Scultura 'Il Volo' Gino Lisa, La Società Civile: "Incongruenze di AdP"

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“La scultura Il Volo o ‘Ali Sospese’, lungi dall’essere sottoposta a restauro e riposizionata davanti all’aeroporto, giace buttata in una campagna vicino San Severo senza che si sia mosso un dito finora.

Quella che il Presidente Vasile vuole far passare come ‘ditta di restauro’ è oggettivamente una campagna accatastata come vigneto (controllate il catasto) con costruzioni abusive. Non c'è alcun affidamento, alcuna gara o altra procedura amministrativa che ne giustifichi la presenza lì (dati pubblici e facilmente controllabili)”. Così in una nota il Comitato cittadino La Società Civile – Foggia.

“L’interesse de La Società Civile è solo di riavere definitivamente e in tempi brevi la scultura al suo posto. Non ci interessa litigare con Aeroporti di Puglia. Però non ci piace nemmeno passare per allarmisti o per un gruppo di facinorosi che cercano la lite ad ogni costo. Ciò premesso le incongruenze delle risposte di Aeroporti di Puglia sono tante ed è bene metterle in evidenza e pretendere risposte chiare, nette e precise”.

“In un’intervista rilasciata a settembre AdP dichiarava che la scultura era stata prelevata e viaggiava alla volta di Bari per essere sottoposta a restauro. Non è vero. La scultura (scopriamo oggi) è stata portata a San Severo. Perché nascondere che andava a San Severo e inventarsi la storiella di Bari?”

"AdP dichiara che la scultura è alta 5 metri e mezzo e necessita di un trasporto eccezionale che a sua volta necessita di pratiche burocratiche per essere effettuato. Non è vero. La scultura era alta 5 metri e mezzo compreso il basamento che qualcuno (non è dato sapere chi) ha distrutto. Oggi la scultura, come si evince dalle foto, non è alta più di 1 metro e mezzo. E se non c’è stato bisogno di un trasporto eccezionale per portarla da Foggia a San Severo non si capisce la necessità di un trasporto eccezionale per riportarla indietro. Inoltre per un trasporto eccezionale non c’è nessuna burocrazia particolare. Basta la richiesta di autorizzazione agli enti territoriali da attraversare”.

“La struttura necessita di un collaudo statico. Non è vero. Qualunque studente al primo anno di ingegneria sa che non c’è bisogno di alcun collaudo statico. Al massimo sarebbe necessario per il basamento se superasse certe dimensioni o se fosse pesante tanto da dover intervenire con fondazioni specifiche. Ma del basamento non c’è nemmeno l’ombra”.

“AdP in una comunicazione ufficiale a La Società Civile ha scritto che il restauro era finito e che la scultura sarebbe stata posizionata entro dicembre 2022. Non è vero. Il restauro costa soldi. Per impegnare le somme necessarie un ente come AdP ha bisogno di una delibera e di un bando. Non esiste traccia di alcuna delibera e di alcun bando. Nessun affidamento, nessun atto amministrativo in tal senso. Delle garanzie dirette di Vasile sul fatto che il restauro fosse ultimato abbiamo addirittura una Pec e una telefonata”.

“AdP sostiene che la scultura sia stata portata in un deposito dove si è provveduto al restauro. Non è vero. Il ‘deposito’ dove giace la scultura non è attrezzato per operazioni di restauro. Il luogo in questione non è altro che una serie di tettoie, probabilmente abusive, poste in un terreno accatastato come ‘vigneto’".

"Se la scultura può rimanere all’aperto, visto che è la sua collocazione naturale, chi effettua un restauro impegnativo non può farlo all’aperto, in un posto privo di qualunque attrezzatura necessaria per un restauro, esposto a qualunque tipo di agente atmosferico, pioggia, freddo e quant’altro”.

“Naturalmente potremmo sbagliarci. E siamo disposti a cospargerci il capo di cenere e a chiedere scusa. Sarebbe sufficiente che AdP facesse insieme a noi un sopralluogo per verificare lo stato dell’arte. E lo abbiamo chiesto ripetutamente. Si vedrebbe subito la differenza fra una scultura lucente e una arrugginita. Ma stranamente, se sono prodighi di assicurazioni, su questo punto tacciono inspiegabilmente”.

“Noi non molliamo. Lunga vita ad AdP ma non vogliamo passare per quelli che da sempre hanno l’anello al naso. Abbiamo aspettato per 13 anni che si decidessero ad allungare la pista. Ce ne vorranno altri 13 per la scultura?”

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testatina dillo al direttore WEB

 

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