Tra otto mesi le urne ma non s’intravede ancora la nuova classe dirigente

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In autunno, tra fine ottobre e novembre, finalmente, i foggiani torneranno alle urne dopo la lunghissima fase commissariale. Dopo la proroga del commissariamento per ulteriori 6 mesi è realistico immaginare che le prossime elezioni amministrative per la costituzione del nuovo consiglio comunale si terranno non prima della fine di ottobre, e quindi a ben 29 mesi di distanza dal primo commissariamento straordinario (fine maggio 2021).

La decisione ministeriale di prorogare il commissariamento è stata giustificata con l’esigenza di dare ai commissari maggior tempo per consolidare la loro operazione di “bonifica antimafia” degli apparati comunali, poiché è stato ritenuto che i primi 23 mesi complessivi di commissariamento sarebbero stati insufficienti. I prossimi saranno per il capoluogo dauno mesi cruciali, perché - dopo gli abissi dello scioglimento per mafia e dell’inchiesta per presunta corruzione in Comune, dopo gli anni con i commissari - la città dovrà stavolta fare la massima attenzione a non sbagliare nella selezione della propria nuova classe dirigente. Ma durante questa gestione straordinaria dalla lunga durata, la società civile del capoluogo ha maturato consapevolezza? Saprà proporre uomini e donne di valore alle prossime comunali o si assisterà al ritorno delle solite facce della politica foggiana?

L’Attacco ha ascoltato uomini e donne. Cittadini comuni operanti nel mondo della cultura, dell’impresa, della legalità. “Mi piacerebbe che per i ruoli tecnici ci fossero persone in grado di capire quali sono le azioni migliori per una comunità”, dice a l’Attacco Ester Fracasso, imprenditrice. “Mi auguro che ci sia una pianificazione che conduca a risultati. Non so giudicare la classe politica della città: non è chiara. Non si riesce a capire cosa ci sia in programma e cosa metteranno in campo. Mi auguro che siano in grado di affrontare le problematiche di un territorio complesso. Foggia dovrebbe fare un passo rispetto all’appropriazione delle proprie radici, dare uno sguardo alla sua storia e capire quanto è importante che una società civile non sia autocentrata sul singolo, ma sia davvero una società. Riguardo il dibattito sulla revisione della normativa sugli scioglimenti per mafia non mi piace affatto il modo in cui sono gestite le cose. La nostra città oltre al danno ha avuto anche la beffa. Non avere un governo ha significato non avere referenti nei commissari. Loro non hanno abbracciato la città al fine di risolvere le questioni”.

“Sicuramente lo scioglimento di un capoluogo di provincia è una cosa seria, non facile da gestire”, è l’opinione di Federica Bianchi, referente cittadina di Libera contro le mafie. “Questi anni servivano a ristabilire una situazione di equilibrio per poi giungere ad una fase di ripristino della democrazia. È stato doloroso ma necessario. Quello che è accaduto non riguarda solo una persona ma l’intera comunità, che dovrebbe sentire come un lutto questa vicenda, così che queste cose non avvengano più. La classe dirigente che vorrei dovrebbe avere a cuore il bene della comunità. Il mio desiderio è che chi governerà tenga a cuore il bene comune. Perché Foggia, oltre ai problemi, ha tanti punti di forza e potenzialità. Gli obiettivi sono il lavoro, la cultura, l’educazione, gli investimenti”, conclude.

“Per il Comune mi auguro una classe dirigente onesta che sappia fare il suo mestiere e non persone che devono risolvere i propri problemi familiari”, ironizza l’imprenditore Gianmichele Romano. “Professionisti onesti: sono questi gli uomini che servono. Oggi bisognerebbe fare tabula rasa, perché è difficile costruire sulle sabbie mobili. Qualunque cosa di buono fai, la perdi dopo tre mesi se non parti da zero. C’è un mondo da riformare, dai ragazzi a scuola, agli impiegati comunali. Bisogna ripartire dalle fondamenta. Una città come Foggia difficilmente noi potremo vederla cambiata, e immaginiamo che potrebbe cambiare anche in peggio se continua così. Basta guardare l’immondizia in strada, le macchine in seconda fila ovunque, Foggia è veramente terzo mondo. Quando ci dicono che siamo gli ultimi per qualità della vita, dicono la verità. Un Sindaco onesto non può da solo modificare le cose, perché se è onesto, lo faranno fuori i suoi stessi collaboratori. Come si fa a far lavorare uno che non ha mai lavorato? Non conosco chi si candiderà, ma mi auguro che arrivi gente che ha studiato e che sappia fare il suo mestiere. Per cambiare le cose servono manager, tecnici, soldi, formazione. La società civile è divisa in due: la gente per bene che lotta per sopravvivere e gli altri, una maggioranza di persone inutili che vivono di furbizie e sussidi, e appesantiscono il lavoro di chi trascina questo carro pesantissimo che è Foggia”. Un carro che molti si domandano chi sarà a guidare.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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