Conti di Casa Sollievo (in) sofferenza, spunta la voce di un’operazione che porta al Veneto di Zaia

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Che le finanze di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale voluto da padre Pio a San Giovanni Rotondo, fossero in grave difficoltà era un fatto noto. Da anni i bilanci sono in sofferenza e a dare un’ulteriore mazzata ci ha poi pensato il Covid che ha messo in ginocchio la sanità mondiale.

Non a caso a luglio 2021 si è perfezionato un protocollo tra Ircss e Puglia attraverso il quale l’ente regionale si è impegnato a dare una mano all’ospedale. Nonostante i rappresentanti della proprietà, il Vaticano, abbiano sempre affermato l’indipendenza e l’autonomia dell’ente ecclesiastico e soprattutto il legame inscindibile tra ospedale e Santa Sede, dopo l’accordo la Puglia è entrata a pieno titolo dell’organizzazione e nella gestione di Casa Sollievo, come ha più volte messo in evidenza lo stesso governatore Michele Emiliano.

L’intesa prevede la costituzione presso la Presidenza della Regione di un tavolo tecnico di confronto con Css a cui partecipa, per quanto di sua competenza, anche la Asl provinciale di Foggia, avente la finalità di ricercare, con il concorso di tutte le parti in causa (e quindi ove necessario con il coinvolgimento diretto del ministero della salute), le modalità ed interventi necessari per garantire l’equilibrio della gestione dell’ospedale Css, nel rispetto delle norme di legge, ed assicurare allo stesso una sufficiente autonoma capacità di equilibrio finanziario futuro, nelle more della completa realizzazione del progetto di rifunzionalizzazione e ristrutturazione del complesso ospedaliero. E’ stato inoltre preso l’impegno reciproco di aggiornare il percorso normativo e di regolamentazione per il riconoscimento delle funzioni non tariffate.

L’accordo ha anche previsto la valutazione delle prestazioni erogate dall’ospedale e di competenza territoriale, non rientranti nelle prestazioni oggetto del tetto di spesa. Le parti si sono impegnate reciprocamente a favorire ogni necessaria attività intesa a trasferire definitivamente la competenza di tali prestazioni in capo alla Asl provinciale di Foggia.

Le parti si sono peraltro impegnate a dare avvio ad ogni attività utile a realizzare le opere necessarie al rilancio dell’ospedale, in primis il potenziamento dell’alta complessità al fine di contenere i flussi di mobilità passiva, anche attraverso l’attivazione di progetti specifici.

Inoltre, la Regione si era impegnata ad anticipare dal 2021 le quote mensili nella misura del contratto annuale in conformità al verbale del 13/04/2021 condiviso e sottoscritto dalle parti, che comportava una decurtazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021, rispetto al tetto 2019, ed a conguagliare le eventuali differenze positive e negative per l’esercizio 2020 attraverso piano di ammortamento che consenta l’equilibrio dell’ente.

Da allora molte cose sono cambiate, innanzitutto il direttore generale: finito il tempo di Michele Giuliani, oggi ricopre il ruolo di manager (ad interim) di Casa Sollievo, Gino Gumirato il quale è già a lavoro per gestire la situazione in cui versa l’ospedale. A quanto pare le casse sono ancora in profondo rosso, con numeri da far tremare le vene nei polsi, tanto da indurre la governance dell’ente ecclesiastico a chiedere un incontro in Regione, stando a quello riferito dal TgNorba ieri mattina, per discutere l’annosa questione dei tetti di spesa e dell’inadeguatezza degli stessi.

Un problema che riguarderebbe anche gli altri due enti ecclesiastici pugliesi, il Miulli di Acquaviva e il Panico di Tricase, i tre ospedali chiedono risposte a Emiliano.

Intanto trapela che il nuovo direttore generale di Casa Sollievo stia ragionando sul modo in cui tagliare le spese, ad esempio con uno snellimento dei posti letto; addirittura pare stia pensando all’istituzione della settimana corta, l’ospedale dovrebbe funzionare a pieno regime fino al giovedì per poi operare a ranghi (e prestazioni) ridotte per risparmiare sui costi e sui consumi, per poter tirare avanti fino a quando non arriverà altra liquidità. Soluzioni però che non convincono particolarmente gli addetti ai lavori che invece auspicherebbero un aumento della produzione.

E poi spunta anche una pista che porterebbe direttamente in Veneto, la regione di provenienza dello stesso Gumirato. Secondo voci intercettate sia a San Giovanni che a Roma potrebbe essere in fase di organizzazione, per il salvataggio di Casa Sollievo, un’operazione che vedrebbe coinvolto il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia. Non sono noti i dettagli ma sembra che il governatore salviniano si sia impegnato ad inviare nel cuore del Gargano super manager, amministrativi e personale medico in soccorso dell’ospedale. In cambio portatori di interessi del Veneto potrebbero entrare nella gestione di servizi e forniture all’interno dell’ospedale. Sarebbe peraltro un’operazione a tre, con la benedizione dello stesso Emiliano.

Di recente il presidente della fondazione che fa capo a Casa Sollievo, il vescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni, padre Franco Moscone, ha lanciato un appello in difesa degli interessi dell’ospedale garganico contro un sistema che non ha esitato a definire iniquo: i tetti di spesa extraregionale: “È iniquo perché favorisce la sanità del Nord Italia, specie quella privata, allargando sempre più la forbice tra le due Italie: il Nord ed il Mezzogiorno […]. Lasciatemelo dire: sa molto di favoritismo alle regioni del Nord penalizzando fortemente gli ospedali privati accreditati nel sistema pubblico e che svolgono un ruolo fondamentale nel servizio sanitario nazionale per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

Proprio da quel Nord potrebbe essere tesa una mano verso San Giovanni Rotondo, se la voce dovesse rivelarsi fondata.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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