Il procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro non guarda mai in telecamera quando parla, non guarda quasi mai neanche il presentatore o gli altri ospiti. Fissa dei punti vuoti davanti a sé o in basso, come se stesse avendo un’illuminazione, come se fosse un oracolo pronto alla rivelazione. E la rivelazione arriva inesorabile: “I giovani non vanno più via da questa città, anzi, stanno tornando. Questo mi rende ottimista sulla ripresa”. Ehm procuratore, guardi che non valgono le vacanze di Natale…
Sì, perché le strade stracolme di giovani rientrati per le festività deve aver indotto all’equivoco il procuratore, che deve aver pensato si trattasse di giovani rientrati stabilmente per vivere e lavorare qui perché Foggia adesso funziona, la Squadra Stato ha vinto, l’amministrazione è stata bonificata. E che importa se l’Istat ci dice che a Foggia lo spopolamento è costante e progressivo: meno 1.372 abitanti in un anno. La Capitanata negli ultimi 20 anni ha perso la cifra record di 100mila residenti. Ma a che servono i dati Istat quando si mette in scena uno spettacolo teatrale?
Sto parlando di quello che è andato in onda giovedì scorso negli studi di Foggia TV, nella trasmissione Chiaro Di Luna. Il parterre è d’eccezione: oltre al procuratore ci sono il Prefetto Maurizio Valiante e la commissaria straordinaria Marilisa Magno. Straordinaria come la sua partecipazione perché di fatto è la prima volta che sia ospite di uno studio televisivo. Un autentico miracolo. Conduce Bruno Vesp… volevo dire Micky de Finis coadiuvato dal direttore Attilio De Matteis.
Il clima in effetti è degno del Porta a Porta dei tempi migliori, quando Berlusconi firmava patti con gli italiani e prometteva un milione di posti di lavoro. Accomodante, celebrativo, petaloso oserei dire. Le istituzioni del territorio si riuniscono nell’unica tv locale di cui il segnale prende a Foggia (altro paradosso), per darsi pacche sulle spalle a vicenda. Quando sentite dire dai giovani frasi con slang moderni come “boomer che fanno cose cringe” e non riuscite a comprenderne il significato, ebbene pensate a questa trasmissione.
Con gli amici ho organizzato un gioco: un cicchetto ogni volta che uno di loro avesse detto una banalità retorica ed inconsistente tra queste: 1) stiamo continuando l’opera di bonifica dell’ente, 2) i foggiani devono reagire e denunciare, 3) abbiamo fatto tanto e stiamo raccogliendo i frutti, 4) siamo stati in silenzio fino ad ora perché dovevamo conoscere il territorio e la macchina amministrativa, 5) riferimenti vaghi sul ruolo dei giovani e della società civile, 6) La Squadra Stato che fa cose. Il risultato è inevitabilmente il coma etilico a metà trasmissione.
Magno parte in quarta mettendo tutte queste vacuità insieme nel primo intervento. Ha lavorato in silenzio, tanto e strenuamente, e parla solo ora dopo un anno e mezzo perché stanno raccogliendo importanti risultati, ma l’opera di bonifica va avanti. Non voglio fare l’elenco delle cose scandalose della città, ma basti pensare che dopo 2 anni non sono ancora riusciti a far togliere la recinzione abusiva da Parco San Felice e ripristinato lo spazio pubblico. Recinzione che loro stessi hanno dovuto ammettere come occupazione abusiva di un intero ettaro del parco più importante della città, sottratto alla comunità. Due anni, lo stesso tempo in cui in Comune si è violato ogni minimo obbligo di trasparenza, di pubblicazione ed anticorruzione, quelli che hanno portato la Commissione Parlamentare Antimafia a condannare duramente l’intero istituto giuridico dello scioglimento e relativo commissariamento. Dal non aver pubblicato (Magno) nemmeno il proprio curriculum sul sito del Comune al non aver effettuato la rotazione dei dirigenti storici, che di fatto hanno addirittura accresciuto il proprio potere in questo biennio.
Interviene il direttore De Matteis, ora li distrugge dai: “La Squadra Stato sta facendo il massimo…”, ed è cicchetto!
Ma non basta, il direttore di Bolzano TV (perché altrimenti non si spiegano certe analisi) prosegue: “Il prefetto Valiante, avvisato della crisi rifiuti, l’ha risolta in un giorno. Risposte concrete, non chiacchiere”.
La cosa bella di questa scena è che lo stesso Valiante rimane irrigidito sulla sedia, un po’ imbarazzato. Avrà anche lui pensato ai cassonetti stracolmi, l’immondizia per strada, i topi, i dati truccati? Se anche voi li state sognando parlatene con uno psicologo. Ritocca a Vaccaro, che attacca un discorso sulla legalità che si traduce nei piccoli gesti quotidiani: “La legalità è non saltare la fila, è buttare l’umido nell’umido e la carta nella carta”. Ma tranquilli, tanto poi Amiu la carta la va a recuperare nel basso Salento.
Non c’è tempo per pensare a queste denunce cadute nel vuoto perché bisogna ora complimentarsi per le tante, tantissime assunzioni al Comune fatte dai commissari. Non importa che i concorsi pubblici siano stati trasformati in minuscoli scorrimenti di altre graduatorie e nomine dirette, la sceneggiatura imponeva di dire che ora ci sono tantissimi vigili urbani, che Magno conferma di aver addirittura cambiato la mentalità di questi ultimi, improntandoli non solo alla repressione ma anche alla non assuefazione, rispetto delle regole… in realtà qui si accartoccia la commissaria quindi non si capisce niente di quello che voleva dire.
Salva la situazione de Finis, che chiama in causa il prefetto Valiante con l’appellativo “Eccellenza”. Valiante dice che ha parlato con il ministro Piantedosi, il quale verrà a Foggia proprio a risolvere il problema della mancanza di forze di polizia. Sono confuso, io avevo creduto a Magno e mi sentivo già più sicuro. Anche sulle telecamere si crea lo stesso equivoco. In un primo momento dicono che hanno fatto tanto sulla videosorveglianza mentre in una seconda analisi emerge che “tutte le telecamere della città sono di bassa qualità ed inutilizzabili”. Preferisco non soffermarmi troppo, memore della grande spiegazione che diede l’ex consigliere comunale Capotosto, per cui “capita di sbagliare acquisto, anche mia moglie mi ha rimproverato perché ho sbagliato a comprare l’asciugatrice Candy”.
Si chiude con un momento molto carino della commissaria, perché pare che finalmente capiti si stia intrattenendo di più in città e l’abbia addirittura visitata. Commozione in studio e a casa.
A domanda di de Finis “ma quindi rimane qui per il Capodanno?” la risposta lapidaria di Magno spezza il clima entusiasta: “No no, torno a Bari”.
Come biasimarla, d’altronde qui a Foggia non è stato organizzato niente per Capodanno dall’amminist… ah no.
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