“L’incarico di dirigente a Giuseppe Marchitelli è inconferibile”. A parlare, a l’Attacco, è l’ex consigliere comunale e candidato sindaco Giuseppe Mainiero, oggi a capo della civica Resto a Foggia, il quale torna ad affondare contro l’operato della commissione straordinaria in carica presso il Comune di Foggia.
A dicembre scorso al posto della dirigente a tempo determinato Maria Concetta Valentino, tornata al Comune di Cerignola, è subentrato il 50enne Marchitelli, fino ad allora dirigente nella piccola Sant’Agata di Puglia. Ha le deleghe a personale, cultura, sport e turismo, ufficio di gabinetto, partecipate.
Marchitelli era arrivato in precedenza presso il Comune capoluogo in forza di un decreto dell’ex sindaco Franco Landella, che a maggio 2019 lo nominò componente dell’Organismo collegiale indipendente di valutazione della performance (OIV). L’incarico, di durata triennale, sarebbe durato dal 01/06/2019 al 30/05/2022.
“A Palazzo di Città non c'è mai limite al peggio, in tutti i sensi”, afferma Mainiero a l’Attacco. “La commissione straordinaria, a cui recentemente il governo Meloni ha concesso fiducia con una proroga di ulteriori 6 mesi per terminare l'attività di "bonifica" del tessuto amministrativo, continua a collezionare capolavori di sciatteria politica e amministrativa. L'ultima "perla" dei commissari è la nomina dirigenziale, ex articolo 110, di Marchitelli. I commissari hanno assegnato responsabilità dirigenziali a chi era stato scelto direttamente dall'ex primo cittadino rinviato a giudizio con le accuse di tentata concussione e corruzione e di cui è stata disposta l'incandidabilità, per valutare l'operato della tecnostruttura”, continua l’ex meloniano.
“In pratica l’ex segretario generale Gianluca Caso è stato – per opportunità – sostituito, mentre Marchitelli è stato chiamato. Qualcosa non è chiaro, o meglio trasparente. È così che i commissari chiamati a tagliare i ponti con il passato e terminare quell'attività di "bonifica" dell'ente chiamano in servizio chi- attraverso un decreto sindacale - è stato scelto proprio da Landella a valutare l’operato dei dirigenti, prendendone il posto. Ma non finisce qui, perché oltre ad una questione di inopportunità grande almeno quanto la sede dell’ente in Corso Garibaldi, c'è di più, molto di più”, prosegue Mainiero.
“I tre commissari hanno evidentemente del tutto ignorato che l'incarico affidato a Marchitelli è inconferibile. Si tratta di una palese illegittimità, perché Marchitelli non poteva essere nominato dirigente ex art 110 TUEL. L'articolo 4 della legge 190 del 2012 stabilisce testualmente l'inconferibilità di incarichi ex articolo 110 ‘a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l'incarico, ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali - caso di specie - se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l'incarico’ al fine di prevenire casi di corruzione o di conflitto di interessi.
Questo dice la legge, che anche i commissari sono chiamati a rispettare. Il divieto è chiarissimo e non equivocabile. Non solo la commissione straordinaria chiamata a "bonificare" il Comune ha scelto una figura che proprio Landella aveva nominato qualche anno prima, ma lo hanno fatto anche senza rispettare una norma che lo vieta espressamente. Ci chiediamo se l’attuale segretaria generale D’Ambrosio abbia verificato se la determina di nomina di Marchitelli sia carente della dichiarazione di incompatibilità. Sciatteria amministrativa o cos’altro? E ci chiediamo quando i foggiani potranno finalmente tornare a votare. Ci sarà molto lavoro da fare per rimediare ai danni prodotti dalle amministrazioni del centrodestra di Landella prima e dai commissari poi”, conclude Mainiero. “Spero non sia necessario segnalare questo caso ad Anac e Prefettura, ma lo farò nel caso di mancata revoca dell’incarico”.
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