Ancor più allo sbando Parco Atleti olimpici. Da settimane pericolosi cumuli di macerie dopo la devastazione

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Cartoline di scenari a tratti post apocalittici. Sono le immagini che restituisce il grande polmone verde rappresentato dal Parco Atleti olimpici e azzurri d’Italia, nel popoloso quartiere di Parco dei Fiori. Qui, ormai da diverse settimane, giacciono - sulla pavimentazione dello spiazzo cementizio circondato dalle aiuole - grossi cumuli di blocchi in pietra che un tempo costituivano una decina di sedute per l’intrattenimento dei molti avventori del quartiere, tra giovani, famiglie e bambini. Ma la maggior parte di quelle robuste panche lapidee sono state devastate una dopo l’altra (ormai da molto tempo) dagli atti di vandalismo sempre presenti in un’area urbana periferica in cui l’esplosione di grossi e roboanti petardi è sport quotidiano che va ben oltre i giorni di Capodanno.

Una situazione che, aggiunta al lassismo amministrativo e alla totale assenza di presidi e controlli di Polizia locale, diventa di giorno in giorno sempre più inquietante per l’incolumità pubblica. Un abbandono non più sostenibile e senza soluzione di continuità nel corso degli anni. Tanto da rendere l’ormai lunga esistenza di questo spazio pubblico (con un’area, almeno in origine, dedicata all’infanzia) praticamente un tutt’uno con il degrado.

Nelle sedute in pietra, infatti, sono presenti spesse giunture in metallo che ora fuoriescono dalle lastre disaggregate, costituendo un serio pericolo per chi malauguratamente dovesse inciampare su quei cumuli di vere e proprie macerie. Specie per gli anziani a passeggio. O per i bambini, nel momento in cui dovessero sfuggire, anche solo per un attimo, alla sorveglianza dei propri genitori.

Il Parco Atleti olimpici e azzurri d’Italia è una grande area verde periodicamente insidiata, per di più, da una discutibile cura della nettezza urbana: a rendere, se possibile, maggiormente evidente la sensazione di insalubrità dell’ambiente. E anche su tale versante non differisce di molto dai parchi con aree gioco altrettanto malconce in altre zone della città. A completare il drammatico, esasperante quadro del polmone verde di via dell’Arcangelo Michele i corrimano arrugginiti e i lampioni rotti o mal funzionanti che spesso e volentieri lasciano al buio interi pezzi di quell’area pubblica frequentata fino a tarda sera.

Il paradosso è che il Comune commissariato di Foggia, a luglio scorso, aveva annunciato, con cartelli posti agli ingressi dei parchi, la riqualificazione tanto dell’area verde antistante il rione Spelonca quanto di altri due giardini per l’infanzia alla periferia della città (e cioè il parco giochi in via De Petra intitolato ad “Angelo Ricci” e il parco giochi del Rione Candelaro).

“Si avvisano i cittadini - riportavano i cartelli - che da lunedì 25 luglio cominceranno lavori consistenti in: sostituzione dei giochi attualmente presenti, vetusti e non più a norma con giochi nuovi e a norma; ripristino delle zone occupate dai giochi con pavimentazione antitrauma; ripristino dei corpi illuminanti dei lampioni esistenti; sostituzione degli elementi di arredo urbano quali panchine e cestini portarifiuti”. Ebbene, nulla di tutto ciò è mai avvenuto da allora. Neppure un addetto ai lavori all’opera. Nemmeno timidamente. Neppure per sbaglio. I “cantieri” non sono mai partiti. In nessuna delle aree per cui erano stati previsti.

Gli interventi manutentivi finalizzati alla riqualificazione dei tre parchi gioco erano stati disposti dal Servizio Lavori pubblici del Comune di Foggia che, a seguito di un sopralluogo tecnico, aveva individuato quegli spazi come luoghi sui quali intervenire prioritariamente. “I sopra citati parchi - si legge nella determina di Palazzo di Città - presentano, in maniera più o meno evidente, problematiche connesse allo stato di usura dei giochi, generalmente fuori norma ed obsoleti, problemi connessi all’illuminazione con corpi luce rotti ed alla non conformità della pavimentazione in base alla destinazione d’uso specifica”.

Dopo l’indizione di due procedure negoziate andate deserte, per via dell’improrogabilità della riqualificazione delle tre aree gioco stabilita dall’amministrazione, il Comune, allora, aveva proceduto all'affidamento diretto, consentito dalla norma per lavori al di sotto di 150 mila euro. Gli interventi manutentivi erano stati quindi affidati, a metà luglio, alla ditta di Volturino “Di Salvia Giacomo”, per 83mila euro più Iva. Ma i lavori, oltre quattro mesi dopo l’annuncio supportato dai cartell (ormai spariti anche quelli), continuano a non partire.

Sulla questione il Comune avrebbe fatto presente, già diverso tempo fa, che i ritardi dipenderebbero da sopraggiunte difficoltà sorte nel campo delle forniture e circa l'adeguamento dei prezzi al tariffario regionale pubblicato a fine luglio. Nel frattempo il parco Atleti olimpici continua a giacere in un non più procrastinabile degrado e a presentare agli avventori le carcasse di quelli che una volta erano le sue panchine, i suoi giochi per bambini, i suoi lampioni e i suoi cestini portarifiuti.

Il disappunto dei residenti ascoltati nel tempo da l’Attacco (non nuovo, purtroppo, a questa trattazione) sta per trasformarsi, così, in rabbia per la mancata - e oggi più che mai necessaria - riqualificazione annunciata dal Comune mesi fa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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