Un nuovo studio mette in discussione il legame diretto tra la Xylella e il disseccamento rapido dell'ulivo, noto come CoDiRo. I ricercatori Marco Scortichini del Crea e Margherita Ciervo dell'Università di Foggia hanno condotto un'indagine approfondita sugli ulivi colpiti dal fenomeno del disseccamento nella provincia di Bari tra il 2013 e il 2023.
I risultati dello studio, pubblicati di recente, hanno rivelato che la presenza del batterio Xylella nelle piante campionate si è attestata su una percentuale minima, compresa tra lo 0,06% e lo 0,7% del totale. Questo dato solleva dubbi sulla sua relazione diretta con il disseccamento degli ulivi. La ricerca ha anche riportato osservazioni precedenti che indicavano come le piante sane poste nei margini delle zone infette non abbiano diffuso il batterio, e che i casi di infezione fossero stati limitati.
Un altro studio condotto nel 2020 dalla dottoressa Ciervo ha evidenziato le contraddizioni e le anomalie legate al fenomeno del disseccamento degli ulivi, suggerendo che altri fattori come i cambiamenti climatici, la presenza di altri batteri e un eccessivo utilizzo di prodotti chimici potrebbero giocare un ruolo significativo.
La normativa europea attuale prevede misure rigorose di eradicazione degli alberi non solo nelle zone colpite dal batterio, ma anche nelle aree cuscinetto circostanti. Tuttavia, secondo gli autori dello studio, questa pratica ha avuto un impatto devastante sull'ecosistema e ha distrutto migliaia di piante sane.
La controversia sollevata da questi studi richiama l'attenzione sulla necessità di approfondire gli studi epidemiologici sulle cause del disseccamento degli ulivi, prendendo in considerazione anche altri agenti patogeni. È chiaro che la questione del CoDiRo richiede una valutazione accurata e basata su prove scientifiche solide per comprendere appieno le cause di questa devastante malattia degli ulivi.
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