A San Severo, appello per il “Sì” con interventi autorevoli e oggettivi sul perché della riforma

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A San Severo, ultimo atto per il “Sì”, prima del referendum confermativo sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Gli elettori dovranno pronunciarsi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento ad ottobre 2025, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti.

Evento con prestigiosi relatori, organizzato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che s’è tenuto nella suggestiva cornice della Palazzina Liberty ieri sera, alla presenza di un folto pubblico, che ha interagito con: il presidente del tribunale di Larino (CB), Daniele Colucci e con gli avvocati: Michele Vaira, Raffaele Irmici e Giulio Domenico d’Antuono.

Un evento in cui i relatori, tutti tecnici e professionisti della materia, hanno messo in evidenza, nel merito, tutti i “perché” di una riforma che, nel tempo, è stata oggetto di revisioni, seppur mai attuate, da parte di governi di centrosinistra; oltre al fatto che, era stato proprio il fascismo ad unire le carriere dei magistrati. In sintesi, e dopo aver messo in tavola i punti chiave della riforma, i quattro relatori hanno chiarito i concetti di trasparenza e d’imparzialità, tra cui.

Il giudice Terzo: Il principio del “giusto processo” vuole che il giudice sia equidistante tra accusa (Pubblico ministero) e difesa (avvocato). Se Pm e Giudice hanno percorso la stessa carriera e siedono nello stesso organo di governo, si teme una ‘collusione’ psicologica a danno della difesa.

Altro punto cruciale è stato quello della ferma posizione sulle correnti in seno alla magistratura: Il sorteggio serve a spezzare il sistema delle "correnti" della magistratura, che negli anni hanno influenzato nomine e promozioni basandosi sull’appartenenza politica piuttosto che sul merito.

Un altro punto chiave è quello sulla responsabilità: L’istituzione dell’Alta Corte disciplinare garantirebbe che i magistrati che sbagliano, vengano giudicati da un organo terzo e non da “colleghi di ufficio”, eliminando il rischio di corporativismo.

Sempre i relatori hanno ribadito in modo chiaro che resta tale l’indipendenza della magistratura (non sarebbe affatto minata dal sorteggio e che la figura del PM non si indebolisce affatto).

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testatina dillo al direttore WEB

 



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