Classifiche raccolta rifiuti, tra accuse ingiuste e dati corrotti. Per i commissari la colpa è dei pendolari

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Il problema indiretto di numeri gravemente dopati nella raccolta rifiuti, quindi oltre l’eventuale commissione di un reato, è che non solo inquinano tutti i dati del territorio e rendono vano qualsiasi piano industriale, ma finiscono anche per danneggiare l'immagine della città. La scorsa settimana è stato pubblicato il Rapporto Rifiuti Urbani 2022 di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, giunto alla sua ventiquattresima edizione e realizzato in collaborazione con le Agenzie regionali e provinciali di tutta Italia. In linea generale si registra un aumento rispetto agli anni della pandemia della produzione di rifiuti urbani che raggiungono le 30 milioni di tonnellate, con un +2%. Più consistente la crescita nelle regioni del Sud (quasi +3%).

In aumento quasi ovunque anche la raccolta differenziata che, a livello nazionale, si attesta al 64%: Veneto (76,2%) e Sardegna (74,9%) le regioni più performanti. La provincia di Treviso raggiunge il livello più alto con l’88,6%, seguita da Mantova (86,4%) e Belluno (83,8%). Tra le ultime posizioni, al di sotto della soglia obiettivo del 65% fissato dalla legge, si assestano Molise, Puglia, Liguria, Campania, Lazio, Calabria e Sicilia. Scalando i dati ed entrando nel dettaglio della Puglia si ottiene, per vie traverse, la stessa importante anomalia rappresentata da Foggia città.

Partendo dal dato base della produzione di rifiuti urbani si scopre che laddove la media nazionale è di 500 kg di rifiuti annuali a persona, e mentre il dato della Puglia si assesta a 415,27 kg di rifiuti pro capite annua, la città di Foggia spiazza tutti con una produzione pro-capite annua di 547,08 kg.

La produzione di Foggia è molto più alta della media nazionale e regionale e finisce per compromettere tutte le classifiche in cui è conteggiata. Il nuovo piano industriale sulla raccolta dei rifiuti del Comune di Foggia, su cui si è basato il nuovo affidamento novennale ad Amiu Puglia, prova a dare una spiegazione a tutto ciò.

La colpa è scaricata senza mezzi termini sui “pendolari”, le persone che si recano a Foggia dai comuni limitrofi in cui si fa il porta a porta.

Un’analisi non meglio precisata o comprovata da studi e prove eloquenti che finisce addirittura per accusare il sistema porta a porta (che Amiu Puglia non vuole infatti applicare a Foggia) e la presunta inciviltà degli abitanti dei paesi limitrofi, rei di causare un aumento esponenzialmente abnorme della produzione di rifiuti in città. Questo fenomeno criminale, secondo i commissari che hanno approvato questo piano industriale, si verificherebbe solo a Foggia e come dimostrato da l’Attacco ignora in realtà la vera ragione di quei numeri: i dati sulla produzione di rifiuti sono fortemente gonfiati di inerti, gli scarti dell’edilizia non prodotti dai cittadini ma inseriti irregolarmente da Amiu per dopare i dati sulla raccolta differenziata, di fatto raddoppiandola.

Da novembre l’anomalia pare essere diventata la carta con lo stesso risultato, molti più rifiuti e molta più differenziata.

Nonostante ciò le classifiche rimangono impietose. Ecosistema Urbano 2022, il report di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo che tiene conto di 18 indicatori hanno considerato anche il valore dei rifiuti differenziati. Foggia città si è piazzata al 102esimo posto. Il valore considerato è quello che ha previsto Amiu Puglia per Foggia nel piano economico finanziario, ossia il 22%. Il dato attuale a novembre è del 18,5% raggiunto grazie all’exploit del mese di novembre stesso con un oltre il 26%, come visto raggiunto grazie ai quantitativi abnormi di carta.
Più di tutti gli altri mesi messi insieme, più di tutto il 2021 messo insieme.

Probabile che con dati normali le ultimissime posizioni della classifica, occupate da Catania e Palermo, sarebbero alla portata di Foggia e della propria azienda di raccolta rifiuti.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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