Una nuova vita per il Parco archeologico di Devia. È questa l’idea su cui è stato incentrato il dibattito tenutosi mercoledì sera presso l’aula Costantino Ciavarella a Palazzo Zaccagnino, San Nicandro Garganico, alla presenza del Sindaco Matteo Vocale, dell’architetta Maria Ritoli (RUP del progetto per il Comune) e dell’archeologo Feliciano Stoico, già promotore di alcuni progetti di gestione del patrimonio archeologico. Un incontro promosso dalla stessa amministrazione comunale per definire le eventuali progettualità per lo sviluppo del parco di Devia. Un’occasione d’oro per provare a rilanciare il sito archeo-naturalistico, un vero gioiello del posto purtroppo ancora poco conosciuto in provincia e regione che potrebbe essere uno dei volani del turismo.
“Un’operazione importante per il territorio derivante dalla partecipazione al bando regionale che declinerà il sostegno della Regione Puglia attraverso finanziamenti FESR futuri, una partecipazione molto ambiziosa - ha spiegato a l’Attacco il Sindaco Vocale – speriamo e, assicuro, faremo di tutto per poter accedere a questo bando per ridare nuova vita al parco archeologico di Devia”.
Purtroppo sconosciuto ai più, il sito lo si raggiunge percorrendo la strada provinciale 41 che collega San Nicandro Garganico a Torre Mileto, all’altezza dell’incrocio con la statale 693 vi è poi una diramazione, una strada comunale che conduce fin sopra il monte. Diversamente la strada si ricollega poi alla SP 41 subito dopo Torre Mileto in direzione Capoiale.
“Da San Nicandro sono circa 10 minuti di auto – ha commentato il primo cittadino – una distanza molto breve. Se il progetto va in porto avremo la possibilità di esibire nuovamente il sito di Devia ad un pubblico più vasto, intercettando la parte turistica del Gargano. Si offrirebbe così un turismo non solo balneare, ma culturale di siti che non sono quelli blasonati ma che conservano delle specificità e delle bellezze assolutamente singolari”.
Dello stesso avviso Maria Ritoli che ha poi aggiunto: “Si tratta di un’operazione di recupero e di riqualificazione sotto l’aspetto archeologico ambientale. La stiamo candidando al bando PON FESR 2023 con scadenza il 4 agosto prossimo. Il progetto prevede quindi la riqualificazione di tutta l’area archeologica, non della chiesa però. Si andrà a recuperare la vecchia cinta muraria di Devia con dei lavori di bonifica della vegetazione”.
Attualmente il sito è affidato in gestione ad una società forestale che si occupa, come spiegato dall’esperta, di manutenzione ordinaria.
“Nel corso degli anni il parco è stato purtroppo devastato, abbandonato – ha detto Ritoli – solo se si conosce la storia del luogo si riesce poi ad individuare realmente le vecchie strutture”.
La chiesa è visitabile solo in estate, nel mese di agosto per tutte le domeniche. In buona sostanza se la partecipazione al bando andasse in porto e il progetto partisse si potrebbe dare nuova vita al parco archeologica di Devia. Chiunque vi accederà potrebbe vedere rovine, ruderi, cartelli che ripercorrerebbero la storia del posto e non solo.
“Avremo il recupero di tutto ciò che è rimasto e che verrà quindi bonificato dalle specie arboree infestanti – ha aggiunto Ritoli – ripristineremo i solarium appartenenti ad un vecchio progetto, dotandoli di pergole bioclimatiche. Verranno individuati punti di sosta per l’osservazione del panorama”.
Ma le novità non finiscono qui. “Un’altra cosa interessante sarà il teatro all’aperto che avrà come sfondo le tre apsidi della chiesa romanica. Sarà un paesaggio all’aperto – ha continuato l’architetta – doteremo il posto di pannelli fotovoltaici per l’illuminazione in quanto dovrà essere una struttura ad importo zero, sostenibile e, ovviamente, autonoma. Alla fine del piano di gestione dovremmo perfino riuscire a bilanciare i costi”. Per il primo anno, inoltre, l’accesso ai visitatori sarà gratuito.
Sull’importo totale dell’operazione e sui tempi Ritoli ha concluso: “Parliamo di circa 770 mila euro solo per i lavori. Le tempistiche sono quelle dettate dalla normativa italiana. Molto dipenderà dalla classifica. Dopo l’eventuale posizionamento utile ci sarà l’iter progettuale di presentazione, lavori e affidamento. Credo non prima di un anno e mezzo”.
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