Cardellicchio a Foggia, confermati i rumors sul dopo Magno

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Sta facendo discutere quanto affermato dalla dimissionaria commissaria del Comune di Foggia, la prefetta Marilisa Magno, in una intervista rilasciata ieri l’altro alla testata regionale. “Foggia la ricorderò come un’esperienza dura, un’amministrazione così complessa e sgangherata non l’ho trovata in tutti gli altri luoghi dove sono stata”.

Dopo l’addio per motivi di salute di Magno al capoluogo daunio l’Attacco aveva anticipato, giorni fa, i rumors sul suo sostituto, che riportavano al “prefetto che aveva svolto il medesimo ruolo alla guida della commissione straordinaria del Comune di Cerignola”, commissariato tra il 2019 e il 2021. In un primo momento si era pensato al prefetto a riposo Umberto Postiglione, salernitano, per due volte sindaco della sua Angri, il quale è stato anche prefetto di Palermo oltre commissario straordinario della Provincia di Roma.

Ma non si tratta di lui. A giugno 2020, quando era presidente della commissione straordinaria a Cerignola, Postiglione rassegnò le dimissioni dall'incarico per motivi strettamente personali per poi, un mese dopo, annunciare la propria candidatura alle regionali in Campania nella lista di centrosinistra Centro democratico a supporto del governatore uscente, il rieletto Vincenzo De Luca. Al suo posto arrivò a Cerignola Vincenzo Cardellicchio, originario di Campobasso, anch’egli prefetto a riposo, considerato vicino al centrodestra.

Ebbene, a Foggia – teoricamente fino ad agosto, termine del mandato prorogato, ma in realtà fino alle probabili elezioni comunali di novembre – è arrivato proprio Cardellicchio, per nomina del ministro Matteo Piantedosi.

A Cerignola lo descrivono come una personalità più da burocrate rispetto al profilo più politico di Postiglione. Nominato prefetto nel dicembre del 2006 ha presenziato le funzioni in tutti gli ambiti di maggior rilievo per la sicurezza nazionale: nelle sedi di Crotone e Perugia, presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza come capo del personale della Polizia di Stato e capo della Segreteria del Dipartimento con i capi della Polizia De Gennaro e Manganelli, il Quirinale – durante la presidenza del presidente Napolitano in qualità di consigliere vicario per gli Affari interni –, il Gabinetto del ministro dell’Interno - come capo Gabinetto vicario dei ministri Maroni e Cancellieri nonché quello di presidente della Commissione Nazionale della Legalità - e presso il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Sottosegretario Minniti e i presidenti Monti, Gentiloni, Renzi e Conte. Negli scorsi anni è stato commissario del Comune di Taranto, fino all’elezione del Sindaco Melucci.

Ci sono altre dimissioni a Palazzo di città dopo quelle di Magno. A lasciare è il presidente dell’Organismo indipendente di valutazione (Oiv), il 42enne Michele Ariano di Torremaggiore, il quale era stato nominato soltanto a luglio 2022. Il precedente Oiv, nominato dall’allora Sindaco Franco Landella a maggio 2019, per la durata di 3 anni, era scaduto il 30 maggio 2022 e tra i componenti c’era l’attuale dirigente e capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli.

Per la procedura per la nomina dei nuovi componenti, per il triennio 2022-2025, erano pervenute ben 120 domande di partecipazione alla selezione. C’era stata una prima scrematura, visto che i candidati che avevano presentato nei termini la domanda di selezione erano risultati 117.

Poi la palla era passata nelle mani della segretaria generale, la beneventana Maria Giuseppina D’Ambrosio, la quale aveva selezionato i nominativi dei professionisti idonei secondo un criterio di esperienza e possesso dei titoli specifici. Infine c’era stata la scelta dei commissari, che avevano nominato - sulla base dei curriculum presentati - quali componenti del Nucleo di Valutazione del Comune di Foggia per l’appunto Ariano, la 45enne commercialista Rosamaria D’Amore di Cava dei Tirreni e la 57enne biscegliese Maria De Filippo.

La commissione aveva spiegato che i tre sono “in possesso di comprovate esperienze tecniche di valutazione e di tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente”. Le funzioni di presidente sono state assegnate al più giovane, Ariano, “avendone i requisiti richiesti dal bando”. Gli incarichi hanno durata triennale e decorrenza dal 22 giugno scorso.Il compenso annuo ammonta a 13mila euro pro-capite omnicomprensivo di qualsiasi spesa sostenuta per lo svolgimento delle proprie funzioni.

Immediatamente dopo la pubblicazione del decreto commissariale erano scattate reazioni critiche da dentro e fuori Palazzo di città perché il presidente era un funzionario del Comune di Lesina con esperienze legate anche ad altri enti ma tutti di piccolissime dimensioni. La motivazione delle dimissioni di Ariano non è stata comunicata ma c’è chi ipotizza contrasti interni all’ente.

“Alla base delle progressioni del personale ci sono le valutazioni delle performance. Ergo il nuovo presidente evidentemente non vuole validare il lavoro del suo predecessore che oggi fa il dirigente”, afferma un beninformato riferendosi a Marchitelli ricordando che sono stati depositati i ricorsi al Tar Puglia sulle progressioni verticali dei vigili.

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