi, l’attrice foggiana Maria Chiara Giannetta, che ha scelto di essere presente nella sua città nonostante l’invito a partecipare alla manifestazione nazionale di Roma nella stessa serata. Dal palco ha sollecitato la partecipazione al voto, richiamando la necessità di difendere la Costituzione e di non disertare le urne. Un appello raccolto da una platea ampia, composta anche da molti studenti. Il teatro ha trovato spazio con Roberto Galano, che ha portato in scena il monologo “No, grazie!” dal Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Un testo che mette al centro il rifiuto di compromessi e condizionamenti, scelto come chiave espressiva per raccontare un dissenso che, nella serata, ha assunto forme diverse. Presente anche l’attore e regista Dino La Cecilia, con una formazione giuridica alle spalle, che ha indicato tra i nodi critici della riforma il meccanismo di sorteggio dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, e la direttrice d’orchestra Gianna Fratta. Accanto ai contributi artistici, si sono alternati interventi di taglio tecnico. La sostituta procuratrice Sabrina Cicala ha richiamato le implicazioni della separazione delle carriere sul piano dell’indipendenza del pubblico ministero. Sulla stessa linea il pm Giuseppe Mongelli, in servizio alla Procura di Foggia, che ha invitato a non semplificare temi complessi. La maratona ha visto, tra gli altri, anche gli interventi del procuratore di Foggia Enrico Infante, della sindacalista della Cgil Magdalena Jarczak, del fotografo Nicola Loviento e di Giuliano Sereno di Libera, che hanno portato contributi diversi per esperienza e linguaggio. Con loro Gianfranco Piemontese per l’Anpi, il giornalista Michele Gramazio, il docente universitario Giampaolo Impagnatiello, lo studente del Liceo Lanza-Perugini Samuele Delli Carri e lo studente universitario Pio Carmone, in una successione di voci che ha intrecciato riflessioni civili, considerazioni giuridiche e richiami alla partecipazione.

La partecipazione studentesca ha rappresentato uno dei tratti più evidenti della serata. Interventi che hanno insistito sulla dimensione storica della Costituzione e sul rischio di un arretramento delle garanzie. Proprio durante l’intervento dello studente fuorisede Ettore Ciuffreda si è registrato un momento di confronto diretto, quando dall’area del pubblico è intervenuto l’ex magistrato foggiano Salvatore Russetti, da tempo schierato per il Sì. Il confronto è rimasto nei toni civili e ha restituito la misura di un dibattito che attraversa anche la comunità locale. In sala, presenza diffusa delle forze della sinistra istituzionale e associativa, con esponenti di partiti e organizzazioni come Pd, Cgil, Acli, Anpi e Arci. Una partecipazione che ha accompagnato l’intera maratona, coordinata dalla giornalista Alessandra Benvenuto, tra interventi programmati e contributi dal pubblico.

A chiudere il senso dell’iniziativa sono state le parole dell’organizzatore Mario Nobile, promotore del comitato foggiano Società civile per il No nel referendum costituzionale. “Ci auguriamo che la gente si rechi in massa alle urne e che voti No”, ha detto, introducendo una riflessione sull’andamento della campagna. “Crediamo che la remuntada che il Fronte del No ha compiuto negli ultimi due mesi sia rappresentativa del fatto che la popolazione, la cittadinanza, una volta resa edotta, avendo conosciuto nel merito la riforma, vorrà respingerla perché preoccupata dal fatto che la politica possa controllare la magistratura, renderla meno autonoma, meno indipendente, più forte con i deboli e più debole con i forti”. Nel suo intervento Nobile ha richiamato anche aspetti specifici del testo. “La separazione delle carriere di fatto non è un argomento all’ordine del giorno perché già c’è, e lo sappiamo. Con la riforma Cartabia è possibile una sola volta nella vita, entro dieci anni dalla presa di servizio e cambiando regione”.

Il passaggio più critico riguarda, secondo l’organizzatore, l’assetto degli organi di autogoverno. “Ciò che più ci preoccupa è lo sdoppiamento del Csm e la creazione dell’Alta Corte con il sorteggio per i magistrati e quindi la possibilità per questi ultimi di essere maggiormente condizionati da un gruppo predeterminato di politici e rappresentanti individuati dal Parlamento che determineranno un cambio sostanziale nella capacità della magistratura di poter compiere delle indagini anche molto importanti e pericolose contro potentati economici e politici”. Un giudizio che si allarga all’impianto complessivo della riforma. “È questo il problema: la riforma Nordio-Meloni attacca non soltanto la magistratura, ma lo stato di diritto e la possibilità da parte della cittadinanza di avere una giustizia più certa, senza affrontare i problemi più importanti quali le lungaggini processuali, l’edilizia della giustizia, la questione carceraria e l’organico, sia dal punto di vista dei magistrati che dal punto di vista dei funzionari, particolarmente carente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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