Prova a correre ai ripari il Comune di Peschici dopo l’ipoteca iscritta da Agenzia delle Entrate sulla sede del municipio garganico, come raccontato su queste colonne nei giorni scorsi. E’ arrivata infatti la conferma di quanto pubblicato in esclusiva da l’Attacco proprio da una delibera di giunta di venerdì con la quale l’amministrazione, guidata dal Sindaco Franco Tavaglione, dà mandato ad un avvocato esperto tributarista, “per le dovute difese di questo Ente – si legge nell’atto - e presentare ricorso presso la Ctp di Foggia avverso i sopracitati provvedimenti emanati dall’AdE in quanto da una sommaria verifica degli stessi sono stati riscontrati alcuni vizi sia nella forma che nella sostanza (ad esempio, non risulta pervenuta alcuna comunicazione preventiva, obbligatoria, sull’iscrizione ipotecaria)”.
L’incarico è stato conferito all’avvocato Angelo Raffaele Valente con studio a Vico del Gargano.
Confermata anche l’ipotesi che i debiti del Comune riguardino le risorse chieste e ottenute per l’abbazia di Calena: “Al fine di poter procedere alla messa in sicurezza dell’abbazia di Calena nell’esercizio 2005 questo Ente ha chiesto ed ottenuto fondi ministeriali per 200 mila euro – riporta ancora la delibera di giunta -, per problematiche legate alla proprietà dell’antica abbazia, i predetti fondi di fatto non sono stati utilizzati”, e così “in data 29/08/2018 è stata notificata, da parte dell’Agenzia delle Entrate, una cartella esattoriale di 209.234,24 euro per il recupero delle somme di che trattasi”.
Grazie ad una ispezione ipotecaria eseguita il 15 aprile scorso presso l’Agenzia delle Entrate, è stato possibile accertare (e riportare su queste colonne) quella che era una voce che da settimane circolava in paese. Nella visura è stato inoltre specificato che lo Stato ha dovuto procedere alla riscossione coatta delle somme, considerato che il Comune debitore non ha provveduto al pagamento di quanto dovuto alle rispettive scadenze di legge. Decorso il termine, si è quindi costituito titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore, per una somma pari al doppio dell'importo complessivo del credito, vale a dire oltre 400 mila euro.
Nel documento viene inoltre fatto presente che già in data 27 febbraio 2019 al debitore era stata notificata la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria. Quest’ultima è un preavviso con il quale il contribuente viene invitato a pagare le somme dovute all’agente della riscossione entro il termine perentorio di 30 giorni. Comunicazione che secondo gli amministratori comunali non sarebbe arrivata.
Decorso tale termine, senza che il debitore abbia dato seguito al pagamento degli importi intimati, oppure senza che lo stesso ne abbia richiesto la rateizzazione, ovvero in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, l’agente della riscossione è autorizzato a procedere con l’iscrizione dell’ipoteca alla Conservatoria competente. Dopo l’iscrizione di ipoteca, se il debito rimane insoluto o non rateizzato oppure non è oggetto di provvedimento di sgravio o sospensione - e se il bene rientra nelle condizioni previste dalla legge - l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà procedere al pignoramento e alla vendita dell’immobile. L’ipoteca riguarda la particella 509 del foglio 2, che corrisponde, sulla mappa catastale a disposizione sul sito della Agenzia delle Entrate, al grande immobile con che occupa un intero isolato tra via Magenta e corso Garibaldi, di quasi 6 mila metri quadrati, che comprende la residenza municipale e l’ufficio del turismo. In altre parole è stato ipotecato palazzo di città, come detto.
Beninformati riferiscono che il Sindaco abbia minimizzato la vicenda, liquidando la cosa come un mero fatto del passato che in breve verrà risolto. Eppure la notizia ha destato molto scalpore, non solo per la sua eccezionalità (si sente spesso dell’ipoteca o del pignoramento di beni mobili, risorse economiche pubbliche e quant’altro, non già di una intera casa comunale) ma anche per le conseguenze che questo provvedimento può avere sulle casse dell’ente.
Non appare un buon segno ad esempio il fatto che, proprio per la mancanza di risorse, alcuni amministratori abbiano deciso di farsi carico delle spese necessarie per celebrare la festa della Madonna di Loreto, copatrona di Peschici, in programma il 2 maggio. Lo annunciava qualche giorno fa proprio il Sindaco Tavaglione sui social.
Per le spese del ricorso, l’amministrazione comunale ha invece destinato la somma di 10 mila euro.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).