Più 96,4% di pazienti trattati in Adi nel giro di un anno, Asl Foggia virtuosa nel raggiungere i target del Pnrr

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Se c’è una lezione che la pandemia ha (forse) insegnato è che la sanità del territorio e di prossimità è quella più efficace a rispondere alle esigenze quotidiane dei pazienti e quella che più sensibilmente incide sulla qualità della vita dei cittadini. Concorre a meglio declinare questo tipo sanità l’assistenza domiciliare integrata, vale a dire un insieme di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi integrati con servizi socioassistenziali (igiene personale, cura della persona, assistenza ai pasti) svolti direttamente al domicilio della persona. Il servizio Adi viene erogato gratuitamente, essendo finanziato dal Servizio sanitario nazionale. L’Adi viene attivata solo in presenza di determinati requisiti e risulta fondamentale per garantire un’assistenza sanitaria adeguata al di fuori del contesto ospedaliero. Si rivolge unicamente a persone non autosufficienti in modo totale o parziale, per un periodo di tempo più o meno lungo; a persone non in grado di deambulare o di essere trasportate presso i presidi sanitari ambulatoriali; a persone affiancate quotidianamente da un caregiver; a pazienti in condizioni abitative idonee. 

L’Adi è considerata talmente tanto importante che è stata prevista una fonte di finanziamento anche nel Pnrr pari a 3 miliardi di euro circa, con la finalità di aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare fino a prendere in carico, entro la metà del 2026, almeno il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni (in linea con le migliori prassi europee), rispetto all’attuale in media tra le diverse regioni italiane di poco inferiore al 5%.
Come è noto, le risorse arrivano step by step, se cioè si riesce a dimostrare una progressiva realizzazione delle milestones fissate dalla cabina di regia. In questo caso sono le Regioni e Agenas ad occuparsi del monitoraggio dei dati. 
Notevoli sono i progressi che per l’Adi ha conseguito la Asl Foggia. Risulta infatti, nella relazione sulle performances del 2023, che nell’anno 2022 il numero degli assistiti in Adi over 65 in provincia di Foggia è stato pari a 8.123, mentre nell’anno 2023 il numero di pazienti trattati in assistenza domiciliare integrata è risultato pari a 15.951 con un incremento del 96,4%.

L’assistenza è proporzionata alle condizioni dei pazienti e si suddivide in Cia1, Cia2 e Cia3 per intensità di cura, in cui 1 è il livello più basso e 3 quello più complesso e grave. “Dall’analisi dei dati – si legge nella relazione della Asl -, si evidenzia che per i Cia 1 e 2 abbiamo superato il target assegnato. Per quanto attiene il Cia 3 il dato è inferiore a quanto fissato in quanto la richiesta è maggiore in alcuni distretti socio sanitari, come per esempio a San Severo e Foggia, rispetto ad altri distretti”. In Capitanata risultano 136.343 over 65, il che significa che in Adi l’anno scorso è stato curato l’11,7% del totale, quindi una percentuale che supera abbondantemente il 10% fissato dal Pnrr.

Un dato, quello della Asl Foggia, peraltro in linea con quello nazionale su cui tre settimane fa ha relazionato in Parlamento il ministro della salute Orazio Schillaci: “Mi preme evidenziare che, dall'estrazione dei dati riferiti all'anno 2023, aggiornata al 15 marzo 2024, risultano 529.761 nuovi assistiti incrementali in assistenza domiciliare rispetto alla `baseline´ del 2019. Ne consegue, dunque, che l'obiettivo intermedio di rilevanza nazionale `T1 2024´ ed il superamento dell'8% di assistiti over 65 in assistenza domiciliare è stato raggiunto”.

La Asl Foggia nel 2019 esternalizzò il servizio, mettendone a gara la gestione. L’appalto da allora è in capo all’Rti composto da Osa, Operatori Sanitari Associati Soc. Coop. Sociale (mandataria) con sede a Roma e Sanità Più Soc. Coop. Sociale (mandante) di Foggia. Il contratto è scaduto a luglio dello scorso anno ma l’aggiudicatario eroga ancora le prestazioni in regime di proroga. In realtà questo è un momento di passaggio, come raccontato più volte su queste colonne, in quanto la Regione Puglia sta, con ritardo rispetto alle altre regioni, procedendo ad adeguarsi a quanto deciso con l’accordo Stato - Regioni n. 151/CSR del 04 agosto 2021.

Il quale rivoluziona il sistema dell’assistenza domiciliare, disponendo che non sia più un unico appaltatore vincitore di gara ad erogare il servizio ai pazienti afferenti alla Asl di riferimento ma un ventaglio di operatori, debitamente accreditati dalla Regione, scelti dai pazienti in maniera discrezionale e fiduciaria, come accade ad esempio per le Rsa. In questo modo si dovrebbe porre fine alla eterogeneità di servizi che di fatto ciascuna provincia eroga livellando l’assistenza ai fragili.

Nelle more dell’adozione del provvedimento di giunta e delle procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio e dell’accreditamento istituzionale della assistenza domiciliare, il dipartimento salute della Puglia ha chiesto alle Asl regionali di non attivare procedure relative all’affidamento del servizio Adi senza la preventiva autorizzazione dello stesso.

Autorizzazione che la Asl Foggia ha regolarmente chiesto a Bari, a fine marzo scorso, per poter avviare una nuova procedura di gara ponte nelle more del riordino regionale del servizio. Chiarissima la risposta: “I direttori generali delle Asl non attivino alcuna procedura di gara fino a nuove determinazioni da parte della giunta regionale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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