L’ente Provincia guida il percorso della Ciclovia Adriatica nell’iniziale tratto foggiano, c'è il primo progetto

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Da mare a mare, fino agli estremi confini della terra (italica). E da mare a mare è anche il tratto di Capitanata della Ciclovia Adriatica, un’opera mastodontica che rientra tra quelle finanziate dal Pnrr (“Rafforzamento mobilità ciclistica” - “Ciclovie turistiche”), che collega Trieste a Santa Maria di Leuca per un totale di 1.300 chilometri. 

Il primo tragitto preso in considerazione è quello relativamente più breve da Chioggia proprio al Gargano, e tutti i singoli tratti sono entrati nelle competenze dei singoli enti territoriali: a Foggia è la Provincia che sta gestendo il percorso progettuale, tecnico ed edilizio che deve congiungere Lesina e Manfredonia. In base a un primo accordo tra le Regioni, alla Puglia sono stati destinati oltre 22 milioni di euro, di cui 3,5 per il primo lotto funzionale da Lesina ad Apricena e i restanti 19 per il tratto da Apricena a Manfredonia, per poi puntare verso Margherita di Savoia. 

In realtà, esiste anche un’alternativa che indica il periplo del promontorio del Gargano da Chieuti-Lesina fino alla città della Saline, ma si comincerà proprio dalla strada più breve e veloce, la cosiddetta “Variante del Tavoliere”. Il percorso misura una ottantina di chilometri e attraversa i Comuni di Lesina, Poggio Imperiale, San Severo, Apricena, Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Zapponeta e Manfredonia.

Il tracciato della ciclovia prevede tratti in sede promiscua, alternandosi tra la viabilità esistente e altri da realizzare completamente, con la collocazione di sei aree a servizio del cantiere, due principali (ubicate nei pressi delle vecchie stazioni ferroviarie di San Marco in Lamis e Candelaro), e quattro secondarie distribuite a debita distanza. 

A Palazzo Dogana è stato emanato l’avviso di indizione della Conferenza dei Servizi per l’esame del progetto definitivo redatto dalla cooperativa Politecnica Ingegneria e Architettura di Modena per 734 mila euro, con termine già piuttosto vicino del 16 agosto entro il quale i soggetti interessati (Amministrazioni, Enti, gestori di beni o servizi pubblici o terzi coinvolti a qualunque titolo) possono richiedere integrazioni o chiarimenti sugli elaborati già disponibili, e avranno tempo fino a 6 settembre per manifestare le rispettive posizioni che poi saranno rivelate otto giorni dopo.

Un percorso a tappe forzate, quindi, quello condotto dal Responsabile del procedimento Giacomo La Ferrara. L’itinerario visibile sul progetto parte da Lesina e seguendo la strada provinciale 37 attraversa il centro di Poggio Imperiale, per continuare dopo le cave di travertino, sulle Provinciali 33 e 36 fino ad Apricena, vale a dire 14 chilometri di strade ritenute a basso traffico.

Dopo Apricena, si passa a un territorio sostanzialmente rurale, costeggiando la nuova linea ferroviaria verso est fino a raggiungere la sede della vecchia tratta per la quale è prevista un’opera di riqualificazione ed utilizzazione della pista in sede propria fino al ponte su Candelaro. In questo tratto i primi 5 chilometri saranno percorsi in sede promiscua, e gli altri 10 tutti da realizzare.

I successivi tratti lungo l’argine del Candelaro e la Sp. 25 per circa 22 chilometri, che conducono alla zona dell’aeroporto militare di Amendola, vengono considerati ancora “a basso traffico” o addirittura “senza”. Poi ci sono gli ultimi due tratti, prima accanto alla Statale 89 e poi alla Provinciale 60, fino alla zona del lago Salso, per un totale di 11 chilometri. Infine, i restanti 9 chilometri si addentrano nella campagne della stessa area naturalistica, condividendo la sede stradale con frontisti ed escursionisti.

L’ultimo chilometro corre in affiancamento alla Statale 141 fino al punto finale sul ponte al torrente nuovo Cervaro. Il progetto in effetti prevede la circolazione promiscua con mezzi a motore solo su strade con basso traffico (cioè con il passaggio di meno di 500 veicoli al giorno) e a basse velocità (inferiori a 50 km/h) e possibilmente caratterizzate da divieti di circolazione per i mezzi pesanti.

In alcuni tratti è stato rilevato che sarà sufficiente solo potenziare la segnaletica, su altri è stato programmato il rifacimento del solo strato di usura del fondo stradale, mentre in altri si interverrà sull’intera pavimentazione sino allo strato di fondazione, nell’ambito di quella che si annuncia come una grande operazione di manutenzione straordinaria e sistemazione delle strade bianche.

A guardare il tracciato sulle carte, sembra un percorso a ostacoli che in effetti sono stati rilevati in sede di progettazione, soprattutto a causa dei numerosi vincoli di carattere paesaggistico, ambientale, idraulico e stradale che hanno portato all’introduzione di alternative al tracciato. La maggior parte riguarda la zona sud, quella nei pressi del Golfo, intorno al lago Salso, area vincolata affiancata dal torrente Candelaro che presenta dei rischi idraulici, dal quale quindi il percorso si tiene quanto più possibile lontano, con piste parallele.

L’ultimo caso delicato si presenta sul versante nord, nella zona tra Apricena e la vecchia sede della linea ferroviaria, con un rilievo altimetrico importante e poco sostenibile e un attraversamento della Statale 89 ritenuto pericoloso, circostanze risolte con passaggio in sicurezza in corrispondenza di una rotatoria, costeggiando per buona parte la nuova linea ferroviaria su strade a bassissimo traffico. 

A ogni modo, il menù a disposizione dei cicloturisti è straordinario, perché offre la possibilità di visitare luoghi d’arte ed espositivi come biblioteche e teatri, il palazzo baronale di Apricena, ma anche Grotta Paglicci con il relativo museo preistorico, il sito archeologico di Coppa Nevigata, o le emergenze di Rignano Garganico e San Severo: oppure le aree naturali di Bosco Jancuglia, valloni e steppe pedegarganici, Monte Granata, le paludi del Golfo, oltre a Lago Salgo e allo stesso Parco Nazionale del Gargano, senza contare la costellazione di masserie a variegata vocazione.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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