Costerà alla Asl Foggia 470 mila euro la transazione con la quale si chiuderà il contezioso tra l’Azienda sanitaria e la famiglia di un minore che ha citato in giudizio la Asl Foggia per l’appunto asserendo una errata condotta medica dei sanitari del presidio ospedaliero di Cerignola. Una cifra altissima ma ben al di sotto di quella chiesta in origine dai genitori del bambino. Il ricorso risale al 2018 quando la famiglia ha adito il Tribunale civile di Foggia per ottenere la condanna dell’Azienda sanitaria di Capitanata al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non, causati al figlio.
In corso di causa sono stati nominati dal tribunale quali consulenti tecnici d’ufficio il dottor Alberto Pedone e il dottor Giuseppe Fanizza, mentre la Asl in entrambi i giudizi (di merito e per accertamento tecnico) ha incaricato quali consulenti di parte il dottor Giuseppe Russi, direttore del dipartimento di medicina legale e la dottoressa Carmela Fiore, dirigente della struttura semplice del rischio clinico. Nel giudizio per accertamento tecnico preventivo il legale è stato designato nella persona di Rossella Spada, avvocatessa del Foro di Foggia, mentre per il giudizio di merito, è stato conferito l’incarico di patrocinio in favore di Maria Teresa Antonucci, dirigente avvocato in forza alla struttura burocratica legale aziendale.
Nel corso del giudizio per l’accertamento tecnico la legale della Asl aveva rappresentato la disponibilità manifestatale dalla difesa della controparte di definire il contenzioso in quella sede mediante il pagamento della complessiva somma di 950 mila euro oltre spese di causa, successivamente ridotta a 839 mila euro, oltre spese di causa. Dopo questa esorbitante proposta transattiva, sono state presentate “articolate controdeduzioni” da parte dei consulenti di parte aziendali, tali da non consentire al comitato valutazione sinistri una puntuale valutazione e, pertanto, il contenzioso è proseguito nella fase di merito.
All’esito della relazione finale dei consulenti d’ufficio, assertiva delle responsabilità dei sanitari dell’ospedale di Cerignola nella causazione del danno occorso ai ricorrenti, il giudice del Tribunale di Foggia con ordinanza del 23 settembre scorso, condividendo le conclusioni dei consulenti di ufficio, ha formulato alle parti la proposta conciliativa a saldo e stralcio in favore di tutte le parti di causa, per 581.884 euro complessivi, oltre spese di lite e di altre fasi della valutazione tecnica a carico della Asl Foggia.
A seguito della riunione del comitato di valutazione sinistri aziendale, con la partecipazione del legale della Azienda officiato del contenzioso, dopo ampia discussione, è stata condivisa l’opportunità e convenienza per l’ente di aderire alla composizione bonaria come rappresentata, sia per via delle conclusioni finali della consulenza tecnica di ufficio, che in virtù della rideterminazione migliorativa dell’importo a titolo di risarcimento danni quantificato dal giudice rispetto a quanto proposto dal legale della famiglia originariamente e rifiutato dalla Asl.
A fine dicembre, l’avvocatessa Antonucci ha fatto sapere di aver ricevuto dalla controparte una proposta conciliativa, ulteriormente migliorativa rispetto a quella indicata dal Tribunale di Foggia con ordinanza nel limite, come detto, di 470 mila euro complessivi, oltre spese di causa e accessori.
Trovata la quadra, con atto di transazione stragiudiziale, intercorso tra le parti la Asl “al solo fine transattivo, senza riconoscimento alcuno delle avverse pretese ma al solo scopo di evitare l’alea del giudizio”, si è impegnata ad eseguire il pagamento, in favore di tutte le parti attoree, che in cambio hanno rinunciato espressamente ad ogni ulteriore azione e dichiarazione di più nulla a pretendere dalla Asl Foggia in ragione dei fatti oggetto della transazione.
Oltre alla somma complessiva e omnicomprensiva di 470 mila euro l’Asl provvederà al rimborso delle spese documentate di consulenza tecnica di parte e al rimborso delle spese legali di entrambi i gradi del giudizio, che “su richiesta delle parti verranno corrisposte ai difensori costituiti in ragione del 50% cadauno”, nella misura complessiva di 17.637 euro, oltre 642,74 euro per anticipazioni di causa.
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