Centrale ortofrutticola, due milioni per la sede attuale: ma che fine farà il mercato in zona Asi mai utilizzato?

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Il nuovo Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 del Comune di Foggia, approvato di recente dal Consiglio comunale insieme al bilancio di previsione, riporta al centro dell’attenzione una vicenda che la città si trascina da oltre vent’anni: il futuro della centrale ortofrutticola. Tra gli interventi inseriti nell’elenco annuale del 2026 compare infatti uno stanziamento di circa due milioni di euro destinato alla riqualificazione della struttura mercatale cittadina. Si tratta della centrale ortofrutticola all’ingrosso situata in via Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel quartiere periferico a ridosso della zona sud della città, sede storica del mercato agroalimentare foggiano. L’investimento, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbe servire a migliorare le condizioni e la funzionalità della struttura che ancora oggi ospita l’attività degli operatori del settore. Ma proprio questo intervento riapre una vicenda che affonda le sue radici nei primi anni Duemila e che nel tempo ha attraversato diverse amministrazioni comunali. Perché la storia della centrale ortofrutticola foggiana non è soltanto quella di un mercato che necessita di manutenzione e ammodernamento, ma anche quella di un progetto molto più ambizioso che, oltre vent’anni fa, prevedeva il trasferimento dell’intera attività fuori dal perimetro urbano, nella zona industriale dell’ASI all’Incoronata. L’idea nasce tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, negli anni in cui a guidare il Comune di Foggia era il Sindaco Paolo Agostinacchio. In quel periodo si comincia a discutere della necessità di alleggerire il traffico e la pressione logistica generati dall’attività mercatale nel tessuto urbano.

Il mercato ortofrutticolo rappresenta infatti uno snodo fondamentale per il commercio agroalimentare della Capitanata, con un flusso quotidiano di mezzi pesanti, operatori e merci. Da qui prende forma l’idea di realizzare un nuovo mercato all’ingrosso in un contesto più adatto dal punto di vista logistico, collocato nella zona industriale e collegato direttamente alle principali direttrici viarie del territorio. Il progetto prende corpo negli anni successivi e viene sviluppato durante la stagione amministrativa guidata dal Sindaco Orazio Ciliberti, che governa la città dal 2004 al 2009. In quella fase il trasferimento del mercato ortofrutticolo diventa uno degli interventi previsti nella programmazione infrastrutturale della città e dell’area industriale. Il nuovo polo mercatale viene progettato nell’area ASI dell’Incoronata, con l’obiettivo di creare una struttura moderna per la commercializzazione dei prodotti agricoli della Capitanata: capannoni per la vendita all’ingrosso, spazi per la movimentazione delle merci, aree di carico e scarico per i mezzi pesanti e servizi a supporto delle attività commerciali.

I lavori vengono avviati e la struttura prende forma nel corso degli anni successivi. Alla fine del decennio il complesso risulta sostanzialmente completato e nei primi anni del 2010, durante la sindacatura di Gianni Mongelli (2010-2014), la struttura viene consegnata al Comune di Foggia, che avrebbe dovuto avviarne la gestione e programmare il trasferimento delle attività mercatali dalla sede storica di via Sant’Alfonso de’ Liguori alla nuova struttura nella zona industriale. Il passaggio decisivo, però, non si concretizza mai. Nel corso dei sopralluoghi emergono alcune criticità legate alla piena funzionalità dell’impianto: servizi mancanti, spazi da adeguare, interventi ulteriori necessari per rendere la struttura completamente operativa. A queste difficoltà tecniche si aggiungono anche perplessità e resistenze da parte di una parte degli operatori del settore, molti dei quali guardano con cautela al trasferimento nella zona industriale, ritenendo la sede urbana più vicina ai circuiti commerciali e ai mercati cittadini. Il risultato è che il nuovo mercato ortofrutticolo realizzato nell’ASI non entra mai realmente in funzione.

Negli anni successivi la struttura resta sostanzialmente inutilizzata, mentre l’attività mercatale continua a svolgersi nella sede storica di via Sant’Alfonso de’ Liguori, che nel frattempo mostra sempre più chiaramente la necessità di interventi di manutenzione e riqualificazione. È proprio in questo quadro che si inserisce lo stanziamento previsto dal Piano triennale delle opere pubbliche approvato nelle scorse settimane dal Consiglio comunale. L’investimento da circa due milioni di euro per la riqualificazione della centrale ortofrutticola esistente sembra infatti indicare una scelta di continuità con l’attuale collocazione urbana del mercato. Una decisione che inevitabilmente riporta alla memoria il progetto di trasferimento avviato oltre vent’anni fa e mai completato fino in fondo. Se oggi il Comune decide di investire per migliorare la struttura esistente, diventa inevitabile chiedersi quale destino sia stato immaginato per il mercato costruito nella zona industriale dell’ASI.

Resterà una delle tante opere pubbliche mai entrate realmente in funzione oppure esiste un progetto per recuperare quella struttura e darle una nuova destinazione? Oppure, ancora, è possibile immaginare che il progetto originario possa essere ripreso e rilanciato? Sono interrogativi che riguardano non soltanto la gestione delle infrastrutture pubbliche, ma anche la visione complessiva dello sviluppo logistico e agroalimentare del territorio. La Capitanata è infatti uno dei principali distretti agricoli del Mezzogiorno e il mercato ortofrutticolo rappresenta uno snodo fondamentale per la commercializzazione dei prodotti del Tavoliere e del Gargano.

Per cercare di capire quale sia l’orientamento dell’amministrazione comunale e quale destino possa avere la struttura realizzata nell’area industriale, l’Attacco ha provato nella giornata di ieri a contattare i soggetti istituzionali direttamente coinvolti nella vicenda. Sono stati cercati più volte l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Pino Galasso, competente per il piano delle opere pubbliche, e il presidente del Consorzio ASI, Agostino De Paolis, l’ente che gestisce l’area industriale in cui sorge il mercato realizzato anni fa. I tentativi di contatto, ripetuti nel corso della giornata, non hanno però ricevuto risposta. Resta quindi aperta una vicenda che accompagna la città da oltre due decenni e che oggi torna d’attualità proprio mentre il Comune programma nuovi interventi sulla struttura esistente. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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