E’ in fase di esame finale da parte del Comitato VIA della Provincia di Foggia il progetto per la realizzazione a Manfredonia di un impianto per la produzione di biometano avanzato e ammendante organico, consentito in agricoltura biologica, mediante trattamento biologico integrato di rifiuti organici. Nello specifico, si intende la frazione organica dei rifiuti solidi provenienti dalla raccolta differenziata e disponibili sul territorio regionale o provenienti da fuori regione e con il verde la frazione composta da sfalci, potature e legno proveniente dalla pulizia di parchi e giardini. Il progetto ha quindi, l’obiettivo di produrre compost, parallelamente alla produzione. A proporlo è l’impresa abruzzese Talete srl di Lanciano, mentre i progettisti sono gli ingegneri Farenga dello studio SIT&A di Bari. L’impianto verrebbe realizzato a Manfredonia in località Lavalla, non lontano dall’area naturalistica dell’Oasi Lago Salso, in una zona di superficie pari a circa 113.000 mq ubicata lungo la S.P. 60, a sud del canale della Contessa e del torrente Candelaro. Il costo complessivo del progetto ammonta a ben 38.693.802 euro, come si spiega nella relazione sul quadro economico che porta la firma, come progettista dell’impianto, dell’ingegner Giuseppe Velluzzi di Potenza. Un nome noto nel Golfo: dal 2013 al 2017 fu direttore generale di ASE spa, la società partecipata dal Comune di Manfredonia che svolge il servizio di igiene urbana su tutto il territorio sipontino.
Nel 2017 fu una delle 12 persone arrestate (tra cui due sindaci, due vicesindaci, dirigenti comunali e altri pubblici ufficiali) nell’ambito dell’operazione Hydra, condotta dai Carabinieri di San Vito dei Normanni, nel Brindisino, perché – come consulente dell’Ufficio Tecnico dei Comuni di Poggiorsini, Biccari e Isole Tremiti – secondo l’accusa avrebbe prodotto la documentazione necessaria, in modo occulto, in maniera da favorire la Reteservizi srl nell’aggiudicazione dei bandi di gara.
Lo stabilimento disterebbe circa 70 metri (ad est) da una strada a valenza paesaggistica e circa 1000 metri (a sud-est) del sito archeologico di Masseria Cupola; più distanti, a 3 km, parchi e riserve.
“L'area di intervento ricade in zona agricola tabulare e priva di aree e nuclei residenziali in vicinanza”, si legge ancora nella relazione di progetto. “A 300 metri ad ovest dell'area si rileva il metanodotto SNAM, ricettore del biometano prodotto dall'impianto di progetto, mentre a circa 2900 metri a sud si rileva l'azienda fertilizzanti Beccarini, possibile utilizzatore di parte del compost prodotto dall'impianto di progetto”.
La relazione evidenzia la necessità di varianti urbanistiche: “E’ evidente la non conformità del progetto con le previsioni urbanistiche vigenti, motivo per il quale il progetto deve essere approvato in variante allo strumento urbanistico generale. Si pone in evidenza, comunque, che alla data di approvazione del PRG la tipologia di struttura proposta con il progetto non esisteva ancora e pertanto non poteva essere presa in conto dal PRG una sua possibile inclusione tipologica nell’area E5. Sotto il profilo della compatibilità di tale tipologia di interventi può comunque ritenersi accettabile in considerazione che la vicinanza di un impianto di biodigestione anaerobica a secco e compostaggio possa costituire un incentivo alla produzione agricola per la possibilità di usufruire del prodotto finale nella coltivazione. È da segnalare inoltre una incompatibilità circa l’altezza dei fabbricati: considerato che l’impianto necessita di un’altezza minima dei fabbricati di 10 metri (a fronte dei 7,50 metri ammissibili e prescritti dalla norma), sarà necessario procedere con la variante urbanistica. Riteniamo che il progetto debba approvarsi in variante allo strumento urbanistico con indici e parametri derivanti dal progetto stesso”.
Rispetto alla tutela della popolazione, si afferma: “Si verificherà che il rifiuto organico provenga da cicli di raccolta differenziata, attraverso ricerche a campione di metalli pesanti ed altre sostanze tossiche. Saranno valutate e monitorate le emissioni odorigene in atmosfera in funzione della sensibilità del ricettore, oltre all'inquinamento acustico. Saranno limitati al massimo gli scarichi idrici favorendo il riciclo e la depurazione in loco. Saranno redatti efficaci piani di sicurezza ambientale. L'assenza di aree residenziali dense e compatte nelle vicinanze dell'area di intervento fornisce un buon livello di protezione ambientale”.
Quanto alla tutela dell'ambiente naturale: “Occorre evitare la frammentazione di habitat e mitigare il disturbo alla fauna, distanziarsi dagli habitat e redigere adeguati piani di sicurezza ambientali, occorre valutare le emissioni odorigene in atmosfera in funzione della sensibilità del ricettore, oltre all'inquinamento acustico. Occorre limitare al massimo gli scarichi idrici favorendo il riciclo e la depurazione in loco”.
La conclusione dell’ingegner Tommaso Farenga, nella relazione datata settembre 2022, è netta: “La realizzazione del progetto comporta alterazioni all’ambiente reversibili e mitigabili con opportuni accorgimenti. Molti degli impatti sono confinati alla sola fase di cantiere. La fase operativa dell’impianto, invece, permetterà di ottimizzare la gestione attuale dei rifiuti offrendo una valida alternativa allo smaltimento in discarica. Il progetto ha inoltre previsto specifiche misure di inserimento paesaggistico tali da abbattere al minimo l’impatto visivo. Il progetto è redatto con l’obiettivo di generare un impatto positivo e portare beneficio al territorio. Si può sostenere che la proposta di progetto non risulta in contrasto con il contesto ambientale e programmatico vigente”.
“Non c’è una contrarietà di principio da parte nostra”, commentano a l’Attacco alcuni ambientalisti.
“Quello che non si capisce è perché tale impianto non venga posizionato nella zona industriale di Macchia, anziché a ridosso del canale Contessa, in un luogo non molto distante dal Lago Salso, che rappresenta una delle zone umide più importanti dell’intero sud Italia, con un patrimonio naturalistico e faunistico eccezionale”.
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