Rettore Unifg, i papabili candidati aumentano: sei con Cafarelli

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Sono indette per il 15 marzo prossimo le votazioni per l’elezione del rettore dell’Università di Foggia, per il sessennio 2023-2029. Lo stabilisce il decreto adottato dalla decana Lucia Maddalena, che regge l’Ateneo dopo le dimissioni dell’ex Magnifico Pierpaolo Limone. All’occorrenza, la seconda votazione, la terza votazione e il ballottaggio si terranno, rispettivamente, nei giorni 23 marzo, 28 marzo e 30 marzo. Le candidature possono essere presentate dal 18 gennaio al 3 febbraio prossimo.

Le prossime saranno dunque settimane decisive per Unifg, dove la situazione è ancora lontanissima da una qualche quadra. Trova conferma, infatti, il quadro tratteggiato da l’Attacco nelle scorse settimane, ovvero che c’è il serio rischio di un tutti contro tutti, che costringerà l’Ateneo daunio ad eleggere il successore di Limone soltanto al ballottaggio e dopo chissà quante votazioni.

L’attuale atmosfera è nebulosa soprattutto per via dell’inattesa decisione del pedagogista salentino di lasciare l’incarico già al terzo anno, dimissioni che hanno determinato il voto in Ateneo nel 2023 anziché nel 2025. Un fatto che ha notevolmente cambiato il quadro rispetto ai disegni che si coltivavano in Ateneo, legati ad alcuni attuali direttori come Gaetano Serviddio (Scienze mediche e chirurgiche) e Donatella Curtotti (Giurisprudenza). L’anticipazione delle elezioni rende possibile la ricandidatura del professor Lorenzo Lo Muzio, ex direttore di Medicina clinica e sperimentale, che nel 2019 perse la sfida contro Limone e che intende riprovarci per dare ad Unifg il primo rettore dell’Area medica dalla sua istituzione.

Ma scalpitano anche Serviddio, Curtotti, il prorettore Agostino Sevi e intenderebbe candidarsi pure il direttore del Distum Sebastiano Valerio. Erano questi i cinque nomi di papabili contendenti che l’Attacco aveva rivelato finora.

A loro si aggiunge adesso un sesto nominativo: è quello della professoressa Barbara Cafarelli, docente di Statistica presso il nuovo dipartimento economico Demet e delegata rettorale alla didattica. La docente, figlia dell’ex parlamentare Franco, lo ha comunicato ieri alla propria direttrice di dipartimento, la decana Maddalena. Ma il Demet è tra tutti i dipartimenti di Unifg quello che pesa meno quanto al voto dei propri docenti (appena il 6,62%) perché sorto da una “gemmazione”, ovvero dal distacco di alcuni docenti da Economia con arrivo di pochi altri da diversi dipartimenti, come Giurisprudenza.

La candidatura di un nome dell’Area economica avrebbe senso qualora i due dipartimenti di Economia e del Demet fossero compatti su quel candidato ma così non è. Anzi, non c’è concordia nemmeno all’interno del solo Demet né appaiono alleanze tra il Demet di Cafarelli e altri dipartimenti come il Distum.

Fonti interne all’Ateneo confermano infatti che Valerio non ha intenzione – almeno per ora – di tirarsi indietro dalla contesa, sebbene sia del tutto improbabile un terzo rettore espresso dell’Area umanistica dopo Giuliano Volpe e Limone. Ecco perché la candidatura di un docente dell’Area economica rischia, in tale situazione, di far solo un danno alla stessa.

C’è anche una seconda indiscrezione che trapela dall’Ateneo: riguarda l’accordo tra Lo Muzio e Curtotti (la quale la volta scorsa sostenne Limone contro il primo). Si poteva ipotizzare che vertesse sul sostegno di Giurisprudenza in favore dell’ex direttore di Medicina clinica e sperimentale, in cambio della promessa di fare Curtotti prorettrice in caso di vittoria (come avvenuto tra Limone e Sevi nel 2019). E invece il primo accordo trovato dai due è stato davvero singolare: entrambi candidati ma dichiarando a monte il sostegno reciproco, una strategia incongrua che finirebbe per far perdere voti a entrambi e che proprio per tali perplessità Lo Muzio intenderebbe rivedere. Peraltro, con Curtotti candidata Lo Muzio si vedrebbe sfilare dalla giurista sanseverese i voti dei “ricciani” di Medicina. 

Lo statuto di Unifg sancisce che il rettore è eletto tra i professori ordinari a tempo pieno in servizio presso le università italiane.  Per l'elezione del rettore, è richiesta la maggioranza assoluta dei voti nelle prime tre votazioni. In caso di mancata elezione, si procede con il sistema del ballottaggio tra i due candidati che nell'ultima votazione hanno riportato il maggior numero di voti; risulta eletto, a seguito del ballottaggio, il candidato che riporti il maggior numero di voti e, in caso di parità, il candidato più anziano nel ruolo e, nell'ipotesi di ulteriore parità, quello più giovane anagraficamente. L'elettorato attivo compete: con voto pieno, ai professori di ruolo, ai ricercatori, ai componenti del consiglio degli studenti e a due rappresentanti degli studenti per ciascuna struttura dipartimentale dell'ateneo, che non risultino essere componenti del consiglio degli studenti, individuati, al proprio interno, da tutti gli studenti facenti parte dello specifico consiglio di dipartimento; con voto pesato, ai tecnici-amministrativi a tempo indeterminato. Ai voti espressi dal personale tecnico-amministrativo sarà assegnato un peso pari al 20% del numero dei professori e dei ricercatori votanti nella specifica procedura elettorale. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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