Quando si parla di liste d’attesa interminabili in sanità spesso si ignorano le conseguenze che queste hanno sulla vita pratica di chi ha bisogno di cure.
Lo ha constatato a sue spese Mario (nome fittizio a tutela della privacy della persona, ndr) che in questi giorni si è imbattuto in un servizio sanitario non tempestivo di fronte ad una richiesta di assistenza.
“Nel pomeriggio del 31 dicembre per la prima volta in vita mia – racconta Mario a l’Attacco - mi sono ritrovato con il viso gonfio, ho subito pensato che si potesse trattare di una reazione allergica, anche se ancora oggi non so cosa l’abbia provocata. La fortuna, se così si può chiamare, in questo caso ha voluto che mia figlia fosse allergica e quindi consapevole dei sintomi e delle cure. Così ha provveduto immediatamente a darmi un antistaminico. In ogni caso abbiamo deciso di recarci per sicurezza in guardia medica. Duole constatare che in questi presidi ci sono perlopiù giovani medici”.
La presenza di neolaureati, spesso ancora specializzandi, è stata determinata un po’ ovunque dalla drammatica carenza di medici, tale da indurre i governi ad aprire, con l’emergenza sanitaria, all’arrivo di quelli che sono stati ribattezzati i medici ragazzini.
“Una volta in guardia medica, devo far presente che non mi è stata misurata neppure la pressione arteriosa, i medici mi hanno chiesto semplicemente se fossi ipertesa e mi hanno somministrato via intramuscolo una dose, la più leggera disponibile, di cortisone avendo io già preso a casa l'antistaminico, probabilmente per non rischiare complicazioni.
I giovani dottori hanno registrato il mio passaggio in guardia medica ma non ho ricevuto alcun documento nel quale fosse indicata la terapia che mi era stata somministrata, quindi sono andato via a mani vuote, senza avere neppure indicazioni rispetto ad una terapia successiva, nessuna prescrizione di altro cortisone o antistaminici”.
Ma non è finita qui, questa settimana Mario si è recato dal proprio medico di medicina generale, per raccontare quanto accadutogli ma anche in questo caso è riuscito a ottenere ben poco, se non la prescrizione di un antistaminico e di una visita specialistica presso un allergologo.
“A questo punto mi reco presso la cassa ticket del D’Avanzo per prenotare la visita specialistica – aggiunge l’uomo - e praticamente, in libera professione, per avere un appuntamento avrei dovuto aspettare fino a luglio, ho rifiutato. Su indicazione di mia figlia che appunto, come detto, conosce bene i rischi che le allergie comportano e le indagini che vanno necessariamente effettuate, torno dal mio medico per farmi prescrivere una serie di esami, in particolare i cosiddetti Rast”.
Il test allergie Rast è un tipo di esame molto più sensibile e accurato rispetto ai classici test cutanei per la diagnosi di allergie (Prick test). Misura infatti gli anticorpi prodotti durante la reazione allergica, o IgE, specifici per uno o più allergeni.
Si esegue con un prelievo di sangue venoso, è adatto a tutte le età, anche in età pediatrica, e non è influenzato da terapie farmacologiche. “Il mio medico mi dice che questo test viene effettuato nei poliambulatori dell'ex Inam a Foggia, oggi sede del distretto della Asl. Mi reco così presso gli sportelli di corso Roma, mercoledì mattina non c'era anima ad onor del vero, chiedo di prenotare una visita per ottenere poi la prescrizione di questi esami, prescrizione che non può fare il medico di famiglia, e mi viene detto che la prima disponibilità è a giugno.
‘Sennò vada a San Giovanni Rotondo’, mi ha risposto l’operatore di fronte al mio disappunto rispetto a tanta attesa. A questo punto ho deciso di rivolgermi ad uno specialista in via privata, per fortuna ho disponibilità per farlo ma mi chiedo cosa succeda a una persona comune, a chi non può sapere o immaginare quali rischi possa comportare un'allergia, immagino che debba aspettare giugno o luglio per una visita.
Ma non credo sia normale che di fronte a una crisi allergica, che può essere mortale, non ci sia una risposta tempestiva del servizio sanitario pubblico. La gente che non ha sufficienti risorse economiche per rivolgersi ad un medico privato, muore? Se io non avessi avuto l'antistaminico in casa e una figlia a conoscenza di tutte le dinamiche di una crisi allergica, cosa mi sarebbe capitato?
Sembra quasi che il diritto alla salute sia diventato un favore che viene fatto ai pazienti, peraltro a pagamento perché nel caso della visita al D’Avanzo si trattava di una prestazione intramoenia. Paradossalmente avrei avuto un appuntamento prima alla Asl che al Policlinico ma questo è anche un segnale che probabilmente negli ambulatori del territorio non va più nessuno, proprio per via delle lunghe attese ed infatti non ho trovato fila alle casse ticket.
In questi giorni, da utente, sto seguendo questa trafila, facendo la spola da una struttura all'altra senza peraltro avere ottenuto niente e quindi dovrò risolvere il mio problema in autonomia e a mie spese. E questo per me è assurdo e inammissibile”, ha concluso Mario.
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